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	<title>Commenti a: DAL PROGRESSISMO ALL&#8217;ACCIDIA di Valter Binaghi</title>
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	<description>Il blog personale di Valter Binaghi, scrittore e musicista</description>
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		<title>Di: aiace</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2977</link>
		<dc:creator>aiace</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 22:54:40 +0000</pubDate>
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		<description>Elio, io non ho capito cosa vuole dire.

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Elio, io non ho capito cosa vuole dire.</p>
<p>Saluti</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: elio</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2975</link>
		<dc:creator>elio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 04:29:59 +0000</pubDate>
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		<description>Eppure rimane qualcosa, in questa cosiddetta accidia, che continua a sembrarmi una semplice presa d&#039;atto della realtà, a fronte delle frenetiche invenzioni che cercano disperatamente di mantenere proiettato sulla realtà un &quot;volto umano&quot;. Insomma questo Spirito, sì certo, storie affascinanti, ma basta un grumetto di sangue che si incagli e il teatro comincia subito a sbaraccare. La realtà che vedo è questa. Se vi è un&#039;altra realtà, indipendente da questa, beh, allora questa qua sarebbe un orpello sadico, assurdo, realmente diabolico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eppure rimane qualcosa, in questa cosiddetta accidia, che continua a sembrarmi una semplice presa d&#8217;atto della realtà, a fronte delle frenetiche invenzioni che cercano disperatamente di mantenere proiettato sulla realtà un &#8220;volto umano&#8221;. Insomma questo Spirito, sì certo, storie affascinanti, ma basta un grumetto di sangue che si incagli e il teatro comincia subito a sbaraccare. La realtà che vedo è questa. Se vi è un&#8217;altra realtà, indipendente da questa, beh, allora questa qua sarebbe un orpello sadico, assurdo, realmente diabolico.</p>
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		<title>Di: vbinaghi</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2974</link>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 21:29:55 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Mario, bentornato con preziose indicazioni, come sempre.
Di Evagrio Pontico ho letto tempo fa un libretto sugli otto pensieri impuri, ma son cose più da meditare a lungo che da leggere. 
In questa modesta notula, volevo più che altro segnalare il dominio dell&#039;accidia nell&#039;ostinato scetticismo della cultura dominante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mario, bentornato con preziose indicazioni, come sempre.<br />
Di Evagrio Pontico ho letto tempo fa un libretto sugli otto pensieri impuri, ma son cose più da meditare a lungo che da leggere.<br />
In questa modesta notula, volevo più che altro segnalare il dominio dell&#8217;accidia nell&#8217;ostinato scetticismo della cultura dominante.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: mario pandiani</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2973</link>
		<dc:creator>mario pandiani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 20:27:43 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;accidia è indiscutibilmente il male di questo secolo, del presente, eppure è antica e se si vuole penetrarne le radici bisogna andare a ben prima di Tomaso d&#039;Acquino, ai padri del deserto che con il &quot;demone meridiano&quot; ci combattevano quotidianamente.
Unanimemente, da San Macario il grande a San Cassiano e su, fino ad Ambrogio di Optina e ai padri spirituali sparsi ancora oggi per il mondo, è riconosciuto che la radice di questo peccato o malattia è nella &quot;Filautìa&quot;, comunemente tradotto con amor proprio, ma che Ireneo Hausherr traduce meglio con &quot;Tenerezza per se&quot;.
é infatti un&#039;inclinazione sottile che porta l&#039;uomo al disgusto delle cose spirituali, meno grossolana del grezzo amor proprio.
Se ti interessa il punto di vista monastico ti consiglio il testo di Padre Gabriel Bunge; &quot;Akédia, la dottrina spirituale di Evagrio Pontico sull&#039;accidia&quot; edito da Qiqajon, il problema è complesso ed interessantissimo per capire come questo male si stia diffondendo in tutti gli strati della società moderna e nelle forme più impensabili, dalla depressione all&#039;iperattivismo, dalla noia al suicidio, alla, forse più triste e devastante, indifferenza per i fratelli.
