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	<title>Commenti a: IL CORPO DEL SANTO  di Gianni De Martino</title>
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	<description>Il blog personale di Valter Binaghi, scrittore e musicista</description>
	<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 22:16:51 +0000</pubDate>
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		<title>Di: gianni de martino</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/27/il-corpo-del-santo-di-gianni-de-martino/#comment-2883</link>
		<dc:creator>gianni de martino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 17:25:43 +0000</pubDate>
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		<description>La Divinità che si sarebbe manifestata "proprio nella caligine e l'oscurità", non si approssima forse attraverso i suoni, i profumi, la luce e l'immagine ?

Continuo a chiedermi, e le assicuro che non c'è abbaglio, o perlomeno così pare, cosa vuole tutto quel sangue che illividisce nella penombra e il mistero di gloria di quel volto radioso.

Mah ! Forse solo Lui sapeva di che legno era, e se pesava, puzzava e schricchiolava...

In ogni caso - nell'attesa, non inerte, di rimettere il naso nelle Scritture e leggere con più attenzione i testi fondanti della fede cristiana -  anche a me ha fatto piacere parlare con lei, naturalmente nella penombra ( di un blog) .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Divinità che si sarebbe manifestata &#8220;proprio nella caligine e l&#8217;oscurità&#8221;, non si approssima forse attraverso i suoni, i profumi, la luce e l&#8217;immagine ?</p>
<p>Continuo a chiedermi, e le assicuro che non c&#8217;è abbaglio, o perlomeno così pare, cosa vuole tutto quel sangue che illividisce nella penombra e il mistero di gloria di quel volto radioso.</p>
<p>Mah ! Forse solo Lui sapeva di che legno era, e se pesava, puzzava e schricchiolava&#8230;</p>
<p>In ogni caso - nell&#8217;attesa, non inerte, di rimettere il naso nelle Scritture e leggere con più attenzione i testi fondanti della fede cristiana -  anche a me ha fatto piacere parlare con lei, naturalmente nella penombra ( di un blog) .</p>
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		<title>Di: mario pandiani</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/27/il-corpo-del-santo-di-gianni-de-martino/#comment-2591</link>
		<dc:creator>mario pandiani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 22:24:57 +0000</pubDate>
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		<description>Certo che le ha viste, quasi profeticamente, le soglie del nichilismo contemporaneo Dostoevskji, da cio viene l'enorme interesse e profondità dei suoi romanzi, comunque vediamo di sintetizzare, cercando di non banalizzare, anche se devo darle atto che "penombra" è un elegande sinonimo per "scarsa informazione".
Il visibile, l'affermazione di una realtà divina identificata in un fatto o un'idea, così come le leggi della chiesa assolutizzate, sono degli idoli, il racconto del tanfo del cadavere non significa altro che la delusione dell'attesa di un pregiudizio, la vanificazione di un clichè che si è sovrapposto a cio che la santità è in se stessa.
Che valore ha infatti un buon profumo se viene considerato "il miracolo" quando non si ascoltano gli insegnamenti del santo? 
Visto che apprezza le mie citazioni d'oltre cortina le racconto un altro aneddoto, caro De Martino.
Non è un riferimento spirituale tra i miei preferiti, ma visto che ci siamo è sempre di Padre Florenskji che mi ricordo, nel suo libro "il sale della terra" in cui scrive la biografia del suo padre spirituale lo Starec Isidoro, narra di un ricco e colto moscovita che affronta il lungo viaggio al monastero delle provincie orientali dove viveva l'anziano, per confessarsi da quell'uomo la cui fama di santità si era diffusa per tutta la Russia.
Quando arrivò, lo starec lo ricevette e lui si aspettava di venirsene via con chissà quali luminosi insegnamenti spirituali da quell'incontro, ma il Padre gli diede in mano un cartoncino con un elenco di peccati e gli disse; dimmi quali di questi hai commesso, poi gli diede qualche prosternazione come penitenza e lo congedò.
