“Quando la nostra esistenza cessa di volgersi all’intimo e al privato, la conversazione degenera in puro pettegolezzo. Raramente incontriamo un uomo in grado di darci una notizia che non abbia letto sul giornale o che non gli sia stata riferita da un vicino e, per lo più, l’unica differenza fra noi e costui è che lui ha letto il giornale o è andato fuori a un tè, mentre noi non lo abbiamo fatto. In proporzione, quanto più diminuisce la nostra vita verso l’interno tanto più costantemente e disperatamente andiamo all’ufficio postale. Potete esserne certi, il poveraccio che se ne allontana col mucchio di lettere più grosso, fiero della sua vasta corrispondenza, non riceve notizie da sè stesso da lungo tempo”
(Henry David Thoreau)
“In solitudine la nostra storia non può continuare ad essere una raccolta casuale di incidenti e accidenti sconnessi, ma deve diventare un appello costante a cambiare cuore e mente. Laggiù potremo infrangere la catena fatalistica di causa ed effetto per ascoltare con i sensi interiori il significato più profondo degli avvenimenti della vita quotidiana. Laggiù, il mondo non sarà più diabolico, non ci dividerà più in pro e contro, ma diventerà simbolico, ci chiederà di riunire gli eventi esterni con quelli interni”
(Henri J.M. Nouwen)
Agosto 9, 2007
ELOGIO DELLA SOLITUDINE
22 Commenti »
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Ciao a chi passa di qui.
Questo è il blog personale di Valter Binaghi, che non ha ancora imparato le raffinatezze della gestione di wordpress e quindi per ora il tutto è piuttosto spartano. Spero di compensare col contenuto dei post.
Commento di vbinaghi — Agosto 9, 2007 @ 4:32 pm |
Eccomi nell’augurarti buon lavoro
ciao vbinaghi
Commento di paola castagna — Agosto 9, 2007 @ 5:25 pm |
Ciao Valter,
Buon Viaggio, intanto questo inizio sulla Solitudine è un entrata alta, io che mi dibatto, ho ripreso una vecchia citazione di Don Giussani (non dimenticherò mai le sue lezioni di Vita in Cattolica e fuori) che citava Pavese “Da uno che non darebbe la vita per te non dovresti accettare neanche una sigaretta”, io non fumo più, ma cerco di vivere seppur nella mia “fatica” aprendo il Cuore, così sono sicuro che posso accettare molte sigarette. La solitudine la vinco, oltre con un caffè , o in bicchiere di ottimo vino in compagnia, con il Jazz e l ‘Opera, o la classica, e tutti i cantautori…
Ti abbraccio forte a presto
davide
http://bloomsbury.blog.kataweb.it/
Commento di Davide Fent — Agosto 9, 2007 @ 5:39 pm |
ciao Valter, la solitudine e il mare di bit, buon inizio degno di chi ha già capito nell’umiltà di un neo. ciao
Commento di Marina Pizzi — Agosto 9, 2007 @ 6:36 pm |
Il blog e la solitudine. Non sembrano star bene insieme, perché i blogger tutto cercano, tranne la solitudine. Inizi con una bella questione, cioè bene.
In bocca al lupo, Valter
Fabio
Commento di Fabio Brotto — Agosto 9, 2007 @ 7:05 pm |
I miei complimenti per l’overture e il mio migliore in bocca al lupo per il futuro di questo blog che seguirò con interesse.
Con sincera stima,
Stefano
Commento di Stefano Calosso — Agosto 9, 2007 @ 7:58 pm |
Auguri Valter,
il percorso sarà impervio (sempre meglio partire con quest’idea) ma
la tempra c’è!
ciao
carla
Commento di Carla — Agosto 9, 2007 @ 8:25 pm |
Grazie a tutti per le visite e gli auguri.
Commento di vbinaghi — Agosto 9, 2007 @ 9:02 pm |
Non sei solo, ci siamo.
Commento di Gian Ruggero Manzoni — Agosto 9, 2007 @ 9:53 pm |
ciao valter,
sono venuto a renderti omaggio, domandandomi se da adesso leggerò di te solo qui oppure continuerai le incursioni anche su lpels.
Commento di merisi — Agosto 9, 2007 @ 10:39 pm |
Come ho scritto nell’ultimo post su LPELS, i miei post sono intellettualmente piuttosto provocatori, richiedono una condivisione che non si può trovare in 40 collaboratori. Meglio un blog personale per me, il che non significa che smetterò di frequentare gli altri blog come commentatore.
Commento di vbinaghi — Agosto 10, 2007 @ 12:08 am |
auguri per il nuovo blog. antonella
Commento di antonella — Agosto 10, 2007 @ 7:16 am |
Anche io qui da poco: trasferita.
Auguri.
Commento di Michela — Agosto 10, 2007 @ 8:52 am |
A proposito di solitudine: vi ricordate Padre Sergej, quello di Tolstoj? E’ un’ottima lettura per le vacanze.
Commento di paolo bianchi — Agosto 10, 2007 @ 9:40 am |
“Elogio della solitudine”… un inizio o una rottura? – L’iniziale “Elogio della solitudine” è il sospiro del “creatore” di questo promettente blog… in connessione con miriadi di solitudini & cibionti: segno che chi scrive aspira – nel suo isolamento, intimità o raccoglimento – ad altro che la solitudine.
Ecco infatti che subito dalla memoria del solitario creatore affiorano due angeli : Henry David Thoreau e Henri J.M. Nouwen, che invitano ad alzare gli occhi che hanno pianto al cielo del cuore – e – mente ( forse a ciò che oggi, in tempi di nichilismo attivo, chiameremmo “imbuto del privato”?).
