Doctor Blue and Sister Robinia

Giugno 10, 2008

MACHIAVELLI di Santi di Tito/Guido Ceronetti

Archiviato in: Pensiero, Scritture — vbinaghi @ 2:44 pm
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santi di tito

“Santi di Tito, facendo il ritratto di Machiavelli, ha creato qualcosa di nuovo nella pittura demonologica. Non lavorava sul modello, ma su un’idea esattissima della demonicità machiavellica. Come figura dell’Intelligenza amputata del Cuore, questo suo Machiavelli è un vero demonio del tempo futuro”
(Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, Adelphi)

“Una conoscenza priva di un’idea imponente del Male, del Male come universo e principio, che non tenga conto del male che l’uomo è e fu, e che è costretto a espiare, è una conoscenza in vista del Male, suggerita, probabilmente, dal Male”
(Guido Ceronetti, ibidem)

Che cosa s’intenda con l’espressione Intelligenza amputata del Cuore, proverò a indagare coi prossimi post. D’altro canto, non sono meno interessato a quello che è il suo naturale risultato e complemento: un Cuore estaticamente beato della propria cecità. Per fare questo bisogna indagare non solo l’ambiente della decisione politica, come suggerisce Ceronetti, e nemmeno solo quello ideologico (cosa che faccio il più delle volte) ma anche la creatività dell’uomo contemporaneo, cioè l’ambiente tecnologico e quello estetico.

8 Commenti »

  1. Ricordo la fermezza con la quale il mio Prof. di teologia 3, Domenicano ferreo, dichiarava: meglio un logico porco che un mistico imbecille!

    E mi pare aggiungesse che, mentre per l’uno ci sarebbe comunque stata la speranza di ravvedimento, per l’altro ci sarebbe stata la certezza della caduta, senza la capacità di accorgersene.

    Ciao

    Commento di Giampaolo — Giugno 10, 2008 @ 9:28 pm | Replica

  2. Purtroppo sono daccordo

    Commento di vbinaghi — Giugno 10, 2008 @ 11:12 pm | Replica

  3. “qui si tocca il grado estremo, verso il basso, della scala dell’umano, come nell’ultima cantica si toccherà l’estremo verso l’alto: qui la vicinanza a Lucifero, il ghiaccio, l’impietrarsi del cuore; là la vicinanza a Dio,e l’ardore dell’amore.(…)il più grave peccato contro l’amore…rompe il vincolo dell’amore naturale tra gli uomini…quel più stretto legame instaurato da speciali rapporti, quali la parentela, l’amicizia, la gratitudine, per cui un uomo si fida totalmente dell’altro. Chi può tradire questa fiducia…perde la sua dignità umana.(…)”.(dall’Introduzione al Canto XXXII – Inferno di Dante, di A.M.Chiavacci Leonardi, ed. Mondadori)
    Su Machiavelli avevo sospeso il giudizio dopo aver letto l’articolo di Giuseppe Galasso apparso sul Corriere della Sera del 28.08.05 “Machiavelli tradito dai Machiavellici” che si può trovare su http://eddiburg.it.,(è peraltro significativo che sia in Dante che in Machiavelli, basta leggere la “mandragola” il tradimento dell’uomo, seppur su piani differenti, fosse al centro delle loro riflessioni), ma l’evidente mancanza di coerenza tra fini e mezzi percorsa dal M. è tale che la strada da lui percorsa ha portato ad una devastante operazione di amputazione delle ragioni del cuore a danno dell’intelligenza “poiché io credo che questo sarebbe il vero modo ad andare in Paradiso: imparare la via dell’inferno per fuggirla”(Machiavelli a Guicciardini, maggio 1521). Qui credo che egli abbia totalmente perso di vista la persona smarrendone il senso ed il progetto, quella persona che Dante è invece riuscito a tenere al centro della propria ricerca.
    (Sulle critiche al mistico ho le mie perplessità credo che il significato razionale della mistica vada ripensato, ma questa, forse, è un’altra storia).

    Commento di lucio — Giugno 12, 2008 @ 3:01 pm | Replica

  4. Sono d’accordo con Lucio, per quanto il suo percorso sia un po’ fumoso.
    Io a un professore di “Teologia” (sic) che si fosse espresso così avrei strappato le palle e gliele avrei cacciate in gola, daltronde i risultati di questo modo di pensare li leggiamo periodicamente sui giornali, speriamo che poi si ravvedano.
    Il diavolo è loico, mi sembra siano parole di Dante, polarizzare così due punti di vista, qualificandoli evidentemente con due tratti che il domenicano considera tipici delle due categorie è la follia razionalistica di questa chiesa ridotta al dualismo, che cade costantemente nella trappola logica demandando al ragionamento la salvezza futura, procrastinata ad un chissà quando.
    Mi è piaciuta molto la prima considerazione di Guido sul dipinto, acuta e profonda come lo è lui, non la seconda che lascia trapelare il suo demone gnostico nichilista, ma lui non è solo così, certamente non è un mistico imbecille.
    Come se nel mistero ci potesse essere qualcosa di imbecille, nell’invisibile qualcosa di logico.
    Tutti e due: Giampaolo e Valter rimandati a settembre in teologia, il fratacchione di ferro bocciato.

    Commento di mario pandiani — Giugno 18, 2008 @ 11:28 pm | Replica

  5. Dov’è che ci s’iscrive alle ripetizioni, Mario?

    Commento di vbinaghi — Giugno 19, 2008 @ 12:09 am | Replica

  6. …ma non ci sono più gli esami a settembre! Ci sono debiti ed accertamenti. E Machiavelli non c’entra!

    Commento di aiace — Giugno 19, 2008 @ 12:59 am | Replica

  7. …potrei imapartiglierle io, le ripetizioni, intendo. :)
    però la mia è teologia fai da te.
    molti baci, quasi per sempre :)
    la funambola

    Commento di la funambola — Giugno 22, 2008 @ 2:44 am | Replica

  8. No no, alt, il Prof. OP Barzaghi era ed è un grande, quel giudizio, proferito in un contesto particolare, era del tutto adeguato, oltre che spiritoso.
    Non è un attacco alla mistica, ci mancherebbe, era una stereotipizzazione, come tale approssimativa, di due eccessi “gnoseologici”, sentimentalismo a-razionale da un lato e logicismo anaffettivo dall’altro. E, posto che il bene, nella logica tomista che ci stava spiegando, è il correlato oggetto di volontà del vero, consegue che l’uno sia condizione di possibilità dell’altro.

    Tra gli altri meriti Barzaghi ha quello di essere stato l’unico a tenere testa a Severino e il suo neoparmenidismo, riattualizzando la filosofia dell’atto d’essere in contesti dove il concetto stesso di attualità pareva essere solo una figura del presente.

    Mi adopererò comunque per gli approfondimenti settembrini!

    Ciao

    Commento di Giampaolo — Giugno 22, 2008 @ 2:32 pm | Replica


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