
E’ uscita in questi giorni presso Fara Editore la prima raccolta poetica di Roberta Borsani, Il rosaio d’inverno, con prefazione di Fabio Franzin.
In questi anni l’autrice (vi ricordo il suo blog personale: La Fata centenaria) ha coltivato insieme all’amore per la poesia lo studio del simbolismo: la sua ricerca è orientata a rivelare il sostrato mitico da cui scaturisce la parola poetica.
Ecco alcune poesie della sezione Oggi Dio non osa
dio padre la natura ti ama
dio padre la natura ti ama
guardala come stacca
dalle braccia esiliate del legno
i piccoli di ciliegio
guardala come sorseggia il cielo
sbrodolandosi in grembo
guardala come
sprigionando ti chiama
guarda come ti ama
(cosa sono chiedo i fiori
se non ciotole d’incenso?)
nella tenebra immensa
nella tenebra immensa
di una notte
senza usignolo e
vuota di luna
Tu
m’inviasti parole
con la punta delle dita
sbocciavano
all’improvviso nell’aria
tumide
come narcisi
esalati in penombra
dalle mandrie del fiume
oggi dio non osa
oggi dio non osa
aguzzi
frammenti d’anima
gli si sono
conficcati nel cuore
si è uccisa una donna
dio non c’era
(e perché
pensava a qualcosa
che si spezza?)
milioni d’uccelli gridavano
nell’aria liquefatta
(non sono stati creduti)
si destavano le madri
delle acque di palude
segnando l’aria
di enigmi terribili
oggi
dio non osa
si lascia calpestare
come una pratolina
una donna si è uccisa
ci saranno bisbigli
(quel suo cane
cieco da tempo
forse
l’ha portata lontano…)
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