Spesso il punto di vista dei padri del deserto è più moderno di quello degli autori medioevali e successivi, fino ai voli pindarici della moderna teologia psicologica.
Questo perchè la vita anacoretica pone l&#039;asceta di fronte a se stesso senza la sovrastruttura culturale dell&#039;epoca e vede i pensieri, le tentazioni, per quello che sono alla loro radice, e questo loro manifestarsi è comune per tutti gli uomini di tutte le epoche.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accidia è indiscutibilmente il male di questo secolo, del presente, eppure è antica e se si vuole penetrarne le radici bisogna andare a ben prima di Tomaso d&#8217;Acquino, ai padri del deserto che con il &#8220;demone meridiano&#8221; ci combattevano quotidianamente.<br />
Unanimemente, da San Macario il grande a San Cassiano e su, fino ad Ambrogio di Optina e ai padri spirituali sparsi ancora oggi per il mondo, è riconosciuto che la radice di questo peccato o malattia è nella &#8220;Filautìa&#8221;, comunemente tradotto con amor proprio, ma che Ireneo Hausherr traduce meglio con &#8220;Tenerezza per se&#8221;.<br />
é infatti un&#8217;inclinazione sottile che porta l&#8217;uomo al disgusto delle cose spirituali, meno grossolana del grezzo amor proprio.<br />
Se ti interessa il punto di vista monastico ti consiglio il testo di Padre Gabriel Bunge; &#8220;Akédia, la dottrina spirituale di Evagrio Pontico sull&#8217;accidia&#8221; edito da Qiqajon, il problema è complesso ed interessantissimo per capire come questo male si stia diffondendo in tutti gli strati della società moderna e nelle forme più impensabili, dalla depressione all&#8217;iperattivismo, dalla noia al suicidio, alla, forse più triste e devastante, indifferenza per i fratelli.<br />
Spesso il punto di vista dei padri del deserto è più moderno di quello degli autori medioevali e successivi, fino ai voli pindarici della moderna teologia psicologica.<br />
Questo perchè la vita anacoretica pone l&#8217;asceta di fronte a se stesso senza la sovrastruttura culturale dell&#8217;epoca e vede i pensieri, le tentazioni, per quello che sono alla loro radice, e questo loro manifestarsi è comune per tutti gli uomini di tutte le epoche.</p>
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	<item>
		<title>Di: aiace</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2972</link>
		<dc:creator>aiace</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 19:24:44 +0000</pubDate>
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		<description>... che casino, scusa.  Puoi cancellare i doppioni ora?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; che casino, scusa.  Puoi cancellare i doppioni ora?</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: vbinaghi</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2971</link>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 19:18:51 +0000</pubDate>
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		<description>posso sbloccare io, aiace</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>posso sbloccare io, aiace</p>
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	<item>
		<title>Di: aiace</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2970</link>
		<dc:creator>aiace</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 19:15:09 +0000</pubDate>
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		<description>ps: volevo segnalare un link, ma vedo che il sistema lo impedisce; facendolo non compare il messaggio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ps: volevo segnalare un link, ma vedo che il sistema lo impedisce; facendolo non compare il messaggio!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: aiace</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2969</link>
		<dc:creator>aiace</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 19:12:20 +0000</pubDate>
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		<description>Sono in grande parte d’accordo con quest’ultimo suo commento Giampaolo.
Mi rendo conto che alcuni temi che lei introduce richiederebbero pomeriggi o serate di discussione (e ciò sarebbe buono oltre che bello!) a cui dovrebbero pure seguire meditazioni. L’errore concettuale filosofico del dualismo a cui lei fa riferimento, ad esempio, sarebbe utile considerarlo osservandolo anche dal punto di vista orientale.
Le trombe ecumeniste saranno forse mille, ma ahimè non sono mai ascoltate.

saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in grande parte d’accordo con quest’ultimo suo commento Giampaolo.<br />
Mi rendo conto che alcuni temi che lei introduce richiederebbero pomeriggi o serate di discussione (e ciò sarebbe buono oltre che bello!) a cui dovrebbero pure seguire meditazioni. L’errore concettuale filosofico del dualismo a cui lei fa riferimento, ad esempio, sarebbe utile considerarlo osservandolo anche dal punto di vista orientale.<br />
Le trombe ecumeniste saranno forse mille, ma ahimè non sono mai ascoltate.</p>
<p>saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: aiace</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2968</link>
		<dc:creator>aiace</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 19:09:01 +0000</pubDate>
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		<description>test</description>
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		<title>Di: aiace</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2965</link>
		<dc:creator>aiace</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 17:45:07 +0000</pubDate>
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		<description>Sono in grande parte d&#039;accordo con quest&#039;ultimo suo commento Giampaolo.
Mi rendo conto che alcuni temi che lei introduce richiederebbero pomeriggi o serate di discussione (e ciò sarebbe buono oltre che bello!) a cui dovrebbero pure seguire meditazioni. L&#039;errore concettuale filosofico del dualismo a cui lei fa riferimento, ad esempio, sarebbe utile considerarlo osservandolo anche dal punto di vista orientale.
Le trombe ecumeniste saranno forse mille, ma ahimè non sono mai ascoltate.
Mi permetto di inserire un link: http://www.lastelladelmattino.org/

