
Questo post è dedicato a fautori e difensori della nuova politica italiana sull’immigrazione.
(I documenti sono tratti da giornali americani dell’epoca, e riprodotti in: G. A. Stella – L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi. – Rizzoli)
Usano lo stiletto come un pungiglione
«È noto che gli uomini provenienti dal Sud Italia e dalla Sicilia hanno minor controllo su di sé. Fra di loro l’impulso omicida scoppia come una fiammata di polvere da sparo e il loro stiletto è sempre pronto come il pungiglione delle vespe.»
(New York Times, Usa, 25-8-1904)
Assassini dopo due bicchieri
«Si suppone che l’Italiano sia un grande criminale. È un grande criminale. L’Italia è prima in Europa con i suoi crimini violenti. Il criminale italiano è una persona tesa, eccitabile, è di temperamento agitato quando è sobrio e ubriaco furioso dopo un paio di bicchieri. Quando è ubriaco arriva lo stiletto. Di regola, i criminali italiani non sono ladri o rapinatori — sono accoltellatori e assassini.»
(New York Times, Usa, 14-5-1909)
I peggiori rifiuti d’Europa
«Alcuni uomini della Società Italiana dichiarano che le persone che arrivano in America appartengono alla “classe più pericolosa d’Europa; sono carbonari e banditi e non aspettano altro che la più piccola provocazione per manifestare il proprio carattere”; così New York diventerà “una colonia penale per i rifiuti dell’Italia”.»
(«Gli immigranti italiani: una classe pericolosa», New Heralch Usa, 12-12-1872)
Pigri, venali e camorristi
«Perciò, se ci mettiamo a osservare l’Italia, scopriamo uno stato di cose davanti al quale i nostri racket, le tangenti e gli affari sporchi impallidiscono per un’evidente inferiorità di scelleratezza. Nella misura in cui l’italiano è più pigro, più pettegolo e più adatto agli intrighi rispetto all’americano, è anche più che un artista a “gestire le cose”. D’altra parte, Cavour stesso, per realizzare l’unità d’Italia, dovette trattare con i Borboni, venali e corrotti. Eppure questi furono i capi politici che Cavour dovette conquistare e poté farlo solo in un modo: promettendo loro la possibilità di continuare le loro attività di monopolio e arricchimento. Le ramificazioni della camorra arrivano al foro e alla magistratura, al Governo, e non risparmiano nemmeno la Corte del re.»
(«Una naturale tendenza alla criminalità», New York Times, Usa, 16-4-1876)
perfetto !
Poi un giorno, avremo anche noi, governatori con altro colore di pelle. Non ci vedo nulla di strano. Con una differenza, sostanziale, rispetto agli States. Laggiù, a parte queste note del tempo, oggi nessuno si sognerebbe di sottoscriverle ancora. Da noi, per riuscirci, il cammino è ancora molto lungo.
Aver messo mano, dopo anni di imperio del buonismo cattocomunista, che ha sposato l’accettazione indiscriminata e tollerato gente allo sbando o alla mercè dei nostri connazionali più filantropi (affitta camere, caporali, et magnaccia vari), sta creando sconcerto ed è troppo facile arricciare il naso.
Poi, il melting-pot è già nella vita quotidiana, prim’ancora che sulla carta stampata.
Commento di cletus — Luglio 11, 2009 @ 9:38 pm |
il buonismo cattocomunista? o il permissivismo tecnoliberista?
quanti luoghi comuni, lontani dalle situazioni reali
Commento di enrico de lea — Luglio 12, 2009 @ 11:56 am |
Nella seconda metà dell’800, per i locali (autoctoni) che scendevano dal battello in quel di Bellagio (lago di Como) li attendeva una sosta di qualche minuto in camera satura di fumi di buon albero bruciato per disinfestazione da parassiti etc etc etc, questo nelle cronache, stupite, di viaggio di nobiluomini e gentildonne inglesi e tedesche, che già a loro volta rifacevano, da epigoni semiborghesizzati, il percorso del Grand Tour che le Corinne e i Goethe di fine ‘700 avevano promosso commercialmente (oltrechè ovviamente anche filosoficamente); di ciò, nei diari di inzio ‘900, non se ne ha traccia: gli inglesi non più razzisti alle prese con un impero in decadenza, i prodromi di liberazione del terzo mondo celebrata (ma non avvenuta nei primi anni ‘60, del secolo scorso)?