L'imprevedibilità della santità, cioè della presenza di Dio negli uomini, racchiude sempre una lezione, il carattere burbero e spesso scontroso di Padre Pio,che si mutava rapidamente in dolcezza con chi andava a cercarlo lo dimostra, l'inconoscibilità divina ci avvicina spesso col dissimile e raramente corrisponde a quello che ci aspettiamo, Abramo ne sapeva qualcosa.
Poi, certo ci sono posizioni più lineari, mi ricordo ad esempio, e forse sarà una lettura che le è più gradita, il saggio sul cinema del meno penombroso cattolico Tritapepe, libro di testo nel corso di cinema all'università, che ci teneva ad esternare la sua fede nella chiesa e nel cinema dicendo che "anche Dio ha scelto per manifestarsi a Mosè il metodo "audiovisivo".
Sono parole che non si dimenticano facilmente, specialmente quando sono in aperta contraddizione con i maggiori Padri della chiesa, oltre che con Padre Pio, secondo i quali è proprio nella caligine e nell'oscurità che si è manifestata la Divinità, a Mosè sul Sinai come ai discepoli sul Monte Tabor.
A volte mi chiedo, e le assicuro che non c'è polemica, perchè, occupandosi di fede, non si leggono con più attenzione le Scritture e i testi fondanti della fede cristiana?
Mi ha fatto piacere parlare con lei.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che le ha viste, quasi profeticamente, le soglie del nichilismo contemporaneo Dostoevskji, da cio viene l&#8217;enorme interesse e profondità dei suoi romanzi, comunque vediamo di sintetizzare, cercando di non banalizzare, anche se devo darle atto che &#8220;penombra&#8221; è un elegande sinonimo per &#8220;scarsa informazione&#8221;.<br />
Il visibile, l&#8217;affermazione di una realtà divina identificata in un fatto o un&#8217;idea, così come le leggi della chiesa assolutizzate, sono degli idoli, il racconto del tanfo del cadavere non significa altro che la delusione dell&#8217;attesa di un pregiudizio, la vanificazione di un clichè che si è sovrapposto a cio che la santità è in se stessa.<br />
Che valore ha infatti un buon profumo se viene considerato &#8220;il miracolo&#8221; quando non si ascoltano gli insegnamenti del santo?<br />
Visto che apprezza le mie citazioni d&#8217;oltre cortina le racconto un altro aneddoto, caro De Martino.<br />
Non è un riferimento spirituale tra i miei preferiti, ma visto che ci siamo è sempre di Padre Florenskji che mi ricordo, nel suo libro &#8220;il sale della terra&#8221; in cui scrive la biografia del suo padre spirituale lo Starec Isidoro, narra di un ricco e colto moscovita che affronta il lungo viaggio al monastero delle provincie orientali dove viveva l&#8217;anziano, per confessarsi da quell&#8217;uomo la cui fama di santità si era diffusa per tutta la Russia.<br />
Quando arrivò, lo starec lo ricevette e lui si aspettava di venirsene via con chissà quali luminosi insegnamenti spirituali da quell&#8217;incontro, ma il Padre gli diede in mano un cartoncino con un elenco di peccati e gli disse; dimmi quali di questi hai commesso, poi gli diede qualche prosternazione come penitenza e lo congedò.<br />
L&#8217;imprevedibilità della santità, cioè della presenza di Dio negli uomini, racchiude sempre una lezione, il carattere burbero e spesso scontroso di Padre Pio,che si mutava rapidamente in dolcezza con chi andava a cercarlo lo dimostra, l&#8217;inconoscibilità divina ci avvicina spesso col dissimile e raramente corrisponde a quello che ci aspettiamo, Abramo ne sapeva qualcosa.<br />
Poi, certo ci sono posizioni più lineari, mi ricordo ad esempio, e forse sarà una lettura che le è più gradita, il saggio sul cinema del meno penombroso cattolico Tritapepe, libro di testo nel corso di cinema all&#8217;università, che ci teneva ad esternare la sua fede nella chiesa e nel cinema dicendo che &#8220;anche Dio ha scelto per manifestarsi a Mosè il metodo &#8220;audiovisivo&#8221;.<br />
Sono parole che non si dimenticano facilmente, specialmente quando sono in aperta contraddizione con i maggiori Padri della chiesa, oltre che con Padre Pio, secondo i quali è proprio nella caligine e nell&#8217;oscurità che si è manifestata la Divinità, a Mosè sul Sinai come ai discepoli sul Monte Tabor.<br />
A volte mi chiedo, e le assicuro che non c&#8217;è polemica, perchè, occupandosi di fede, non si leggono con più attenzione le Scritture e i testi fondanti della fede cristiana?<br />
Mi ha fatto piacere parlare con lei.</p>
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		<title>Di: gianni de martino</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/27/il-corpo-del-santo-di-gianni-de-martino/#comment-2586</link>
		<dc:creator>gianni de martino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 11:49:06 +0000</pubDate>
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		<description>Il punto di vista del post non è molto chiaro ? “Vediamo di capire meglio”, suggerisce il commento di mario pandiani. Vediamo.