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in grande parte d&#8217;accordo con quest&#8217;ultimo suo commento Giampaolo.<br />
Mi rendo conto che alcuni temi che lei introduce richiederebbero pomeriggi o serate di discussione (e ciò sarebbe buono oltre che bello!) a cui dovrebbero pure seguire meditazioni. L&#8217;errore concettuale filosofico del dualismo a cui lei fa riferimento, ad esempio, sarebbe utile considerarlo osservandolo anche dal punto di vista orientale.<br />
Le trombe ecumeniste saranno forse mille, ma ahimè non sono mai ascoltate.<br />
Mi permetto di inserire un link: <a href="http://www.lastelladelmattino.org/" rel="nofollow">http://www.lastelladelmattino.org/</a></p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giampaolo</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2961</link>
		<dc:creator>Giampaolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 11:41:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=473#comment-2961</guid>
		<description>Probabilmente ha ragione Lei, Aiace, c&#039;è un rischio d&#039;integralismo in quanto scritto da me, ma occorre intendersi su cosa sia effettivamente questo rischio. L&#039;integralismo, di per sé, non è nulla di male, ancorché oggi goda di cattiva stampa, e lo si identifichi per lo più in posizioni estremiste e ideologiche. Diversamente, quando scrivo di righe storte in riferimento alla modernità, io intendo dire che essa muove da un errore filosofico concettuale di base del tutto noto, quello dualistico per intenderci, con il quale non si può scendere a compromessi, non c&#039;è una via di mezzo tra il vero e il falso, questo è proprio l&#039;ambito ove il tertium non datur. Se questo è integralismo, ben venga, a me pare solo coerenza logica.

Da quell&#039;errore sono discesi a cascata tutt&#039;una serie di fraintendimenti e dispercezioni sul piano politico, dunque sociale e quindi storico che non metto in conto di rassegnare, ma del tutto analizzate dagli stessi &quot;moderni&quot;.

Con buddisti, induisti, musulmani, atei etc., nel medioevo, quello vero e non immaginato, si dialogava molto più di quanto non si faccia oggi, nonostante le mille trombe ecumeniste. San Tommaso, per fare solo uno dei tanti esempi possibili, fu quello che fu grazie alla mediazione araba di Aristotele; le crociate furono degli episodi armati all&#039;interno di uno scambio culturale molto più profondo e continuativo con il vicino oriente di quanto la vulgata odierna non si dia la briga di spiegare. Confesso che negli esperimenti con la scatola del tempo mi sono sempre trovato a mio agio, probabilmente perchè tollero sempre meno l&#039;accidia del tempo attuale, così da preferire le intemperanze passate al cupio dissolvi odierno, secondo l&#039;adagio per cui il poco è meglio del nulla.

Proprio per profondo rispetto della storia e del suo magistero ritengo sarebbe doveroso saper ripartire da dove si è consumato il vulnus di cui dicevo. Non intendo il tanto anacronistico quanto impossibile ripristino del Sacro Romano Impero, ma quanto meno il riconoscimento del fallimento dell&#039;impostazione liberal-utilitaristica tutt&#039;oggi imperante. Da lì amerei si cominciasse a voltare pagina.