Niente di tutto questo, gli autoctoni suddetti hanno imparato a lavarsi (infatti da comasco prendo il battello e scendo a Bellagio senza filtri igienici). Perchè racconto ciò: perchè il dibattito sugli extra che vengono da fuori mi ricorda a seconda: o il personaggio di Montesano oppure i dirigenti di Lotta Continua dell’epoca d’oro. Il primo slinguazzava qualsiasi cosa si chiamasse Salvatore, i secondi sostenevano che gli abitanti dei peggio quartieri delle peggio metropoli mediterranee erano cristalli puri di proletariato, quindi di coscienza.
Errore: non basta essere nero e sbarcato oppure povero e del sud per essere referenti politici e sociali, occore una prova testimoniata di evoluzione positiva autoreferente (per chi non capisce ‘il lavarsi suddetto’) della propria coscienza di classe. Del resto di emigranti in America delle ns parti (mie e dell’ospite Valter cioè alto milanese e basso varesotto) ce ne furono molti, e per tutti questi i figli di prima generazione in quelle terre … l’italiano che cosa è? una lingua? … ah si: pizza spaghetti goncchi cazzuola panettone etc etc.
Oggi la cultura dell’accoglienza cattocomunista mi ricorda il personaggio di Montesano e/o i dirigenti di Lotta Continua (e mi fate riprendere i polverosi abiti di sociologia marxistaleninista e non quelli odiati del ‘mondialismo terzointernaziolista: qualsiasi figlio di colonie è superiore ai coloni, a prescindere’), la cosa più importante è che ci si dimendica che in tutto ciò ospiti e ospitati sono modificati da tale processo, la loro coscienza, se non di classe almeno di socialità, tende comunque ad un unico comune, con buona pace di cassoeula e di kebab, o di minigonna e ciador … etc etc. Del resto e per finire due aneddoti: in Germania, a 20 anni dalla riunificazione, facile sentire da industriali ‘meglio turchi che quelli dell’est’; o il signor XXX, ex extracomunitario nordafricano proprietario di enne pizzerie nel milanese che dice ‘come lavoranti: meglio extracomunitari che italiani meridionali’; cioè non è l’origine che parla, è l’”attualità” che ha diritti, e questa parla a cominciare dal tuo posto di lavoro, dal tuo pianerottolo, dal posto in cui vivi …
(scusa Valter la torrenzialità)
gunny
Commento di gunny1958 — Luglio 12, 2009 @ 3:02 pm |
Tutto bello, c’è solo un piccolo problema: gli italiani dimostrano di approvare la politica dell’iimigrazione del Governo (che secondo me è uno dei pochi campi in cui l’esecutivo sta agendo correttamente). Questo perchè nessuno pensa che i Rumeni come gli Italiani siano intrinsecamente criminali, ma semplicemente la gente vorrebbe poter uscire di casa liberamente senza aver paura di essere borseggiata )o peggio) ad ogni angolo. Non ci vedo nulla di scandaloso e razzista.
Commento di Francesco — Luglio 12, 2009 @ 4:41 pm |
Che volete, non riesco ancora a considerare la selezione all’ingresso e l’espulsione coatta (se non di criminali accertati) un parametro primario nella definizione di civiltà. Mi pare invece che la fiducia nella persuasività del proprio sistema di vita, la legalità e la moralità dei comportamenti economici, la protezione delle fasce più deboli, la giustizia sociale dovrebbero essere i fondamenti a partire da cui si chiede all’immigrato di conformarsi.
Io non vedo niente di tutto questo nell’Italia berlusconizzata, e nemmeno nel popolo (che si pretende tale) della Lega. Vedo invece comportamenti che ai tempi democristiani si tenevano sottobanco e vergognandosene, e oggi sono ostentati se non con orgoglio con spavalderia. Vedo un paese e un popolo peggiorati, a partire dalla sua classe di governo. Se questi sono i massimi successi legislativi dello statista di Arcore, mi sa che è come iniziare a vestirsi dal cappello.
