Doctor Blue and Sister Robinia

Maggio 1, 2008

IL TRIBUNO E IL PROFETA di Valter Binaghi

Archiviato in: Scritture — vbinaghi @ 10:34 pm

grillo

Dedicato a Mario Pandiani

Una volta ho avuto un maestro, si chiamava Giovanni. Adesso è abate di un monastero benedettino, non lo vedo da anni, ma resta la persona che mi ha insegnato di più a questo mondo. Diceva che si può capire e attuare il senso pieno della vita spirituale, solo se la sua forma comprende la saggezza, la profezia e la celebrazione.
La saggezza riflette sull’esperienza propria, e da essa propone massime, consigli se richiesti. Difficilmente un saggio è antipatico, ma il profeta spesso lo è. Non parla di ciò che sa, ma di ciò che gli è ordinato, e spesso esegue malvolentieri, come si può leggere nella Bibbia, nel Libro di Giona. In più, il suo è il messaggio duro per una comunità che deve emendarsi, pena il declino. La gente non ha voglia di cambiare, e spesso il profeta finisce spiaccicato da una martellata, come il grillo parlante di Pinocchio: poi magari gli fanno un monumento, due o tre generazioni dopo.
La funzione profetica è immediatamente riconoscibile, dal fatto che la folla la riconosce. In una dimensione laica e mediatica, sono percepiti come profeti nell’Italia di oggi un Saviano, un Grillo. Entrambi non bisbigliano massime di saggezza ma tuonano contro un tumore da rescindere se non si vuole perdere l’intero corpo: l’economia mafiosa con le sue metastasi, la casta di politici e finanzieri che vampirizza il paese. Entrambi rischiano qualcosa (Saviano vive sotto scorta), ma il consenso sociale di cui godono è grande, perchè davanti al tribuno i più si sentono dei buoni, più che disposti a fare propria la battaglia del profeta. Un Bossi può avere la vita facile, se convince che il problema vero sono gli zingari. Diverso è il caso del profetismo di un Vescovo, che chiede al singolo di estirpare da sè una condotta viziosa, in un contesto nel quale nessuno può dirsi innocente. Qui l’insofferenza dei più è manifesta, e l’odio più furente. In tutti questi casi chi vuole zittire il profeta dirà che non è coerente al suo messaggio: Saviano con le denunce alla camorra si è editorialmente arricchito, Grillo è tutt’altro che povero e forse a sua volta ha amici potenti, il Vaticano è una sentina di vizi. Ma quando anche fossero fondate, queste denunce non inficiano il valore della profezia. Perchè il profeta non trae quello che dice dalla sua saggezza o integrità personale, ma dall’obbligatorietà del vero, Così, zittito un profeta ne sorge un altro, quando la verità è talmente sulla bocca di tutti da aspettare un solo invito per essere gridata.
Come sappiamo dalla storia, il profetismo puramente tribunizio porta con sè la spada, e spesso combatte ingiustizia con ingiustizia, cercando un capro espiatorio per placare gli animi, che così possono continuare a generare tumori, evitando la conversione. Così i fragili e i diversi insieme ai ladroni vengono sacrificati, perchè l’intero popolo si ritenga assolto.
Questo non è più possibile con Gesù Cristo, perchè svelando la menzogna che si cela sotto il ricorso al capro espiatorio, smaschera l’ingiustizia universale. L’unico Innocente allontana il coltello dalla vittima e immola se stesso per le colpe di tutti, per questo in lui c’è il Giudizio e il Perdono.
Per questo in lui è il perfetto Sacerdozio, e può celebrare la riconciliazione tra uomo e Dio.
Non può essere da meno di Lui, la sua Chiesa.
Il perdono e l’accoglienza universale, per chi si riconosce peccatore. Dopo aver compiuto il sacrificio personale, l’unico richiesto invece di agnelli sgozzati, cioè la conversione del cuore, e aver gettato nel fuoco la propria sporta di veleni.
Un pastore che non sia profeta, invita a pranzo il lupo con le pecore.

