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	<title>Commenti a: QUARANTA RAGIONI PER PRENDERLA A CALCI IN CULO</title>
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	<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/</link>
	<description>Il blog personale di Valter Binaghi, scrittore e musicista</description>
	<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 22:16:36 +0000</pubDate>
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		<title>Di: aiace</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2642</link>
		<dc:creator>aiace</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 10:11:36 +0000</pubDate>
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		<description>Io ho trovato importanti i libri di Elisabeth Kubler-Ross.

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho trovato importanti i libri di Elisabeth Kubler-Ross.</p>
<p>Ciao</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: enrico delfini</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2641</link>
		<dc:creator>enrico delfini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 07:41:15 +0000</pubDate>
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		<description>Innanzi tutto mi scuso con l'equilibrista; nel mio intervento ero stato troppo sintetico. Nessun intento di giudicare il comportamento. La similitudine del sasso mi ha portato a dire cose che non pensavo. Il pudore non ha nulla a che fare con la fuga.
Parlando della com passione, cerco di spiegare alcune cose che forse ho capito nel mio lavoro; a differenza della medicina "normale", accostarsi a chi esperimenta il "dolore totale" non può farsi senza mettere in gioco qualcosa, e più di qualcosa, di se stessi.
Un paziente che ha una lombalgia, o una polmonite, o un infarto, in fin dei conti interpella la mia "scienza" e bene o male, basta un ragionevole bagaglio di conoscenze tecniche per affrontare, magari risolvere, la faccenda.
Ma quando si ha a che fare con chi presenta il vero dolore ( o magari non lo presenta: devi essere tu a capire che lo tiene dentro), in questi casi bisogna mettersi in gioco. nulla è scontato, l'esperienza e le conoscenze non bastano; anche se sono indispensabili. Non basta nemmeno la "bontà". La dote che per un medico, sempre tentato dal delirio di onnipotenza, è più difficile da maneggiare è l'umiltà. Non dare nulla per scontato, essere pronto a fare cose diverse da quelle che si credeva di dover fare. O a non fare nulla.
Riconoscere che nel rapporto medico-paziente può capitare che sia più quello che si riceve di quello che si dà. Anche, scendere dal piedistallo del "come è bravo Lei, dottore". Ma rimanendo (spesso è necessario) figura di fermo solido riferimento.
Se sapessi mettere i link, proporrei letture dalle opere di Cecily Saunders. Infermiere-assistente sociale-medico inglese, creatrice del movimento delle cure palliative. grande donna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzi tutto mi scuso con l&#8217;equilibrista; nel mio intervento ero stato troppo sintetico. Nessun intento di giudicare il comportamento. La similitudine del sasso mi ha portato a dire cose che non pensavo. Il pudore non ha nulla a che fare con la fuga.<br />
Parlando della com passione, cerco di spiegare alcune cose che forse ho capito nel mio lavoro; a differenza della medicina &#8220;normale&#8221;, accostarsi a chi esperimenta il &#8220;dolore totale&#8221; non può farsi senza mettere in gioco qualcosa, e più di qualcosa, di se stessi.<br />
Un paziente che ha una lombalgia, o una polmonite, o un infarto, in fin dei conti interpella la mia &#8220;scienza&#8221; e bene o male, basta un ragionevole bagaglio di conoscenze tecniche per affrontare, magari risolvere, la faccenda.<br />
Ma quando si ha a che fare con chi presenta il vero dolore ( o magari non lo presenta: devi essere tu a capire che lo tiene dentro), in questi casi bisogna mettersi in gioco. nulla è scontato, l&#8217;esperienza e le conoscenze non bastano; anche se sono indispensabili. Non basta nemmeno la &#8220;bontà&#8221;. La dote che per un medico, sempre tentato dal delirio di onnipotenza, è più difficile da maneggiare è l&#8217;umiltà. Non dare nulla per scontato, essere pronto a fare cose diverse da quelle che si credeva di dover fare. O a non fare nulla.<br />
Riconoscere che nel rapporto medico-paziente può capitare che sia più quello che si riceve di quello che si dà. Anche, scendere dal piedistallo del &#8220;come è bravo Lei, dottore&#8221;. Ma rimanendo (spesso è necessario) figura di fermo solido riferimento.<br />
Se sapessi mettere i link, proporrei letture dalle opere di Cecily Saunders. Infermiere-assistente sociale-medico inglese, creatrice del movimento delle cure palliative. grande donna.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: aiace</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2639</link>
		<dc:creator>aiace</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 00:21:20 +0000</pubDate>
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		<description>“… Non so quanto vi arriva di questo sentire …”

eh, appunto, arriva e arriva perché c'era già, altrimenti potrebbe forse essere incomprensibile. Arriva al gunny che fa il duro - gioca a fare il duro ;-) - arriva a me e chissà quant'altri.

