Doctor Blue and Sister Robinia

Giugno 15, 2008

MIMESIS, IMMAGINE E MODELLO di Valter Binaghi

Archiviato in: Scritture — vbinaghi @ 7:57 pm
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insetto foglia

Ed infatti in primo luogo l’imitare è connaturato agli uomini fin da bambini, ed in questo l’uomo si differenzia dagli altri animali perché è quello più proclive ad imitare e perché i primi insegnamenti se li procaccia per mezzo dell’imitazione; ed in secondo luogo tutti si rallegrano delle cose imitate. Prova ne è quel che accade in pratica, giacché cose che vediamo con disgusto le guardiamo invece con piacere nelle immagini quanto più siano rese con esattezza, come ad esempio le forme delle bestie più ripugnanti e dei cadaveri. La ragione poi di questo fatto è che l’apprendere riesce piacevolissimo non soltanto ai filosofi ma anche agli altri, per quanto poco ne possano partecipare. Per questo infatti si rallegrano nel vedere le immagini, perché succede che a guardarle apprendono e ci ragionano sopra riconoscendo ad esempio chi è la persona ritratta; se poi càpita che non sia stata vista prima, non sarà in quanto cosa imitata che procura il piacere ma per l’esecuzione, per il colore o per un altro motivo di questo genere.
(Aristotele, La poetica)

Aristotele qui mostra il carattere che gli psicologi moderni dell’immaginazione trascurano sistematicamente perchè ne fanno un fenomeno eminentemente percettivo, e che si può studiare invece in antropologi come Caillois o Girard, cioè l’origine mimetica. Prima che rappresentazione del reale, l’immagine è lo schema-guida di un mutamento funzionale all’adattamento ambientale nel meraviglioso fenomeno del mimetismo animale e, nei livelli superiori, è principio dell’apprendimento per imitazione.
Nell’uomo, come sottolinea Aristotele nel primo libro della Metafisica, l’immagine diviene forma contemplata per se stessa, fonte di meraviglia, strumento di conoscenza. Da qui l’interesse preminente per questo aspetto, che la filosofia e le scienze umane le hanno dedicato, riportandola nei limiti del logos scientifico o del mythos letterario.
Ma lo studio del comportamento umano mostra la limitatezza di questo punto di vista, rivelando l’importanza della mimesi sociale, della modellizzazione del comportamento, già in psicologi come Moreno (inventore della terapia basata sullo psicodramma), Desoille (inventore della terapia così detta della dell’”imagerie mentale” col Reve eveillè dirigè) e sociologi come Goffmann (“la vita quotidiana come rappresentazione”). Una analisi inestimabile ai fini della comprensione del mimetismo si trova in I giochi e gli uomini, di Roger Callois. Gaston Bachelard, nei suoi libri dedicati all’immaginazione poetica, ha mostrato quale sia il suo effetto profondo sullo psichismo del lettore. Infine, sul mimetismo e l’invidia sociale si fondano interamente la teoria del romanzo e poi l’antropologia sociale di Renè Girard.

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