Curiosamente, e con questo concludo scusandomi per la lungaggine inappropriata al commento di un post, è proprio l&#039;evo moderno (il fatto stesso di interpetarsi secondo la categoria di &quot;moderno&quot; è altamente significativo) che si è staccato consapevolmente e presuntuosamente dal corso storico in cui era calato. l&#039;auspicio, dunque, che faccio mio, di non buttare la storia, va nella direzione che ipotizzo io, quella di voltare pagina e riprendere un discorso arenatosi (quanto meno sotto il profilo del dibattito pubblico, chè nell&#039;ambito culturale e spirituale, ancorché sotto traccia, quelle istanze hanno continuato il proprio corso) 4 secoli orsono.

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente ha ragione Lei, Aiace, c&#8217;è un rischio d&#8217;integralismo in quanto scritto da me, ma occorre intendersi su cosa sia effettivamente questo rischio. L&#8217;integralismo, di per sé, non è nulla di male, ancorché oggi goda di cattiva stampa, e lo si identifichi per lo più in posizioni estremiste e ideologiche. Diversamente, quando scrivo di righe storte in riferimento alla modernità, io intendo dire che essa muove da un errore filosofico concettuale di base del tutto noto, quello dualistico per intenderci, con il quale non si può scendere a compromessi, non c&#8217;è una via di mezzo tra il vero e il falso, questo è proprio l&#8217;ambito ove il tertium non datur. Se questo è integralismo, ben venga, a me pare solo coerenza logica.</p>
<p>Da quell&#8217;errore sono discesi a cascata tutt&#8217;una serie di fraintendimenti e dispercezioni sul piano politico, dunque sociale e quindi storico che non metto in conto di rassegnare, ma del tutto analizzate dagli stessi &#8220;moderni&#8221;.</p>
<p>Con buddisti, induisti, musulmani, atei etc., nel medioevo, quello vero e non immaginato, si dialogava molto più di quanto non si faccia oggi, nonostante le mille trombe ecumeniste. San Tommaso, per fare solo uno dei tanti esempi possibili, fu quello che fu grazie alla mediazione araba di Aristotele; le crociate furono degli episodi armati all&#8217;interno di uno scambio culturale molto più profondo e continuativo con il vicino oriente di quanto la vulgata odierna non si dia la briga di spiegare. Confesso che negli esperimenti con la scatola del tempo mi sono sempre trovato a mio agio, probabilmente perchè tollero sempre meno l&#8217;accidia del tempo attuale, così da preferire le intemperanze passate al cupio dissolvi odierno, secondo l&#8217;adagio per cui il poco è meglio del nulla.</p>
<p>Proprio per profondo rispetto della storia e del suo magistero ritengo sarebbe doveroso saper ripartire da dove si è consumato il vulnus di cui dicevo. Non intendo il tanto anacronistico quanto impossibile ripristino del Sacro Romano Impero, ma quanto meno il riconoscimento del fallimento dell&#8217;impostazione liberal-utilitaristica tutt&#8217;oggi imperante. Da lì amerei si cominciasse a voltare pagina.</p>
<p>Curiosamente, e con questo concludo scusandomi per la lungaggine inappropriata al commento di un post, è proprio l&#8217;evo moderno (il fatto stesso di interpetarsi secondo la categoria di &#8220;moderno&#8221; è altamente significativo) che si è staccato consapevolmente e presuntuosamente dal corso storico in cui era calato. l&#8217;auspicio, dunque, che faccio mio, di non buttare la storia, va nella direzione che ipotizzo io, quella di voltare pagina e riprendere un discorso arenatosi (quanto meno sotto il profilo del dibattito pubblico, chè nell&#8217;ambito culturale e spirituale, ancorché sotto traccia, quelle istanze hanno continuato il proprio corso) 4 secoli orsono.</p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: aiace</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2956</link>
		<dc:creator>aiace</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 21:35:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=473#comment-2956</guid>
		<description>Giampaolo, lei rischia effettivamente (nel finale del suo discorso) di scivolare verso un integralismo che potrebbe risultare devastante. Ho già detto che parlo di superamento, lei conferma la tabula rasa. Esperimento della scatola del tempo a parte, cosa che comunque le consiglio di fare per sfiorare l&#039;ebbrezza di com&#039;era la vita dei secoli addietro (ai tempi di Tommaso d&#039;Acquino ad esempio), quella reale e non un&#039;altra immaginata, mi domando come possa metter d&#039;accordo tutti. Questo mondo è fatto da un miliardo di induisti, altrettanti musulmani, qualche centinaio di milioni di buddisti, atei e quant&#039;altro. 
Dovrebbe percepire che, date le premesse ideologicamente (questa volta lo dico io) implacabili, la strada per andare non solo d&#039;accordo ma di farlo anche bene risulta piuttosto vana; forse anche pericolosa. Cambiare in meglio l&#039;uomo e questo mondo è un&#039;impresa che si fa insieme.
Per favore, insieme a tutto quello che desiderate buttare non metteteci anche la storia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giampaolo, lei rischia effettivamente (nel finale del suo discorso) di scivolare verso un integralismo che potrebbe risultare devastante. Ho già detto che parlo di superamento, lei conferma la tabula rasa. Esperimento della scatola del tempo a parte, cosa che comunque le consiglio di fare per sfiorare l&#8217;ebbrezza di com&#8217;era la vita dei secoli addietro (ai tempi di Tommaso d&#8217;Acquino ad esempio), quella reale e non un&#8217;altra immaginata, mi domando come possa metter d&#8217;accordo tutti. Questo mondo è fatto da un miliardo di induisti, altrettanti musulmani, qualche centinaio di milioni di buddisti, atei e quant&#8217;altro.<br />
Dovrebbe percepire che, date le premesse ideologicamente (questa volta lo dico io) implacabili, la strada per andare non solo d&#8217;accordo ma di farlo anche bene risulta piuttosto vana; forse anche pericolosa. Cambiare in meglio l&#8217;uomo e questo mondo è un&#8217;impresa che si fa insieme.<br />
Per favore, insieme a tutto quello che desiderate buttare non metteteci anche la storia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: vbinaghi</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2953</link>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 18:02:35 +0000</pubDate>
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		<description>Il pregio è tutto nel carattere analitico di filosofie che hanno comunque un&#039;ispirazione empiristica in senso lato. Individuano fattori reali della dinamica psicologica e culturale, ma gli sfugge il vettore principale, l&#039;unità dello Spirito nelle sue forme, la Causa Finale che interpretano come pura proiezione psicologica. Ristudiare Aristotele, sarebbe già qualcosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il pregio è tutto nel carattere analitico di filosofie che hanno comunque un&#8217;ispirazione empiristica in senso lato. Individuano fattori reali della dinamica psicologica e culturale, ma gli sfugge il vettore principale, l&#8217;unità dello Spirito nelle sue forme, la Causa Finale che interpretano come pura proiezione psicologica. Ristudiare Aristotele, sarebbe già qualcosa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giampaolo</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2950</link>
		<dc:creator>Giampaolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 17:35:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=473#comment-2950</guid>
		<description>la differenza tra &quot;le limpide e uniche verità medievali della Chiesa&quot; e il decantato quanto preteso evo moderno si vede bene, tra l&#039;altro, dalle brevi citazioni di Agamben e S. Tommaso. La profonda e comprensibilissima limpidezza dell&#039;uno contrasta e non poco con l&#039;affettata verbosità dell&#039;altro.