Mi son scoperto spesso ad esser meno forte di quanto pensassi, di fronte alla paura della morte, di fronte alla potenza dell'amore un vero senso di vertigine. Si anche l'Amore può far molta paura; non puoi prenderti un caffè per riflettere.
Che dire poi di certi spicchi nella ruota della vita; come quando, col secondo figlio nella pancia della mia compagna, ti diagnosticano un tumore e tutto si rovescia e ti appare come la vista da un boccascena di palcoscenico, le voci lontane e sprofondi giù, giù e pensi: ehi, ehi c'era un Senso, avevo un Senso, dov'è il mio Senso?

Ma per fortuna è tutto più grande di noi.

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“… Non so quanto vi arriva di questo sentire …”</p>
<p>eh, appunto, arriva e arriva perché c&#8217;era già, altrimenti potrebbe forse essere incomprensibile. Arriva al gunny che fa il duro - gioca a fare il duro ;-) - arriva a me e chissà quant&#8217;altri.</p>
<p>Mi son scoperto spesso ad esser meno forte di quanto pensassi, di fronte alla paura della morte, di fronte alla potenza dell&#8217;amore un vero senso di vertigine. Si anche l&#8217;Amore può far molta paura; non puoi prenderti un caffè per riflettere.<br />
Che dire poi di certi spicchi nella ruota della vita; come quando, col secondo figlio nella pancia della mia compagna, ti diagnosticano un tumore e tutto si rovescia e ti appare come la vista da un boccascena di palcoscenico, le voci lontane e sprofondi giù, giù e pensi: ehi, ehi c&#8217;era un Senso, avevo un Senso, dov&#8217;è il mio Senso?</p>
<p>Ma per fortuna è tutto più grande di noi.</p>
<p>Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2638</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 23:00:29 +0000</pubDate>
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		<description>allora no le sono antipatica signor gunny? :)
baci
la fu
grazie valter, basta che tu sia un po' gentile con me, io sono assai permalosa :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>allora no le sono antipatica signor gunny? :)<br />
baci<br />
la fu<br />
grazie valter, basta che tu sia un po&#8217; gentile con me, io sono assai permalosa :)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gunny1958</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2636</link>
		<dc:creator>gunny1958</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 20:02:06 +0000</pubDate>
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		<description>signora funambola, sono il gunny
quello per le cui argomentazioni non scende di livello ... e toh anche lei ha dei cuccioli ...
ma non è per polemica che appunto, solo per risponderle ...
"... Non so quanto vi arriva di questo sentire ..."
arriva arriva, le assicuro, come un pugno alla bocca dello stomaco e della memoria.
"Io cerco di non tradirli, faccio del mio meglio, a volte sono al buio, a volte mi prende uno struggimento per le loro giovani vite ..."
mi spiace, ma è un film e un sonoro già visto e sentito da me,
potrei raccontare e dire molto su ciò,
posso solo inviare una montagna di preghiere per voi,
che il titillare il baratro sia solo un vezzo cibernetico letterario e nulla più</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>signora funambola, sono il gunny<br />
quello per le cui argomentazioni non scende di livello &#8230; e toh anche lei ha dei cuccioli &#8230;<br />
ma non è per polemica che appunto, solo per risponderle &#8230;<br />
&#8220;&#8230; Non so quanto vi arriva di questo sentire &#8230;&#8221;<br />
arriva arriva, le assicuro, come un pugno alla bocca dello stomaco e della memoria.<br />
&#8220;Io cerco di non tradirli, faccio del mio meglio, a volte sono al buio, a volte mi prende uno struggimento per le loro giovani vite &#8230;&#8221;<br />
mi spiace, ma è un film e un sonoro già visto e sentito da me,<br />
potrei raccontare e dire molto su ciò,<br />
posso solo inviare una montagna di preghiere per voi,<br />
che il titillare il baratro sia solo un vezzo cibernetico letterario e nulla più</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vbinaghi</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2635</link>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 19:13:46 +0000</pubDate>
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		<description>vieni quando vuoi, funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vieni quando vuoi, funambola</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2634</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 18:38:43 +0000</pubDate>
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		<description>Bona
non fa parte del mio modo di “essere”, lanciare il sasso e nascondere la mano, non l'ho mai fatto, anche quando il mio grado di consapevolezza era giocoforza limitato da una giovane “esperienza”.