13 Commenti »

  1. “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,15-16).
    Nella Bibbia i falsi profeti sono con tutta evidenza più numerosi di quelli veri. Ma ditinguere i veri dai falsi è difficile: bisogna guardare ai frutti, secondo le parole di Gesù, ma prima del frutto ci sono la pianta e il fiore…

    Commento di Fabio Brotto — Maggio 2, 2008 @ 8:19 am

  2. Ciao Valter.
    Bello! Che mi vuoi “rubare” il mestiere :-)
    Un abbraccio,
    Carlo

    Commento di carlo gambescia — Maggio 2, 2008 @ 10:32 am

  3. Concordo solo in parte perché non credo che il problema, tanto nel caso di Saviano che in quello di Grillo, stia nel riconoscimento sociale di una qualche verità. Si tratta infatti di conoscenze già largamente presenti e diffuse, per niente nuove, però in cerca di una “forma” capace di coagulare le forze che hanno un interesse vitale ad affermarle, contro quelle che hanno invece un interesse altrettanto vitale a negarle, mistificarle e depotenziarle in misura sufficiente. Nel primo caso, la forma è stata quella di un “romanzo” che pur affermando a livello razionale l’inestirpabilità del fenomeno (in quanto accoppiato strutturalmente al sistema “legale”) energizzava al tempo stesso il livello mitico con una sorta di ambigua epicità, in qualche modo sferzante e contagiosa (e vedremo quanto effimera). Nel secondo, pare che la grande (e potenzialmente immensa) folla dei turlupinati in cerca di vendetta, sfumata ormai “mani pulite”, possa semplicemente contare su di una “dialettica” aggressiva ed irriducibile, in vece del Di Pietro volonteroso ma balbettante, facilmente ridicolizzabile dalla sofisticazione intellettuale di cui può sempre avvalersi il partito dei furbi.
    Ma soprattutto, penso che non sia più tempo di profeti, perché la super-bestia è cambiata, ha un sistema nervoso e un sistema immunitario completamente differenti rispetto a quello in cui si diffusero certi “virus” mentali (evolutivamente propulsivi e caotici come i virus biologici) almeno finché non ripiomberemo in un secondo medioevo.

    Commento di elio — Maggio 2, 2008 @ 4:18 pm

  4. Per evitare che la politica torni a contaminarsi con la barbarie del mito, bisogna che il mito sia riconosciuto nella sua natura, riportato al simbolismo di una sapienza religiosa. L’illuminismo decrepito della sinistra di oggi è il principale ostacolo a che questo avvenga. Il secondo è l’interpretazione consumistica del mito, che il berlusconismo interpreta generando l’inferno mimetico della Repubblica televisiva. Il terzo è un localismo becero ed esasperato, che però nasce in gran parte dall’incuria dei primi due per ciò che è familiare e concreto: è l’urgenza di un bios della terra che si fa tirannica perchè ignorata.

    Commento di vbinaghi — Maggio 2, 2008 @ 6:24 pm

  5. Bene, sarebbe auspicabile un bell’incontro fra un illuminismo non decrepito e un cristianesimo libero da conservatorismi; in un terreno limitato ma indispensabile: un buon governo, il bene comune.

    Saluti

    Commento di aiace — Maggio 2, 2008 @ 6:48 pm

  6. Un pezzo magnificamente ‘girardiano’ che ho apprezzato moltissimo. Complimenti Valter!

    Commento di Carlo Susa — Maggio 3, 2008 @ 2:23 pm

  7. Sacrosanto. Ma perché intanto non togli il link a costui?

    Commento di Stefano Borselli — Maggio 4, 2008 @ 9:17 pm

  8. Di chi parli Stefano?

    Commento di vbinaghi — Maggio 4, 2008 @ 10:25 pm

  9. credo faccia riferimento all’insetto ligure

    Commento di enrico delfini — Maggio 4, 2008 @ 10:26 pm

  10. No. E’ da tenere sotto osservazione. Molto di quello che dice è vero, e quello che non dice è anche più interessante.