 Il suo sembra  un vedere “meglio” nella penombra di non so quale chiesa ortodossa, origliando alle Porte Regali di Pavel Lorenskji  e finendo con l’aspirare “un tanfo insopportabile” proprio laddove ci si aspettava “un profumo paradisiaco”.  Insomma, ecco un “vedere di capire meglio”…  col naso. Grazie della chiarezza di tipo, come dire, topesco.

Questione di naso? Guarda caso, ho riletto le pagine sulla morte di Padre Zosima nei Fratelli Karamazov  in occasione della ristampa di “Odori”, un libretto in cui tra naso e caso cito proprio quelle pagine di san Fiodor Mikhaïlovitch Dostoïevski, scritte alle soglie del nichilismo contemporaneo. Non so se ho fatto bene a rileggere quelle pagine, ma so  che mi hanno fatto male, ed è giusto che sia così, perché  “la verità – come peraltro dice anche un grande filosofo, Caterina Caselli – “fa male lo sai, eccetera”.
Ho quella citazione sotto gli occhi: “ … la speranza nel miracoloso è vana, dal momento che il miracolo del buon odore che ne attestasse la santità non si produsse: il corpo del sant’uomo puzzava, come un qualsiasi corpo mortale.” ( “Odori”, Apogeo,  2006, pp. 239-240).  E’ l’anti-miracolo dell’odore.  E allora? 

Resto nell’attesa – non inerte e senza aspettare – di  una voce che risponda, e non sia un’eco… Magari un’eco che dice e ripete: . 
Non si sa perché alla fine – e in taluni casi non solo alla fine – tutti, anche l’amore, puzza. Né chi ha imputridito la vita e persino l’idea di vita. Naturalmente -  facendo la spola tra il Dentro, dove non abito, e questo Fuori impossibile, nel tentativo di aprire una breccia e senza turarmi il naso -  sarei lieto se aveste qualcos’altro che la lettura di Dostoïevski o di una manciata d’incenso  per illuminarmi. 
Ne sarei davvero lieto. Potrei, per esempio, rendermi conto di dove mi trovo veramente ( in un luna park sensazionalistico? In un film di Peter Cushing ? in un blog ? ), e risparmiarmi ogni viaggio.  Eccoci diventati sapienti attraverso il naso! Del resto, non è topo o aquila chi vuole...