una sorta di onestà innata mi ha  sempre guidato il lancio, che nel passato era necessità di stupire e dissacrare, per affermarmi, rendermi visibile, rispondere in modo un po' naive e scomposto a quello che il mondo mi rimandava in termini di ipocrisia, paura, ferocia, dolore, paura, paura, paura.
era un lancio giovane e intemperante, un lancio che si compiaceva dell'effetto che produceva sugli altri, un lancio inconsapevole e a volte pieno di rabbia e di indignazione, ma mai ho nascosto la mano.
Mio padre mi ha testimoniato la dignità e il coraggio delle idee, senza parole, mi ha testimoniato la sua vita, molto imperfetta, molto umana, una vita “onesta”.
Lui mi ha dato coordinate geografiche precise.
È più “agevole” camminare sulla vertigine della vita avendo ben presenti i punti cardinali.
Sono stata fortunata e rendo “onore” a mio padre
Ora, lancio il sasso per cercare con divisione, per cercare com passione, per cercare di non aver paura, per cercare di fidarmi.
E il mio era un parlarmi e nel monologo tu hai già chiaro il prologo, sei già nella tua storia, la conosci e non puoi , nel monologo, rifarti il riassuntino, sarebbe ridicolo.
E poi speri nel miracolo della “comunicazione” che pe me significa solo possibilità di “sentirsi” “riconoscersi”, al di là delle parole.
E pensavo che valter le avrebbe “capite”, dopo tanto parlarci :)
La faccio lunga perchè il signor aiace mi ha chiesto di spiegare e un po' me l'ha chiesto anche pandiani, e visto che non mi avete “sentita” subito, mi tocca faticare con le parole.
Il “miracolo” ahimè  non è avvenuto.:)
(cosa non si farebbe per un po' di com prensione)
Parto dalla figura della madre del romanzo tanto caro a valter, romanzo che mi ha calorosamente consigliato come contraltare al mio “presunto nichilismo” (eufemismo gentile)
la strada di McCarthy.
Non mi sono identificata in quella madre, non perchè non senta il dolore atroce di una donna che non ce la fa a sostenere quell'orrore e si suicida, non perchè non conosca l'angoscia della disperazione, del di sperare, non perchè non “sappia” cosa significhi pensare ad una scorciatoia che mi riporti al nulla, al riposo, alla definitiva rinuncia, no, non mi sono identifaca con quella madre perchè  quella madre ha “tradito”, tradito il suo bambino, non è  stata capace di “essere” testimone  di  “speranza”,  di “essere” Amore.
E ai figli questo glielo devi, glielo devi. Punto.
E io non sono capace di questo tradimento.
Bisognerebbe chiedere all'autore perchè abbia scelto di rappresentare la Madre così.
Io ho una mia idea  che però esula (ma non tanto) da quello che mi urge dire.
“Quando sognerai di un mondo che non è  mai esistito o di uno che non esisterà mai e in cui sei di nuovo felice, vorrà dire che ti sei arreso”
ed è quello che lo scrittore fa fare alla Madre: arrendersi.
Arrendersi all'orrore e abbandonare il suo bimbo.
Una madonna che si suicida pur di non  patire, pur di non vedere il suo figliolo in croce.
Non sono una madonna suicida e non avrei voluto essere una madonna sotto la croce a contemplare il mio Amore trafitto dai chiodi.
Mi sento come il padre della strada, che accompagna suo figlio per mano, che gli fa “casa”, che non gli dà certezze ma coordinate, che gli testimonia l'amore col suo “esserci”, col coraggio orgoglioso e fiero di “essere”
Quando sognerai di un mondo che non è mai esistito ti sarai arreso perchè senza la consapevolezza del dolore dell'esistere, questo mondo che ti precipita addosso , questa tragedia che ti scorre davanti, questa infinita impotenza e finitezza di cui sei fatto, questo calvario dell'umanità, ti farà piegare e rinnegare la possibilità di essere solo testimone di pace.