Non è questione di passatismo, ma di onestà analitica. Che Nietzsche, Marx, Freud e quant&#039;altri stiano a monte di un percorso metastatico lo hanno riconosciuto, tra i primi per altro, autori del tutto interni alla modernità; Ricoeur. ad esempio, parla di quelli nei noti termini di maestri del sospetto... Ricoeur appunto, non Camillo Ruini.

Volendo andare oltre, il minimo da farsi è riconoscere che un oltre sia necessario, e quindi capire quanto un autocelebrantesi età moderna sia una pagina ormai da voltare, quanto meno per conclamata incapacità di descrivere, e dunque di risolvere, le questioni da essa stessa provocate.

I limiti e le contraddizioni di illuminismo, darwinismo e psicanalisi son noti a molti, quello che è meno noto, quanto meno a me, sono i pregi, detto in tutt&#039;onestà. E&#039; senz&#039;altro un mio limite, visto che anche S. Tommaso, a cui vorrei rifarmi, ammonisce dal pensare che possa esistere il male assoluto, dunque senz&#039;altro qualche pregio anche le &quot;eresie&quot; possono averlo, solo appunto sono in attesa di scorgere la misura in cui si sia potuto scrivere dritto su righe così evidentemente storte.

Cordialità</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la differenza tra &#8220;le limpide e uniche verità medievali della Chiesa&#8221; e il decantato quanto preteso evo moderno si vede bene, tra l&#8217;altro, dalle brevi citazioni di Agamben e S. Tommaso. La profonda e comprensibilissima limpidezza dell&#8217;uno contrasta e non poco con l&#8217;affettata verbosità dell&#8217;altro.</p>
<p>Non è questione di passatismo, ma di onestà analitica. Che Nietzsche, Marx, Freud e quant&#8217;altri stiano a monte di un percorso metastatico lo hanno riconosciuto, tra i primi per altro, autori del tutto interni alla modernità; Ricoeur. ad esempio, parla di quelli nei noti termini di maestri del sospetto&#8230; Ricoeur appunto, non Camillo Ruini.</p>
<p>Volendo andare oltre, il minimo da farsi è riconoscere che un oltre sia necessario, e quindi capire quanto un autocelebrantesi età moderna sia una pagina ormai da voltare, quanto meno per conclamata incapacità di descrivere, e dunque di risolvere, le questioni da essa stessa provocate.</p>
<p>I limiti e le contraddizioni di illuminismo, darwinismo e psicanalisi son noti a molti, quello che è meno noto, quanto meno a me, sono i pregi, detto in tutt&#8217;onestà. E&#8217; senz&#8217;altro un mio limite, visto che anche S. Tommaso, a cui vorrei rifarmi, ammonisce dal pensare che possa esistere il male assoluto, dunque senz&#8217;altro qualche pregio anche le &#8220;eresie&#8221; possono averlo, solo appunto sono in attesa di scorgere la misura in cui si sia potuto scrivere dritto su righe così evidentemente storte.</p>
<p>Cordialità</p>
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		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/01/dal-progressismo-allaccidia-di-valter-binaghi/#comment-2943</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 20:39:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=473#comment-2943</guid>
		<description>Dal ’68 all’80 il passo è breve, come dire “dall’ira all’accidia” il passo è breve: si pensi al Canto VII dell’inferno dantesco; le passioni travolgono, l’armonia scompare. Come non sottoscrivere le tue parole? sarebbe certo sin troppo facile pensare la soluzione in un ritorno alle origini, alla Tradizione che, generazione dopo generazione, è stata tradita, ma, aihmè, il novecento ha già conosciuto il suo Mishima. 
Cosa possiamo attenderci da una civiltà che ha tutto pre-digerito, che ha inglobato in sé ogni parola e gesto? Appiattimento delle coscienze e volgarità, “inutili verbosità”. 
“Fu allora che pensai alla morte.Uccidermi mi appariva una giusta pena per le mie colpe. 
In conclusione, decisi di continuare a vivere come se fossi morto. (…) a volte il mio cuore rispondeva al movimento del mondo esterno (..) ma appena io tentavo di farmi strada attraverso la nube che mi circondava, una forza dotata di uno spaventoso potere mi si avventava addosso, non so da dove, e mi serrava il cuore; io arrivavo al punto di non potermi più muovere. Una voce mi diceva: ”hai ragione a non fare nulla. Resta dove sei”. E ogni desiderio di azione mi abbandonava di colpo”.(*)
Coscienza della crisi o crisi della coscienza? 
Ho letto proprio ora una frase del tuo “I tre giorni all’Inferno..”: 
“Magia è quando tu fa succedere cose”. 
Sì, dopo i “grandi racconti”, i “pensieri deboli”, i “pensieri liquidi”, occorre fare silenzio e aprirsi alla coscienza delle cose con diversa sensibilità, “fiducia e conversione del cuore” per “celebrare” anziché “dichiarare”. 