Commento di vbinaghi — Luglio 12, 2009 @ 7:25 pm |
@ Francesco
Io potrei anche essere d’accordo se i dati sulla sicurezza fossero REALMENTE così allarmanti come notiziari e quotidiani ribadiscono quotidianamente.
In tutta onestà cosa risponderebbe ognuno di noi alla domanda “si era più sicuri 15 anni fa o oggi”? Leggo la risposta nella facciata del condominio di fronte, imbastita di inferriate da due pollici per ogni misero spioncino affiorante.
Peccato che quello stesso Ministero dell’Interno che oggi appronta “piani sicurezza” e azioni di contrasto all’emergenza criminalità abbia poi pubblicato nell’ultimo rapporto ufficiale (del 2007) [http://www.anolf.it/download/rapporto_criminalit%E0_minint_20_06_2007.pdf] dati in assoluta antitesi rispetto al percepire comune, con un calo sensibile e progressivo della quasi totalità dei reati negli ultimi 15 anni. Se non ricordo male una delle voci più drasticamente in calo era proprio il borseggio/scippo che tu citi.
Io ho da molto tempo la sensazione che insicurezza e criminalità percepite siano sempre più scollate da statistica e realtà, offrendo spazio all’immaginifico e al demagogico, da sempre armi appuntite di certi ex “venditori di spazzole” e aspiranti populisti.
Un giorno qualcuno si prenderà la briga di misurare la variazione della “densità” di notizie di cronaca nera rispetto al palinsesto di un tg nazionale nel corso degli ultimi decenni: credo che da li avremmo molte più indicazioni sulla genesi della nosra insicurezza rispetto a qualsiasi compendio sociologico.
Commento di R.Slavazza — Luglio 12, 2009 @ 11:45 pm |
veramente, secondo i dati ISTAT, sono sì calati gli omicidi, ma il numero totale di delitti è aumentato. E ahimè, i reati commessi dagli immigrati sono il 36, 5% (mi pare nettamente superiore al loro numero, che si aggira intorno all’8-9 %). E sulla frase “non riesco ancora a considerare la selezione all’ingresso e l’espulsione coatta (se non di criminali accertati) un parametro primario nella definizione di civiltà”, consiglio al buon Valter di controllare la politica sull’immigrazione di paesi come Spagna (non era il modello paradisiaco della nuova Sinistra?) e Canada (che non mi pare celebre per il razzismo dei suoi cittadini).
Commento di Francesco — Luglio 13, 2009 @ 8:19 pm |
Il buon Valter controllerà, ma non è mai stato un fan di Zapatero. Anzi.
Commento di vbinaghi — Luglio 13, 2009 @ 8:37 pm |
Il numero totale rischia di essere piuttosto vago e indeterminato anche perchè spesso difficile da confrontare con il passato (possono esserci nuove voci di reato prima inesistenti o viceversa oppure, come nel caso delle violenze sessuali, può subentrare una maggior propensione alla denuncia… ) Bisognerebbe analizzarli nel dettaglio e si avrebbero grosse sorprese: per esempio rispetto a 10-15 anni fa, alla faccia dei miei blindatissimi vicini di casa, i furti in appatamanto sono drasticamente calati, idem quelli d’auto, idem gli scippi, idem gli arresti per spaccio di stupefacenti… cioè in buona sostanza la gran parte di quei reati di micro-criminalità da cui l’opinione pubblica si sente assediata.
Tutto ciò prima di qualsiasi discorso sulla nazionalità dei criminali; se poi si analizzasse anche i tassi di criminalità degli stranieri REGOLARI si avrebbero risultati del tutto analoghi a quelli degli autoctoni italiani.
Che la soluzione sia più vicina ad una paziente opera di integrazione che a velleitarie azioni muscolari?
Commento di R.Slavazza — Luglio 14, 2009 @ 12:14 am |