Quando non sarai stato capace di entrare dentro il dolore, di attraversarlo, di riemergere, con l'orgoglio che lui , il dolore, non ti ha incattivita e resa impermeabile al dolore del mondo, ma ti ha fatto riconoscere il dolore degli altri, che il dolore degli altri non è un dolore a metà, come recita faber, allora saprai, finalmente "saprai" che non è mai esistito un mondo di “felicità” ma che esiste la possibilità di non farsi troppo male.
Non puoi che essere testimone di pace.
Non puoi altro, se l'unica fede cui presti fede, è quella dell'amore e della com passione.
Io non ho resistito al richiamo ancestrale  e l'istinto, il bisogno, la tentazione di “credere” e di “sperare” mi han fatto diventare madre di due cuccioli, i miei cuccioli, che mi hanno insegnato ad "amare".
Io cerco di non tradirli, faccio del mio meglio, a volte sono al buio, a volte mi prende uno struggimento per le loro giovani vite, a volte mi fanno incazzare come una bestia :)
Io li amo.
Ed  in nome di questo amore e di quello che so, di quello che ora so, avrei dovuto negarmi la gioia sublime di averli, avrei dovuto negarmi questo sacro “regalo”, avrei dovuto sacrificare me per non sacrificare loro.
Ma io sono povera cosa in confronto alla volontà di vita
e so che non potrò portare  la loro croce sulle spalle e questo, a volte, mi dispera.
Non so quanto vi arriva di questo sentire, io ci ho provato e il mio compagno mi dice che dovrei metter sù un po' di pasta :) ci ha ragione, a volte mi faccio prendere la mano dal nichilismo e il frigorifero...piange
tanti baci
la funambola

prometto valter  che è l'ultima volta che approfitto della tua squisita ospitalità, ma me lo dovevo dai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bona<br />
non fa parte del mio modo di “essere”, lanciare il sasso e nascondere la mano, non l&#8217;ho mai fatto, anche quando il mio grado di consapevolezza era giocoforza limitato da una giovane “esperienza”.<br />
una sorta di onestà innata mi ha  sempre guidato il lancio, che nel passato era necessità di stupire e dissacrare, per affermarmi, rendermi visibile, rispondere in modo un po&#8217; naive e scomposto a quello che il mondo mi rimandava in termini di ipocrisia, paura, ferocia, dolore, paura, paura, paura.<br />
era un lancio giovane e intemperante, un lancio che si compiaceva dell&#8217;effetto che produceva sugli altri, un lancio inconsapevole e a volte pieno di rabbia e di indignazione, ma mai ho nascosto la mano.<br />
Mio padre mi ha testimoniato la dignità e il coraggio delle idee, senza parole, mi ha testimoniato la sua vita, molto imperfetta, molto umana, una vita “onesta”.<br />
Lui mi ha dato coordinate geografiche precise.<br />
È più “agevole” camminare sulla vertigine della vita avendo ben presenti i punti cardinali.<br />
Sono stata fortunata e rendo “onore” a mio padre<br />
Ora, lancio il sasso per cercare con divisione, per cercare com passione, per cercare di non aver paura, per cercare di fidarmi.<br />
E il mio era un parlarmi e nel monologo tu hai già chiaro il prologo, sei già nella tua storia, la conosci e non puoi , nel monologo, rifarti il riassuntino, sarebbe ridicolo.<br />
E poi speri nel miracolo della “comunicazione” che pe me significa solo possibilità di “sentirsi” “riconoscersi”, al di là delle parole.<br />
E pensavo che valter le avrebbe “capite”, dopo tanto parlarci :)<br />
La faccio lunga perchè il signor aiace mi ha chiesto di spiegare e un po&#8217; me l&#8217;ha chiesto anche pandiani, e visto che non mi avete “sentita” subito, mi tocca faticare con le parole.<br />
Il “miracolo” ahimè  non è avvenuto.:)<br />
(cosa non si farebbe per un po&#8217; di com prensione)<br />
Parto dalla figura della madre del romanzo tanto caro a valter, romanzo che mi ha calorosamente consigliato come contraltare al mio “presunto nichilismo” (eufemismo gentile)<br />
la strada di McCarthy.<br />
Non mi sono identificata in quella madre, non perchè non senta il dolore atroce di una donna che non ce la fa a sostenere quell&#8217;orrore e si suicida, non perchè non conosca l&#8217;angoscia della disperazione, del di sperare, non perchè non “sappia” cosa significhi pensare ad una scorciatoia che mi riporti al nulla, al riposo, alla definitiva rinuncia, no, non mi sono identifaca con quella madre perchè  quella madre ha “tradito”, tradito il suo bambino, non è  stata capace di “essere” testimone  di  “speranza”,  di “essere” Amore.<br />
