UN PROFETA DEI MEDIA: MARSHALL MCLUHAN
Profeta: colui che si sottrae al vissuto inclusivo di un ambiente comunicativo, per osservarne la dinamica di origine, espansione e declino. McLuhan: la filosofia negli ultimi cinquant’anni è uscita dalle aule universitarie (lì c’è solo gente che scrive libri con altri libri), e si è manifestata nei territori di confine, negli scarti tra una disciplina e l’altra, o come direbbe lui, negli intervalli di risonanza.
La divisione che la stampa ha provocato tra la testa e il cuore rappresenta il trauma che colpisce l’Europa dal tempo di Machiavelli ai giorni nostri.
Quiando l’industria meccanica separò la casa e il lavoro, anche le donne divennero spose meccaniche, disgiunte. Non-accoppiate, male-accoppiate, ri-accoppiate.
Il primo ambiente elettrico dell’informazione simultanea e diversificata crea un uomo acustico. Costui è circondato dal suono - da dietro, di fianco e di sopra. Il suo ambiente è fatto di informazioni in tutti i tipi di forme simultanee, ed egli indossa il suo ambiente elettrico come indossiamo i nostri abiti o come un pesce è fasciato dall’acqua.
Le tavole da surf di Heidegger hanno cavalcato l’onda elettronica in modo trionfale, così come Cartesio cavalcò l’onda meccanica.
Il processo subliminale di fiutare i cambiamenti ambientali è inerente all’ispirazione creativa dell’artista. L’artista è sempre stato colui che percepisce le alterazioni che un nuovo mezzo causa nell’uomo, e che riconosce che il futuro è il presente, e usa il suo lavoro per prepararne lo sfondo.
(Da: Marshall McLuhan - L’uomo e il suo messaggio - SugarCo)