Aiace, con i suoi libri VB ha portato simboli che parlano della natura umana, del mondo e, di Dio, termine che, nostro malgrado, continuiamo ad usare con notevole semplificazione. E’ vero la modernità’  non è opera del demonio nè è impossibile gettare su di essa uno sguardo senza coglierne le interne contraddizioni ed i conflitti di classe, ma francamente parlare ancora di storture che hanno “sostanzialmente causa nell’implacabile ed inarrestabile processo economico che governa il pianeta e a cui non siamo riusciti a trovare praticabili alternative” significa ristagnare nel linguaggio delle “strutture e sovrastrutture”, che riduce le complessità e toglie all’uomo il libero arbitrio. 
Basti qui quanto Zolla scriveva nel suo libro “Archetipi”(ed. Marsilio):“ogni generazione resta confitta in un suo scenario politico, rifiuta di riconoscere le modificazioni successive a quando, durante una crisi, incontrò il suo archetipo fatale.(..)esse non riescono più a concepire un diverso sistema di riferimenti e ogni novità riportano nei termini del gioco passato che le strega.”.
Presunzione? 
“Ma chi siamo noi per giudicare le esigenze di un altro cuore umano?”.(*)
(*) N.Soseki “Il cuore delle cose” ed. Neri Pozza
Un cordiale saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal ’68 all’80 il passo è breve, come dire “dall’ira all’accidia” il passo è breve: si pensi al Canto VII dell’inferno dantesco; le passioni travolgono, l’armonia scompare. Come non sottoscrivere le tue parole? sarebbe certo sin troppo facile pensare la soluzione in un ritorno alle origini, alla Tradizione che, generazione dopo generazione, è stata tradita, ma, aihmè, il novecento ha già conosciuto il suo Mishima.<br />
Cosa possiamo attenderci da una civiltà che ha tutto pre-digerito, che ha inglobato in sé ogni parola e gesto? Appiattimento delle coscienze e volgarità, “inutili verbosità”.<br />
“Fu allora che pensai alla morte.Uccidermi mi appariva una giusta pena per le mie colpe.<br />
In conclusione, decisi di continuare a vivere come se fossi morto. (…) a volte il mio cuore rispondeva al movimento del mondo esterno (..) ma appena io tentavo di farmi strada attraverso la nube che mi circondava, una forza dotata di uno spaventoso potere mi si avventava addosso, non so da dove, e mi serrava il cuore; io arrivavo al punto di non potermi più muovere. Una voce mi diceva: ”hai ragione a non fare nulla. Resta dove sei”. E ogni desiderio di azione mi abbandonava di colpo”.(*)<br />
Coscienza della crisi o crisi della coscienza?<br />
Ho letto proprio ora una frase del tuo “I tre giorni all’Inferno..”:<br />
“Magia è quando tu fa succedere cose”.<br />
Sì, dopo i “grandi racconti”, i “pensieri deboli”, i “pensieri liquidi”, occorre fare silenzio e aprirsi alla coscienza delle cose con diversa sensibilità, “fiducia e conversione del cuore” per “celebrare” anziché “dichiarare”. </p>
<p>Aiace, con i suoi libri VB ha portato simboli che parlano della natura umana, del mondo e, di Dio, termine che, nostro malgrado, continuiamo ad usare con notevole semplificazione. E’ vero la modernità’  non è opera del demonio nè è impossibile gettare su di essa uno sguardo senza coglierne le interne contraddizioni ed i conflitti di classe, ma francamente parlare ancora di storture che hanno “sostanzialmente causa nell’implacabile ed inarrestabile processo economico che governa il pianeta e a cui non siamo riusciti a trovare praticabili alternative” significa ristagnare nel linguaggio delle “strutture e sovrastrutture”, che riduce le complessità e toglie all’uomo il libero arbitrio.<br />
Basti qui quanto Zolla scriveva nel suo libro “Archetipi”(ed. Marsilio):“ogni generazione resta confitta in un suo scenario politico, rifiuta di riconoscere le modificazioni successive a quando, durante una crisi, incontrò il suo archetipo fatale.(..)esse non riescono più a concepire un diverso sistema di riferimenti e ogni novità riportano nei termini del gioco passato che le strega.”.<br />
Presunzione?<br />
“Ma chi siamo noi per giudicare le esigenze di un altro cuore umano?”.(*)<br />
(*) N.Soseki “Il cuore delle cose” ed. Neri Pozza<br />
Un cordiale saluto</p>
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