E ai figli questo glielo devi, glielo devi. Punto.<br />
E io non sono capace di questo tradimento.<br />
Bisognerebbe chiedere all&#8217;autore perchè abbia scelto di rappresentare la Madre così.<br />
Io ho una mia idea  che però esula (ma non tanto) da quello che mi urge dire.<br />
“Quando sognerai di un mondo che non è  mai esistito o di uno che non esisterà mai e in cui sei di nuovo felice, vorrà dire che ti sei arreso”<br />
ed è quello che lo scrittore fa fare alla Madre: arrendersi.<br />
Arrendersi all&#8217;orrore e abbandonare il suo bimbo.<br />
Una madonna che si suicida pur di non  patire, pur di non vedere il suo figliolo in croce.<br />
Non sono una madonna suicida e non avrei voluto essere una madonna sotto la croce a contemplare il mio Amore trafitto dai chiodi.<br />
Mi sento come il padre della strada, che accompagna suo figlio per mano, che gli fa “casa”, che non gli dà certezze ma coordinate, che gli testimonia l&#8217;amore col suo “esserci”, col coraggio orgoglioso e fiero di “essere”<br />
Quando sognerai di un mondo che non è mai esistito ti sarai arreso perchè senza la consapevolezza del dolore dell&#8217;esistere, questo mondo che ti precipita addosso , questa tragedia che ti scorre davanti, questa infinita impotenza e finitezza di cui sei fatto, questo calvario dell&#8217;umanità, ti farà piegare e rinnegare la possibilità di essere solo testimone di pace.<br />
Quando non sarai stato capace di entrare dentro il dolore, di attraversarlo, di riemergere, con l&#8217;orgoglio che lui , il dolore, non ti ha incattivita e resa impermeabile al dolore del mondo, ma ti ha fatto riconoscere il dolore degli altri, che il dolore degli altri non è un dolore a metà, come recita faber, allora saprai, finalmente &#8220;saprai&#8221; che non è mai esistito un mondo di “felicità” ma che esiste la possibilità di non farsi troppo male.<br />
Non puoi che essere testimone di pace.<br />
Non puoi altro, se l&#8217;unica fede cui presti fede, è quella dell&#8217;amore e della com passione.<br />
Io non ho resistito al richiamo ancestrale  e l&#8217;istinto, il bisogno, la tentazione di “credere” e di “sperare” mi han fatto diventare madre di due cuccioli, i miei cuccioli, che mi hanno insegnato ad &#8220;amare&#8221;.<br />
Io cerco di non tradirli, faccio del mio meglio, a volte sono al buio, a volte mi prende uno struggimento per le loro giovani vite, a volte mi fanno incazzare come una bestia :)<br />
Io li amo.<br />
Ed  in nome di questo amore e di quello che so, di quello che ora so, avrei dovuto negarmi la gioia sublime di averli, avrei dovuto negarmi questo sacro “regalo”, avrei dovuto sacrificare me per non sacrificare loro.<br />
Ma io sono povera cosa in confronto alla volontà di vita<br />
e so che non potrò portare  la loro croce sulle spalle e questo, a volte, mi dispera.<br />
Non so quanto vi arriva di questo sentire, io ci ho provato e il mio compagno mi dice che dovrei metter sù un po&#8217; di pasta :) ci ha ragione, a volte mi faccio prendere la mano dal nichilismo e il frigorifero&#8230;piange<br />
tanti baci<br />
la funambola</p>
<p>prometto valter  che è l&#8217;ultima volta che approfitto della tua squisita ospitalità, ma me lo dovevo dai.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: vbinaghi</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2632</link>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 17:32:14 +0000</pubDate>
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		<description>Enrico, è una buona domanda.
Mi è venuto in mente un testo che metterò nel prossimo post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico, è una buona domanda.<br />
Mi è venuto in mente un testo che metterò nel prossimo post.</p>
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	<item>
		<title>Di: enrico delfini</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2629</link>
		<dc:creator>enrico delfini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 12:57:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=428#comment-2629</guid>
		<description>mi inserisco; e forse farei meglio a non farlo.