Questo per chiarire ( sia pure su uno sfondo oscuro che non dipende da me, e del quale comunque mi scuso) il punto di vista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il punto di vista del post non è molto chiaro ? “Vediamo di capire meglio”, suggerisce il commento di mario pandiani. Vediamo.</p>
<p> Il suo sembra  un vedere “meglio” nella penombra di non so quale chiesa ortodossa, origliando alle Porte Regali di Pavel Lorenskji  e finendo con l’aspirare “un tanfo insopportabile” proprio laddove ci si aspettava “un profumo paradisiaco”.  Insomma, ecco un “vedere di capire meglio”…  col naso. Grazie della chiarezza di tipo, come dire, topesco.</p>
<p>Questione di naso? Guarda caso, ho riletto le pagine sulla morte di Padre Zosima nei Fratelli Karamazov  in occasione della ristampa di “Odori”, un libretto in cui tra naso e caso cito proprio quelle pagine di san Fiodor Mikhaïlovitch Dostoïevski, scritte alle soglie del nichilismo contemporaneo. Non so se ho fatto bene a rileggere quelle pagine, ma so  che mi hanno fatto male, ed è giusto che sia così, perché  “la verità – come peraltro dice anche un grande filosofo, Caterina Caselli – “fa male lo sai, eccetera”.<br />
Ho quella citazione sotto gli occhi: “ … la speranza nel miracoloso è vana, dal momento che il miracolo del buon odore che ne attestasse la santità non si produsse: il corpo del sant’uomo puzzava, come un qualsiasi corpo mortale.” ( “Odori”, Apogeo,  2006, pp. 239-240).  E’ l’anti-miracolo dell’odore.  E allora? </p>
<p>Resto nell’attesa – non inerte e senza aspettare – di  una voce che risponda, e non sia un’eco… Magari un’eco che dice e ripete: .<br />
Non si sa perché alla fine – e in taluni casi non solo alla fine – tutti, anche l’amore, puzza. Né chi ha imputridito la vita e persino l’idea di vita. Naturalmente -  facendo la spola tra il Dentro, dove non abito, e questo Fuori impossibile, nel tentativo di aprire una breccia e senza turarmi il naso -  sarei lieto se aveste qualcos’altro che la lettura di Dostoïevski o di una manciata d’incenso  per illuminarmi.<br />
Ne sarei davvero lieto. Potrei, per esempio, rendermi conto di dove mi trovo veramente ( in un luna park sensazionalistico? In un film di Peter Cushing ? in un blog ? ), e risparmiarmi ogni viaggio.  Eccoci diventati sapienti attraverso il naso! Del resto, non è topo o aquila chi vuole&#8230;<br />
Questo per chiarire ( sia pure su uno sfondo oscuro che non dipende da me, e del quale comunque mi scuso) il punto di vista.</p>
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		<title>Di: mario pandiani</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/27/il-corpo-del-santo-di-gianni-de-martino/#comment-2577</link>
		<dc:creator>mario pandiani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 22:14:45 +0000</pubDate>
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		<description>Il punto di vista del post non è molto chiaro, vediamo di capire meglio.
Le reliquie sono nella chiesa ortodossa venerate allo stesso titolo delle icone, infatti gli iconoclasti proibirono entrambe le forme di venerazione.
Nelle reliquie come nelle icone noi veneriamo l'immagine di Cristo da cui proviene interamente la santità del santo venerato, infatti non avrebbe senso venerare unicamente il visibile o tangibile dell'icona o della reliquia se non fossero immagine e testimonianza dell'invisibile e sono ben note le testimonianze sui miracoli fatti da reliquie palesemente false in virtù della fede dei presenti.
Nel suo libro; Le Porte Regali, Pavel Florenskji, sostiene che molti dei sostenitori delle icone danno ragione agli iconoclasti, infatti noi distinguiamo il termine "venerazione", "dulia", che si applica alle icone e alle reliquie, da "adorazione", "latria", che si applica unicamente a Dio, e quindi è necessario fare attenzione a come ci si accosta alle differenti sfere spirituali e alle rispettive espressioni.
Il caso di Padre Pio da Pietralcina in questo senso è esemplare; perseguitato in vita e molto di più in morte, ha dovuto subire una sorta di trasformazione in idolo a dispetto del modo in cui ha vissuto la visibilità dei segni della sua santità, cioè vergognandosene e nascondendoli.
Il culto che è stato costruito sulla sua immagine è palesemente in contrasto con l'esperienza spirituale di Padre Pio, per cui il visibile non fu che una porta per l'invisibile, chiunque legga le sue lettere può rendersi conto di quanto l'oscurità e il nascondersi di Dio significassero per lui la verità più piena dell'esperienza della sua vita, anche in coerenza con lo spirito francescano che rigetta sistematicamente ogni trionfalismo.
Tutta la sua vita non è stata che un'esortazione ai figli spirituali per il nascondimento e la preghiera nel segreto e il modo in cui San Giovanni Rotondo è stato trasformato in un luna park sensazionalistico è il peggior spregio che gli si potesse fare, per non parlare della maschera iperrealista degna di un film di Peter Cushing, che sembra scimmiottare l'idea dell'incorruttibilità del corpo come segno irrinunciabile di santità, accontentando visivamente le folle di pellegrini onnivori e mascherando la realtà dei fatti con una evidente menzogna mediatica.
