
DEDICATO AI RAGAZZI DELLE ROBINIE (1965-1967)
Ma ve la posso confessare una cosa? Io l’idea che si deve togliere ai ricchi per dare ai poveri mica l’ho presa da Marx. L’ho presa da lui, Robin. Marx passa, Robin Hood resta. Il mio primo arco di ciliegio selvatico, me lo sono fabbricato a otto anni. E se avete letto Robinia Blues, sapete di che cosa parlo. Ogni tanto sogno di fingermi pazzo, ritirarlo fuori dalla cantina e darmi alla macchia, di nuovo, come allora. I ragazzi delle robinie erano davvero gli allegri compagni della foresta, e io non sono mai più stato così felice a questo mondo.
(Da: A. Dumas, Robin Hood, Newton Compton)
L’indomani mattina, mentre Robin Hood, Little John e Will il Rosso si trovavano con un centinaio dei loro uomini sotto gli alberi di Barnsdale, arrivò un ragazzetto, trafelato come dopo una lunga corsa.
“Messer Robin, messer Robin! le porto una notizia formidabile!”
“Bene, George, dicci di che si tratta.”
“Il vescovo di Hereford, con una ventina di servitori, attraverserà oggi la foresta di Barnsdale.”
“Perbacco! Questa è una notizia sensazionale! Non sai per caso a che ora passerà di qui?”
“Verso le due, comandante.”
“Perfetto. Ma come hai avuto questa notizia?”
“L’ho avuta da uno dei nostri di passaggio a Sheffield. Ha saputo che il vescovo di Hereford si sarebbe recato in visita all’abbazia di Santa Maria.”
“Sei un bravo ragazzo, George e ti ringrazio di avermi messo in guardia. Attenzione, amici, tra poco ci divertiremo. Will, prendi venti uomini e piazzali sulla strada vicina al castello di tuo padre. Little John, tu, con lo stesso numero di uomini, va a presidiare il sentiero che si inoltra a Nord, e tu Much con le restanti forze andrai nella zona est del bosco. Quanto a me, mi piazzerò sulla strada principale.”
“Bisogna impedire al vescovo di fuggire, perché dobbiamo invitarlo a un pranzo sontuoso: sarà trattato molto bene, e di conseguenza pagherà un conto salatissimo. George, tu intanto andrai a scegliere un daino e un capriolo ben grassi, e li preparerai per essere serviti alla mia tavola.”
Quando i suoi tre luogotenenti se ne furono andati, Robin fece travestire i suoi uomini da pastori (la banda aveva nei suoi magazzini ogni sorta di travestimenti) e indossò lui stesso un abito poverissimo.
Poi furono piantati nel suolo dei bastoni, a cui fu appoggiato uno spiedo con il daino e il capretto. Un fuoco di rami secchi cominciò a rosolare ben presto quella saporita selvaggina.
Verso le due, come aveva annunciato George, il vescovo e il suo seguito apparvero in fondo alla strada, al centro della quale si trovava Robin con i suoi pastori.
“La nostra preda si avvicina, amici: arrostite ben bene la selvaggina per il nostro ospite.”
(continua…)