Ho una qualche esperienza nel confronto con persone che esprimono, almeno a parole, disperazione. Nel senso di un atteggiamento chiuso all'attesa di cose migliori.
Quando (da medico) ho a che fare con pazienti "senza speranza", spesso mi accorgo che è un atteggiamento dovuto alle esperienze negative. per cui la mancanza di speranza non è "dentro di sè", ma è il mondo "là fuori" che non risponde alle attese.
Non ho la pretesa di aver capito come va il mondo, e che cosa passa nella mente di un essere umano, come la nostra F., che legittamemente lancia il sasso e nasconde la mano. Non è un modo di dire offensivo: solo constato che certe affermazioni paiono (non solo a me) sottintendere e preludere ad una richiesta di com passione.
Non è credo il web il posto e il mezzo più adatto, ma c'è sempre un punto di inizio.
Voglio citare , a occhio, un passo de "il cavallo rosso", romanzo-epopea sulla II guerra mondiale, ritirata di Russia inclusa. Ad un alpino che chiede al cappellano la ragione di tanta sofferenza, e del dolore degli innocenti, viene risposto "altrimenti il sacrificio di cristo sarebbe stato inutile...."
Spesso si dice, e si sente dire, che la sofferenza inutile è causa di allontanamento dalla fede; forse può essere anche, al contrario, un movente....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi inserisco; e forse farei meglio a non farlo.<br />
Ho una qualche esperienza nel confronto con persone che esprimono, almeno a parole, disperazione. Nel senso di un atteggiamento chiuso all&#8217;attesa di cose migliori.<br />
Quando (da medico) ho a che fare con pazienti &#8220;senza speranza&#8221;, spesso mi accorgo che è un atteggiamento dovuto alle esperienze negative. per cui la mancanza di speranza non è &#8220;dentro di sè&#8221;, ma è il mondo &#8220;là fuori&#8221; che non risponde alle attese.<br />
Non ho la pretesa di aver capito come va il mondo, e che cosa passa nella mente di un essere umano, come la nostra F., che legittamemente lancia il sasso e nasconde la mano. Non è un modo di dire offensivo: solo constato che certe affermazioni paiono (non solo a me) sottintendere e preludere ad una richiesta di com passione.<br />
Non è credo il web il posto e il mezzo più adatto, ma c&#8217;è sempre un punto di inizio.<br />
Voglio citare , a occhio, un passo de &#8220;il cavallo rosso&#8221;, romanzo-epopea sulla II guerra mondiale, ritirata di Russia inclusa. Ad un alpino che chiede al cappellano la ragione di tanta sofferenza, e del dolore degli innocenti, viene risposto &#8220;altrimenti il sacrificio di cristo sarebbe stato inutile&#8230;.&#8221;<br />
Spesso si dice, e si sente dire, che la sofferenza inutile è causa di allontanamento dalla fede; forse può essere anche, al contrario, un movente&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: aiace</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2625</link>
		<dc:creator>aiace</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 23:15:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=428#comment-2625</guid>
		<description>Funambola,
però, però, lei accusa valter binaghi di volerla bruciare, mario pandani ed io le abbiamo chiesto in modi diversi e più volte di dire qualcosa di più per venirne fuori ma lei continua a volersi accapigliare con Valter Binaghi... provi ad accapigliarsi un po' con me! Se no, son geloso! :-)

Lo dico anche perché in fondo leggo "baci gioiosi", quindi non è vero che vuole estinguermi?

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Funambola,<br />
però, però, lei accusa valter binaghi di volerla bruciare, mario pandani ed io le abbiamo chiesto in modi diversi e più volte di dire qualcosa di più per venirne fuori ma lei continua a volersi accapigliare con Valter Binaghi&#8230; provi ad accapigliarsi un po&#8217; con me! Se no, son geloso! :-)</p>
<p>Lo dico anche perché in fondo leggo &#8220;baci gioiosi&#8221;, quindi non è vero che vuole estinguermi?</p>
<p>Ciao</p>
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		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2624</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 22:09:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=428#comment-2624</guid>
		<description>fiuuuuuuuuuu...nichilisti di tutto il mondo, tranquilli, lui non vi vuole bruciare, lui vi vuole solo aiutare.