Farebbe bene rileggere le pagine sulla morte di Padre Zosima nei Fratelli Karamazov, quando tutti si aspettano un profumo paradisiaco e il cadavere invece comincia ad emettere un tanfo insopportabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il punto di vista del post non è molto chiaro, vediamo di capire meglio.<br />
Le reliquie sono nella chiesa ortodossa venerate allo stesso titolo delle icone, infatti gli iconoclasti proibirono entrambe le forme di venerazione.<br />
Nelle reliquie come nelle icone noi veneriamo l&#8217;immagine di Cristo da cui proviene interamente la santità del santo venerato, infatti non avrebbe senso venerare unicamente il visibile o tangibile dell&#8217;icona o della reliquia se non fossero immagine e testimonianza dell&#8217;invisibile e sono ben note le testimonianze sui miracoli fatti da reliquie palesemente false in virtù della fede dei presenti.<br />
Nel suo libro; Le Porte Regali, Pavel Florenskji, sostiene che molti dei sostenitori delle icone danno ragione agli iconoclasti, infatti noi distinguiamo il termine &#8220;venerazione&#8221;, &#8220;dulia&#8221;, che si applica alle icone e alle reliquie, da &#8220;adorazione&#8221;, &#8220;latria&#8221;, che si applica unicamente a Dio, e quindi è necessario fare attenzione a come ci si accosta alle differenti sfere spirituali e alle rispettive espressioni.<br />
Il caso di Padre Pio da Pietralcina in questo senso è esemplare; perseguitato in vita e molto di più in morte, ha dovuto subire una sorta di trasformazione in idolo a dispetto del modo in cui ha vissuto la visibilità dei segni della sua santità, cioè vergognandosene e nascondendoli.<br />
Il culto che è stato costruito sulla sua immagine è palesemente in contrasto con l&#8217;esperienza spirituale di Padre Pio, per cui il visibile non fu che una porta per l&#8217;invisibile, chiunque legga le sue lettere può rendersi conto di quanto l&#8217;oscurità e il nascondersi di Dio significassero per lui la verità più piena dell&#8217;esperienza della sua vita, anche in coerenza con lo spirito francescano che rigetta sistematicamente ogni trionfalismo.<br />
Tutta la sua vita non è stata che un&#8217;esortazione ai figli spirituali per il nascondimento e la preghiera nel segreto e il modo in cui San Giovanni Rotondo è stato trasformato in un luna park sensazionalistico è il peggior spregio che gli si potesse fare, per non parlare della maschera iperrealista degna di un film di Peter Cushing, che sembra scimmiottare l&#8217;idea dell&#8217;incorruttibilità del corpo come segno irrinunciabile di santità, accontentando visivamente le folle di pellegrini onnivori e mascherando la realtà dei fatti con una evidente menzogna mediatica.<br />
Farebbe bene rileggere le pagine sulla morte di Padre Zosima nei Fratelli Karamazov, quando tutti si aspettano un profumo paradisiaco e il cadavere invece comincia ad emettere un tanfo insopportabile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sarmizegetusa</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/27/il-corpo-del-santo-di-gianni-de-martino/#comment-2576</link>
		<dc:creator>sarmizegetusa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 21:45:18 +0000</pubDate>
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		<description>Ehm, è proprio quello il punto ^_^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ehm, è proprio quello il punto ^_^</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: vbinaghi</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/27/il-corpo-del-santo-di-gianni-de-martino/#comment-2566</link>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 00:12:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=429#comment-2566</guid>
		<description>Troppo difficile per te? Lo facevano già gli egiziani, quattromila anni fa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Troppo difficile per te? Lo facevano già gli egiziani, quattromila anni fa.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sarmizegetusa</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/04/27/il-corpo-del-santo-di-gianni-de-martino/#comment-2565</link>
		<dc:creator>sarmizegetusa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 23:55:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=429#comment-2565</guid>
		<description>Un cadavere con una maschera. Con una maschera!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un cadavere con una maschera. Con una maschera!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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