In ogni caso, per rendere l’iniziale atto “creativo” ancora più simbolico, a questi due grandi solitari aggiungerei Swedenborg, la cui teoria dell’universo è basata sul sentimento e l’immaginazione attiva: “ Vi sono angeli che non vivono associati ma separati, ognuno nella propria casa; questi abitano nel mezzo del cielo, perché sono i migliori.”
Probabilmente si tratta di anime che hanno scelto il cielo, ma che tuttavia guardando in basso, verso la terra, sospirano…
Come il povero Valery, ad esempio… Immaginate come doveva sentirsi quando accorgendosi di essere improvvisamente “solo”, mandò al suo posto nel mondo Monsier Teste. Monsieur Teste che dice: “ “J’étais dans le néant, infiniment nul et tranquille. J’ai été dérangé de cet état pour etre jeté dans un carnaval étrange, et fut doué par vos soins de tout ce qu’il faut pour jouir, batir, comprendre et me tromper, mais ces dons inégaux”.
Secondo Michel Tournier è specialmente l’inizio che andrebbe ritenuto : “J’étais dans le néant, infiniment nul et tranquille. J’ai été dérangé de cet état pour etre jeté dans un carnaval étrange”.
“Per essere gettato in uno strano carnevale” ? Tournier è uno scrittore formalmente e sanamente perverso, al punto da equiparare vampirismo-letteratura (“Le vol du vampire”, Gallimard, 1983) scrivendo che un libro “è una virtualità, un essere esangue, vuoto,” (…) “lo scrittore lo sa, e quando pubblica un libro, libera tra la folla anonima degli uomini e delle donne una nube di uccelli di carta, di vampiri secchi, assetati di sangue che si affondano a caso in cerca di lettori. Appena un libro si imbatte in un lettore, si gonfia del suo calore e dei suoi sogni…”.
Avete bisogno di parole?… Ecco delle virtualità, non semplicemente letterarie, che “creativamente” aspirano alla vita e a un significato più profondo di ciò che con termine banale, se non banalizzato, chiamiamo ancora vita…
“C’è qualcuno qui ?”
Così pare. E’ un visitatore, un passante non si sa se un po’ angelo e un po’ vampiro, che – restando per un momento sulla soglia come in attesa di un amore – porta una memoria inquietante, densa, agglutinante, come forse è la memoria di ognuno, di ognuna, cioè di ogni essere incompiuto…
Commento di gdm — Agosto 10, 2007 @ 10:11 am |
@Gianni
“Au fond de chaque mot j’assiste à ma naissance”
(Joe Bousquet)
Commento di vbinaghi — Agosto 10, 2007 @ 10:56 am |
Condivido appieno, questa tipologia di solitudine, che è un coltivare dentro senza ruminare, un riecheggiare all’interno di noi stessi, le esperienze, le espressioni della nostra vita quotidiana. A volte, basta solo (ri) ascoltare, un sorriso di un passante, il richiamo di una coincidenza, il sapore del lavoro compiuto, il decantare di ogni cosa, e metterla al suo posto dentro noi. Ogni volta, così, ritroveremo un nuova immensità, una richezza senza fondo.
A presto!
Mayra G Louis
Commento di mayraglouis — Agosto 10, 2007 @ 3:33 pm |
Tanti auguri Valter!
Sono contento di poter sentire i tuoi pensieri tra quelle righe, e mi unisco al tuo elogio alla solitudine ma aggiungo anche il consiglio di evitare l’isolamento.
Buon viaggio!
Commento di viasenzanome — Agosto 10, 2007 @ 7:11 pm |
Il movimento dall’isolamento (subìto, anche in mezzo alla folla) alla solitudine (ricercata, come un ritorno al proprio centro) è forse la cosa che m’interessa di più. Sarà perchè ho appena compiuto 50 anni ed entro nell’ultimo tratto di strada? So solo che dal centro si può irradiare, smettere di agitarsi ed agire sul serio.
Commento di vbinaghi — Agosto 10, 2007 @ 7:26 pm |
Ho qualche problema con wordpress e può darsi che i vostri commenti da ora in poi non appaiano perchè messi automaticamente in moderazione. Scrivete pure, tra una settimana quando torno dalla montagna sblocco e rispondo.
Commento di vbinaghi — Agosto 11, 2007 @ 9:28 am |
penso che uno scrittore sia un grande Uomo quando distrugge il suo Romanzo e si fa, lui stesso Romanzo, senza più “necessità”, senza più necessità di parole, per testimoniare il suo “essere”, per testiminiarsi.
ambizione Divina.
gesù, questo anelito al divino, che ci bea o ci condanna a perenne colpa e miseria, gesù, non ha scritto mai; lui era il Verbo, la sua vita era Verbo.
la sua morte, solo figura, per significare la vita.
gentilissimo signor binaghi, è un modo per testimoniarle il mio affetto, quello di questa sera, s’intende, che del doman non v’è certezza e la Fedeltà non è di questa terra.
tanti baci
la funambola
Commento di la funambola — Agosto 13, 2007 @ 12:53 am |
Questi due pensieri racchiudono verità reali, e chi si nutre di solitudine lo vede.. Ho letto volentieri. Adoro star sola con me stessa. Credo sia vero quanto leggo sopra e che cioè l’aggancio al mondo talvolta è il tentativo disperato del bisogno di sentire che ci sei. Forse in quel momento ..non ti basti più :))
Commento di Rina — Agosto 15, 2007 @ 1:49 am |