io vi consiglierei di andare per la vostra strada che i profeti o aspiranti tali son gente non tanto allegra :))
adieu mon ami, buona fortuna  e grazie per l'ospitalità
baci gioiosi
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fiuuuuuuuuuu&#8230;nichilisti di tutto il mondo, tranquilli, lui non vi vuole bruciare, lui vi vuole solo aiutare.<br />
io vi consiglierei di andare per la vostra strada che i profeti o aspiranti tali son gente non tanto allegra :))<br />
adieu mon ami, buona fortuna  e grazie per l&#8217;ospitalità<br />
baci gioiosi<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: vbinaghi</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2623</link>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 16:55:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=428#comment-2623</guid>
		<description>Le uniche cose che arrostiscono ogni tanto a casa mia sono le costine (di agnello). Funambola, lei è vittima di bigini voltairriani, o di eccessive frequentazioni di blog in mutande arcobaleno.Per me un nichilista non è uno da bruciare: se non vuol farsi aiutare, vada per la sua strada.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le uniche cose che arrostiscono ogni tanto a casa mia sono le costine (di agnello). Funambola, lei è vittima di bigini voltairriani, o di eccessive frequentazioni di blog in mutande arcobaleno.Per me un nichilista non è uno da bruciare: se non vuol farsi aiutare, vada per la sua strada.</p>
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		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2622</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 14:52:11 +0000</pubDate>
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		<description>il mio sentire non porta a nulla di buono, di bello, e di gioioso.
il pensiero del novello torquemada, che lei  rimprovera bonariamente e con una strizzatina d'occhio,
limitandosi a definirlo un tantinino integralista, porta invece ad una bella e gioiosa festa in piazza illuminata da entusiasmanti ed eccitanti falò, dai quali emana un soave profumo di tenera carne arrostita a dovere.
che vuole che le chiarisca signor aiace? vorrebbe che le dessi una ragione, almeno una ragione per non accendermi? (la pira , intendo)

baci
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il mio sentire non porta a nulla di buono, di bello, e di gioioso.<br />
il pensiero del novello torquemada, che lei  rimprovera bonariamente e con una strizzatina d&#8217;occhio,<br />
limitandosi a definirlo un tantinino integralista, porta invece ad una bella e gioiosa festa in piazza illuminata da entusiasmanti ed eccitanti falò, dai quali emana un soave profumo di tenera carne arrostita a dovere.<br />
che vuole che le chiarisca signor aiace? vorrebbe che le dessi una ragione, almeno una ragione per non accendermi? (la pira , intendo)</p>
<p>baci<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Lasa</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2619</link>
		<dc:creator>Lasa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 10:15:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=428#comment-2619</guid>
		<description>Buongiorno a tutti, seguo spesso questo blog ma non scrivo mai. Forse anche adesso avrei preferito seguire la discussione e vedere dove andrà a finire, ma vedo che le direzioni che sta prendendo rischiano di portare lontano dall'argomento iniziale. Dunque aggiungo il mio parere, intellettualmente povero (lo premetto) ma spero efficace. Non condivido nemmeno per un centesimo l'affermazione di funambola sull'estinzione della razza umana; mi spiego provando a chiamare in causa una semplice ragione etica, visto che mi pare che le ragioni cristiane di Valter non riscuotano molta comprensione (tranne che in me, che capisco e condivido in toto).
