BLOGGER, MA ANCHE NO di Valter Binaghi
![]()
Ieri sera ho annunciato la mia uscita dalla redazione del blog collettivo “La poesia e lo spirito”, cui ho collaborato per più di un anno, ed è mia intenzione abbandonare anche la frequentazione di altri blog collettivi come Nazione Indiana, Vibrisse e Satisfiction, dove pure sono stato commentatore assiduo negli ultimi mesi, e questo non a causa di rapporti personali (ho ottimi amici in ognuna di queste testate), e nemmeno per pregiudiziali ideologiche (la polemica è sempre stata un invito a nozze per me, da quando avevo quindici anni).
Il motivo vero è che mi sono accorto (in verità qualcuno me lo ha pure fatto notare) che l’esposizione eccessiva che questi contesti procurano, mi ha fatto spesso dare il peggio di me. Uno crede di avere una grande verità da testimoniare e difendere, e poi si ritrova soprattutto a grattare la propria ferita narcisistica, a magnificare se stesso e ad esibire le proprie scritture, senza negarsi al tristemente italico scambio di favori, e finire arruolato in una delle conventicole contrapposte che agitano il mondo effimero del Web.
Non ritenendomi migliore di nessuno, ma volendo provare almeno a non diventare peggio di quello che sono, limiterò d’ora in poi la mia presenza in Rete a questo piccolo spazio di cui sono l’unico responsabile, tranne il caso in cui qualcuno pubblichi cose che riguardino direttamente me o i miei libri, dove interverrò in quanto implicitamente interpellato.
chapeau
Commento di davidia — Aprile 9, 2008 @ 12:13 pm
Condivido la scelta. Credo che il tempo e le modalità delle relazioni umane, stiano via via denunciando il limite del blog - anche se rimane uno spazio indispensabile per colmare “l’altro”. Probabilmente la fruzione che se ne fa in questo momento è ancora antelucana. Vedremo. Anch’io mi sono ritirato nei “miei” spazi, con la massima apertura, s’intende e accoglienza verso gli altri. I commenti lasciano il tempo che trovano: si commenta a un amico, gli si dice quanto sei bravo, si va a leggere solo quando ci sono cose che riguardano personalmente; se poi si litiga, il risultato è una frustrazione che rimane per giorni. Buon proseguimento allora
ciao
Sebastiano
Commento di sebastiano — Aprile 9, 2008 @ 3:16 pm
Per quanto questo possa interessare, è successa la stessa identica cosa a me, così ho chiuso il mio blog (aprendone uno in totale anonimato e ben nascosto) e smesso la frequentazione di altri blog, in quanto (amando anch’io la polemica che mi piace trattare comunque con leggerezza) ad un certo punto mi sono reso conto di dare di me l’immagine peggiore: non mi riconoscevo più. C’è chi usa internet per crearsi un’identità più gratificante rispetto a quella che magari si ha nella realtà. Per me è successo il contrario, mi sono perciò riappropriato della mia “forma”, di quella che preferisco, quella che meglio mi rappresenta, come credo abbia tu deciso di fare.
In bocca al lupo.
Commento di carven — Aprile 9, 2008 @ 8:07 pm
un vero peccato, detto da chi ha cominciato a leggerti sul web da non più di 2-3- settimane…
… e nel frattempo si è letto con sommo gusto i tuoi 4 romanzi (ultimo incluso)
epico il post IL MURATORE IN CATTEDRA con i successivi interventi
pienamente coerente con quanto sviluppato in Devoti a Babele la decisione di contingentare e circoscrivere gli interventi nella blogsfera
spero che così tu abbia più tempo per scrivere e per pubblicare in forme più tradizionali
però mi mancheranno certe chiuse icastiche, dopo un lungo ed articolato argomentare, del tipo:
con Mancuso
ho chiuso
con stima e simpatia
Luigi
Commento di Luigi — Aprile 10, 2008 @ 12:00 am
Grazie a tutti.
Luigi, sono quasi imbarazzato: ti sei sciroppato una cosa come milleduecento pagine mie, e sei sopravvissuto! Comunque, se non mi perdo in litigate inutili,proverò a scrivere di più e di meglio, a cominciare da qui.
Commento di vbinaghi — Aprile 10, 2008 @ 12:09 am
anche tu insonne, eh?
.. e poi ho in stand-by Troppi Paradisi e qualche cosuccia di P.K. Dick,
do you remember le domande poste dal folto pubblico presente alla Feltrinelli di Bologna la settimana scorsa?
‘notte
Commento di Luigi — Aprile 10, 2008 @ 12:28 am
Ti capisco.
Occorre molto autocontrollo, e non è facile per le persone sensibili.
Commento di Biz — Aprile 10, 2008 @ 8:17 am
Secondo me fai benissimo. Internet si porta appresso il rischio della sovraesposizione assieme a una modalità di confronto che è difficile da gestire. Senza dimenticare il tempo che richiede.
Meglio un sano understatement e concentrare le proprie risorse: non siamo infiniti.
Io almeno la vedo così.
Blackjack.
Commento di Giocatore d'Azzardo — Aprile 10, 2008 @ 10:12 am
ciao, continuerò a leggerti con interesse
Commento di enrico de lea — Aprile 10, 2008 @ 12:21 pm
anch’io apprezzo, e molto, la scelta,
gunny ti direbbe:
o palcoscenico o trincea;
io ti dico solo:
il tempo della teoresi non può essere => della vita;
se commenti una partita di 90 minuti
la radiocronaca non può essere di 180′.
saluti con tanto affetto
da gunny e anche da graziano
Commento di gunny1958 — Aprile 10, 2008 @ 10:57 pm
gunny
se commenti una partita di 90 minuti
la radiocronaca non può essere di 180′
questo vuol dire cogliere il punto.
Commento di vbinaghi — Aprile 11, 2008 @ 12:01 am