Doctor Blue and Sister Robinia

Aprile 17, 2008

LETTERE DALL’ARCIPELAGO: PLATONIA di Valter Binaghi

Archiviato in: Scritture — vbinaghi @ 11:34 pm
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arcipelago

L’Arcipelago è ciò che rimane della vecchia forma del mondo.
Un tempo, oltre a questo gruppo non folto di isole, c’erano interi continenti che occupavano grande estensione del globo, tanto che si parlava di globo terracqueo. I cataclismi che seguirono alla guerra dei Tre hanno sprofondato gran parte di essi nel fondo del mare. Nessuno è mai andato oltre venti giorni di navigazione dall’ultimo confine dell’arcipelago, ma si ritiene senza dubbio che non esistano in tutto il pianeta altre terre emerse, se non un luogo remoto e maledetto di cui antichi marinai hanno parlato, non si sa quanto grande, dove regna una perenne pestilenza che uccide chi si vi avvicina. Forse è l’immondezzaio dei veleni e delle scorie che il grande cataclisma ha lasciato dietro di sè, per liberare al sole e alla vita questa parte di mondo dove noi prosperiamo. Comunque sia, noi sappiamo che esiste ma nessuno ha voglia di esplorarlo, per cui lo chiamiamo l’Orrido, e lo lasciamo dove sta.
La più grande delle isole dell’Arcipelago si chiama Platonia, e pare che questo nome derivi da un saggio dei tempi remoti: perduti i suoi libri assieme a tutti gli altri, delle sue dottrine restano solo oscuri frammenti. Platonia è una Repubblica, ed è governata da tre istituzioni elettive, ma ciascuna di esse è nominata da una diversa classe di età e ha diverse sfere di competenza.

Tutti i cittadini che hanno raggiunto la maggiore età di vent’anni partecipano all’elezione della Camera delle Arti e vi possono essere eletti: tale istituzione legifera sulle attività economiche e i commerci esteri, l’amministrazione dei servizi e gli usi civici. Qui possidenti e salariati sono ugualmente rappresentati, e il sapere dei tecnici è tenuto in gran pregio, partiti e movimenti si formano in continuazione in base ai diversi interessi e opportunità, e il tutto è soggetto a una certa mutevolezza, ma le attività delle Arti sono vincolate alle delibere dell’istituzione superiore, cioè il Senato.
Possono eleggere i membri del Senato ed esservi eletti i cittadini che hanno superato i quaranta anni di età: a questa assemblea competono la tutela delle leggi e dei confini, la stipulazione delle alleanze e la progettazione degli edifici pubblici, ma anche la selezione delle materie di studio per i giovani, la tutela del privato e il controllo su ciò che è pubblicamente rappresentato. Nel Senato, da molto tempo, si sono consolidate due tendenze alternativamente egemoni: i seguaci dell’Identico e quelli del Diverso, che alcuni definiswcono Conservatori e Progressisti.
Compiuti i sessant’anni, si può eleggere ed essere eletti nel Consiglio dei Savi, cui spetta unicamente formulare i termini del sacro e del profano, ovvero di ciò che è solo degno di custodia e tradizione e di ciò che può essere negoziato e riformulato nelle materie supreme delle nascite, dei matrimoni e dei riti funebri, ma anche distinguere il divino dal demoniaco nei culti, in partenza tutti ugualmente leciti. Si tratta dunque dei Rituali e delle Forme simboliche, in cui la Comunità riconosce se stessa e il cui riconoscimento è condizione essenziale per la permanenza gradita dell’ospite. Nel Consiglio dei savi non vi sono partiti: ogni membro parla per sè e le decisioni sono prese solo all’unanimità.
I più anziani cittadini di Platonia sostengono che, da quando si è provveduto a separare questi organi e le relative competenze, regolandone l’accesso alle diverse classi di età, la convivenza civile e il rapporto tra le diverse generazioni ha raggiunto livelli di armonia in precedenza sconosciuti.