    Commento di vbinaghi — Maggio 5, 2008 @ 12:30 am

  11. Giusta conclusione Valter,
    non sono agli argomenti od anche le notizie magari non tanto note a dover essere cassate, piuttosto l’insopportabile atteggiamento tribunizio, spesso qualunquista, spesso massimalista, spesso strumentale a fini personali.

    Saluti

    Commento di aiace — Maggio 5, 2008 @ 12:35 pm

  12. A rigore, il lupo era presente anche all’ultima cena, se Dio non volesse il diavolo semplicemente non ci sarebbe ;-) .
    Non ho capito molto la dedica, e nemmeno quello che intendi per spirito di profezia.
    Per quello che so, che cioè hanno trasmesso i padri, lo spirito di profezia è dettato dalla presenza, (in atto e non in potenza come avviene in tutti i battezzati), dello Spirito Santo in un uomo che ha ricevuto il dono e il comando di profetizzare circa i giorni che verranno o il destino di qualcuno, è per eccellenza il dono pentecostale, senza il quale siamo nella citazione, nell’azzardo o nella divinazione.
    Si tratta di una sfera imparagonabile alla testimonianza della fede, essendo l’esposizione di una verità rivelata da Dio allo spirito di chi è profeta quindi una conoscenza diretta, ancorchè possa confondere la mente del latore.
    Al di fuori di questo si può usare la parola profezia anche per il lotto, o per la politica.
    Non basta che un vescovo predichi la dirittura morale, posto che lui per primo la metta in pratica, per parlare di profezia e recitare l’Apocalisse che è una profezia, anche credendoci,non significa essere profeti.
    A certe cose ci si deve prima arrivare.

    Commento di mario pandiani — Maggio 6, 2008 @ 10:16 pm

  13. io credo che il profeta sia un “analfabeta”
    io credo nella possibilità di ogni uomo di essere “anafabeta”
    detto questo mi trovo in linea con mario pandiani e nel mentre mi ronza in testa una parolina profetica mi sovviene una canzone

    profeta non saròòòòòò
    ma il cuore mio
    sa gia’ che
    io non vivro’
    un solo istante
    d’ora in poi
    senza di te
    profeta non saro’
    ma il cuore mio
    sapra’ dirti
    al posto mio
    che vivro’ solo
    per la tua felicita’
    solo per noi
    solo per noi
    dimmi amore
    se mi vuoi
    dimmi se
    mi seguirai
    in qualche mare
    ci sara’
    un’ isola di eternita’
    solo per noi
    solo per noi
    profeta non saro’
    ma il cuore mio
    sa gia’
    che vivrai in me
    tutta la vita
    e forse piu’
    anche al di la’
    dimmi amore
    se mi vuoi
    dimmi se
    mi seguirai
    in qualche mare
    ci sara’
    un’ isola di eternita’
    solo per noi
    solo per noi
    dimmi amore
    se mi vuoi
    dimmi se
    mi seguirai
    in qualche mare
    ci sara’
    un’ isola di eternita’
    solo per noi
    solo per noi
    la conosceta:)
    a volte mi chiedo della potenza del mio neurone che trattiene cose infinatemente stupide e altre infinitamente infinite.
    ma perchè beppe grillo non parla più del signoraggio? qualche “profeta” deve averlo dissuaso. voi che ne pensate? del signoraggio intendo.

    il perdono per chi si riconosce peccatore? ma chi si ri conosce peccatore si assolve da sè medesimo, perchè quando ti “riconosci” fallibile, cominci a saper perdonare.
    tanti baci nè
    la funambola

    Commento di la funambola — Maggio 6, 2008 @ 11:51 pm

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.