Vedo nell'augurarsi la nostra estinzione un grande egoismo. Il mondo di oggi ci insegna che tutto possiamo e nulla dobbiamo, e questa cosa è tremenda. Ci lamentiamo spesso del degrado della società, di come ci è stata consegnata e di come ci stia rovinando - forse è meglio farla finita. Ma chi *** è *** questa società? Diamo nomi e cognomi, grazie, perché la società IN SE' non esiste come soggetto; è troppo comodo delegare colpe a qualcuno di impersonale. La società siamo noi: è funambola, è Valter, sono io, Berlusconi, Veltroni, il Papa e il padre incestuoso austriaco. La realtà è che noi in questa società, pur lamentandoci, ci sguazziamo, indignandoci con chi la rende così becera e dimenticandoci che un minuto dopo siamo noi a dare qualcosa per peggiorarla, anche solo allineandoci agli altri. Dunque è troppo comodo augurarsi l'estinzione della razza umana per pietà nei sui confronti, cara funambola: bisogna rimboccarsi le maniche e cambiarla, questa società, ciascuno di noi, senza aspettare che lo facciano gli altri. Se non altro perché, checché ne dicano i politici, di doveri ne abbiamo eccome, nei confronti di chi (e, per me ed altri come Valter, Chi) ci ha messi in grado anche solo di passare un'ora davanti ad uno schermo a commentare in un blog, senza dover spendere quest'ora ad evitare di morire di fame o di proiettili o di malattia. Abbiamo il dovere di restituire, e se possiamo anche in misura maggiore a quello che abbiamo ricevuto, gratuitamente: ecco ciò che ci rende creature elette e che butta il darvinismo alle ortiche. Altro che estinzione! :-)
Ciao a tutti
Lasa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti, seguo spesso questo blog ma non scrivo mai. Forse anche adesso avrei preferito seguire la discussione e vedere dove andrà a finire, ma vedo che le direzioni che sta prendendo rischiano di portare lontano dall&#8217;argomento iniziale. Dunque aggiungo il mio parere, intellettualmente povero (lo premetto) ma spero efficace. Non condivido nemmeno per un centesimo l&#8217;affermazione di funambola sull&#8217;estinzione della razza umana; mi spiego provando a chiamare in causa una semplice ragione etica, visto che mi pare che le ragioni cristiane di Valter non riscuotano molta comprensione (tranne che in me, che capisco e condivido in toto).<br />
Vedo nell&#8217;augurarsi la nostra estinzione un grande egoismo. Il mondo di oggi ci insegna che tutto possiamo e nulla dobbiamo, e questa cosa è tremenda. Ci lamentiamo spesso del degrado della società, di come ci è stata consegnata e di come ci stia rovinando - forse è meglio farla finita. Ma chi *** è *** questa società? Diamo nomi e cognomi, grazie, perché la società IN SE&#8217; non esiste come soggetto; è troppo comodo delegare colpe a qualcuno di impersonale. La società siamo noi: è funambola, è Valter, sono io, Berlusconi, Veltroni, il Papa e il padre incestuoso austriaco. La realtà è che noi in questa società, pur lamentandoci, ci sguazziamo, indignandoci con chi la rende così becera e dimenticandoci che un minuto dopo siamo noi a dare qualcosa per peggiorarla, anche solo allineandoci agli altri. Dunque è troppo comodo augurarsi l&#8217;estinzione della razza umana per pietà nei sui confronti, cara funambola: bisogna rimboccarsi le maniche e cambiarla, questa società, ciascuno di noi, senza aspettare che lo facciano gli altri. Se non altro perché, checché ne dicano i politici, di doveri ne abbiamo eccome, nei confronti di chi (e, per me ed altri come Valter, Chi) ci ha messi in grado anche solo di passare un&#8217;ora davanti ad uno schermo a commentare in un blog, senza dover spendere quest&#8217;ora ad evitare di morire di fame o di proiettili o di malattia. Abbiamo il dovere di restituire, e se possiamo anche in misura maggiore a quello che abbiamo ricevuto, gratuitamente: ecco ciò che ci rende creature elette e che butta il darvinismo alle ortiche. Altro che estinzione! :-)<br />
Ciao a tutti<br />
Lasa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vbinaghi</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/26/quaranta-ragioni-per-prenderla-a-calci-in-culo/#comment-2617</link>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 09:40:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=428#comment-2617</guid>
		<description>Caro Mario, questi sono i tuoi fantasmi, non i miei.
L'infallibilità papale la tiri in ballo tu.
La rescissione di membra malate è il puro e semplice dettato evangelico: non si può convivere pacificamente con il male, se non si vuole che l'intero corpo s'infetti. Io non mi sento un paladino dell'ortodossia, ma essenzialmente un antropologo. Per me il problema è promuovere ciò che si rivela biologicamente, culturalmente e civilmente fecondo, e stigmatizzare con chiarezza ciò che genera il contrario.
A me fa paura l'ambiguità che si definisce compassione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mario, questi sono i tuoi fantasmi, non i miei.<br />
L&#8217;infallibilità papale la tiri in ballo tu.<br />
La rescissione di membra malate è il puro e semplice dettato evangelico: non si può convivere pacificamente con il male, se non si vuole che l&#8217;intero corpo s&#8217;infetti. Io non mi sento un paladino dell&#8217;ortodossia, ma essenzialmente un antropologo. Per me il problema è promuovere ciò che si rivela biologicamente, culturalmente e civilmente fecondo, e stigmatizzare con chiarezza ciò che genera il contrario.<br />
A me fa paura l&#8217;ambiguità che si definisce compassione.</p>
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