6 Commenti »

  1. bah, mi fa tanto di tristezza e un po’, scusa, anche di paranoia,

    a che ora parte il traghetto per Orrido?

    come faceva la canzone che parlava di letame e cristallo?

    buona giornata in un mondo di normale ‘orribilità’,
    augurando di non incontrare nessuno di quegli eletti di nessuna età,
    vado a prendere il mio posto in trincea
    ciao

    Commento di gunny1958 — Aprile 18, 2008 @ 6:15 am

  2. Caro Gunny, preferisci vedere discusse cose come la politica estera, l’istruzione e la tutela della privacy dalle stesse logiche di bottega che decidono degli aiuti alle imprese o dei minimi salariali? O ridefinire i confini della vita e della morte alla stessa velocità con cui si stipulano e si stracciano alleanze elettorali?
    Accomodati pure nel disordine stabilito, a Babele.

    Commento di vbinaghi — Aprile 18, 2008 @ 10:45 am

  3. vedi valter oggi in trincea è fiacca, il tuo post istiga, così abuso della ospitalità e mi prendo un po’ di spazio aggiungendo un’obiezione pragmatica, un aneddoto a la gunny e una dichiarazione alla giuria:
    - da amministratore non obietto sul sistema politico di Platonia, ma suggerirei di porre una condizione / sbarramento all’eleggibilità dei suoi cittadini: possono essere eletti quei cittadini di Platonia solo coloro i quali abbiano passato almeno il 10% della loro vita (quindi almeno 2, 4 o 6 anni) in quel di Orribilia, che poi è il centro capitale di Orrido;
    - l’aneddoto di gunny riguarda il traghetto che collega Platonia con Orribilia e viceversa, con un linguaggio edulcorato essendo al cospetto di nobili e saggi giurati: il traghetto in questione che prendo è sempre piuttosto affollato, non solo da avventurieri, predicatori, commercianti o pendolari platonici che si recano in Orribilia per conquista, fede, affari o lavoro, ma anche e soprattutto, ed questo che narro, da abitanti di Orribilia che vengono in Platonia per turismo, come dire, da peccato sessuale facile, essi infatti sanno che molti coniugi (uomini e donne al pari) di nobili Eletti di Platonia o addirittura gli stessi sono propensi a peccare ‘fuori dalla cavagna’ e molto indecorosamente; non so però dire se prevalga per gli orribili il gusto di socializzare nel peccato con persone da rigidi e cristallini principi, oppure se attratti dalle sete e dai profumi (alquanto scarsi in Orribilia) che avvolgono le loro unioni, o da entrambe le cose;
    - la dichiarazione parte dal sapere che esiste, anche se il Gran Bibliotecario nega con forza, un oscuro frammento del Saggio Padre della Patria in cui dialoga con un suo amico, il cui nome si sa per certo che comincia per So…, sul quanto è bello da vecchi(acci) fottersi e farsi fottere dai pueri imberbi che vengono alla loro scuola dalla campagna. Non mi si meni il torrone sulla contestualizzazione storica-culturale o sul prima e dopo C., ma la sopraffazione e la violenza sugli inermi è tale da sempre e per sempre. Per questi reati, e non per il pensiero, l’amico del Saggio col nome che comincia per So… la sua basla di brodo se l’è bevuta, per l’Altro gliela stiamo tenendo in caldo. So che all’orecchio di Voi nobili Giurati questa è blasfemia (anche se la storia ci suggerisce che forse l’ultimo platonico alla guida di una nazione si chiamava Pol Pot), ma parafrasando il motto di una favola filmica: “inferno fa chi inferno pensa”.
    Alle mie prossime scorribande, sempre non mi sia preso cartellino rosso.

    Commento di gunny1958 — Aprile 18, 2008 @ 10:49 am

  4. flic e floc contemporanee risposte
    ciao

    Commento di gunny1958 — Aprile 18, 2008 @ 10:50 am

  5. per rispondere diretto a tuo #2: si, preferisco babele,
    perchè conosco il terreno, i nemici e gli amici, le forze in campo,
    i pericoli e … le possbilità di vittoria.
    almeno lì c’è vita, e io ho la possibilità di scegliere e di fare,
    di assolvere alla missione base: vivere e farlo al meglio e al giusto

    ps arrivato tuo ultimo, così presenterò domanda di iscrizione
    nel ‘1200 pagine di valter fan club’

    ‘ao

    Commento di gunny1958 — Aprile 18, 2008 @ 11:17 am

  6. ao, gunny.

    Commento di vbinaghi — Aprile 18, 2008 @ 12:18 pm

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