Doctor Blue and Sister Robinia

Luglio 12, 2009

INDIZI DI CONOSCENZA(30) SAPORI E VALORI di Valter Binaghi

Archiviato in: Pensiero — vbinaghi @ 8:05 pm
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natura morta

Sicurezza o ospitalità? Generosità o prudenza?
Valori vitali o estetici, produttivi o cavallereschi?
Quando sento che “non ci sono più valori” e che bisognerebbe in qualche modo ristabilirli mi vien da ridere: come se i valori fossero qualcosa che si costruisce con impegno, trasmissibili con l’evidenza persuasiva di un teorema.
Innanzitutto i valori non si possono costruire ma solo riconoscere, perchè sono oggetto di una percezione del tutto spontanea e certamente non trasmissibile per via intellettuale: come ha insegnato Max Scheler(1), l’intuizione del valore è più vicina alla sfera del sentimento che a quella della dimostrazione razionale. Nessuno potrà mai dimostrare razionalmente all’usuraio che la misericordia è più importante del profitto, o ad Achille che la tranquilla esistenza familiare e la gioia di una prole valga più di una breve vita avventurosa, coronata da fama imperitura.
In secondo luogo i valori sono diversi, tanti quanti i livelli di esperienza umana, e proprio perchè diversi e incommensurabili si pone ogni volta il problema di una scelta che implica una gerarchia, almeno momentanea. Non ci si chiede cosa vale, ma cosa vale di più, ed è precisamente questo che fonda la libertà del volere. Kant credette di poter definire la moralità in base all’incondizionatezza del volere (sono libero quando scelgo per puro dovere, senza che a motivare la mia scelta sia un qualche tipo di appetito o inclinazione), ponendo quindi come unico valore la libertà intesa come autonomia. Ma proprio Scheler ha dimostrato a mio avviso una volta per tutte che possiamo rinunciare a un valore solo per affermarne un altro, e l’etica kantiana non è affatto autonoma come il filosofo di Konigsberg pretendeva, ma si fonda sulla preminenza gerarchica di un tipo di valore, il valore ascetico come viene interpretato da un certo protestantesimo.
A metterci sulla strada per comprendere la pluralità e l’irriducibilità dei valori può essere invece proprio un altro dei sensi negletti, troppo spesso confinati alla materialità e incompresi nella loro capacità di declinare metaforicamente l’intelligenza del reale.
Parlo del gusto. Qui sotto cito una classificazione tradizionale dei sapori collegati ai Cinque elementi dell’antica cosmologia cinese. Tanto per aprire il campo d’indagine: come i sapori, i valori sono diversi, conoscibili solo per esperienza, irriducibili l’uno all’altro e tutti ugualmente necessari (anche se non tutti allo stesso modo per ogni occasione). In un prossimo post, vedrò di stabilire una connnessione analogica tra sapori e valori.
Infine, porrò il problema di una gerarchia.

Quando la teoria yin-yang è applicata al reale, cioè inserita nello spazio e nel tempo, essa dà origine alla teoria dei Cinque Movimenti: Acqua, Legno, Fuoco, Terra e Metallo. I Cinque Movimenti sono semplicemente delle fasi della trasformazione yin-yang: l’Acqua rappresenta infatti il massimo yin ed il Fuoco il massimo yang; il Legno ed il Metallo rappresentano rispettivamente il passaggio dallo yin allo yang e dallo yang allo yin. La Terra, da ultimo, rappresenta il Movimento centrale che stabilizza gli altri quattro. Ogni fenomeno ed ogni aspetto del reale trovano una loro corrispondenza in questa teoria e ciò accade anche per i sapori. In questa maniera ad ogni Movimento è assegnato un sapore corrispondente: il salato all’Acqua, l’acido al Legno, l’amaro al Fuoco, il piccante al Metallo ed il dolce alla Terra.
(Dal sito del Dr. Lucio Sotte, medico chirurgo esperto in Agopuntura e Medicina Cinese)

NOTE

1) Si veda la sua opera fondamentale: Il formalismo nell’etica e l’etica materiale del valore, che non solo contiene una critica puntuale all’etica kantiana, ma getta le basi per la fondazione di un’etica basata sull’intuizione originaria dei valori molteplici e pone il problema di una gerarchia psicologica e culturale dei medesimi.

2 Commenti »

  1. interessante abbinamento, quello dei sapori e dei valori…
    anche se non ritengo i sapori “necessari”…utili forse…
    riscoprire i valori è un pò come risvegliare una consapevolezza primordiale
    dentro l’essere, la percezione, bellissima parola.
    curiosa e divertente la sezione dove ad ogni movimento è collegato un sapore…con quale criterio?
    e perchè acqua = salato e non dolce?
    :-))

    Ciao Valter!

    Commento di Carla — Luglio 13, 2009 @ 5:11 pm | Replica

  2. La cosmologia cinese è molto complessa, e i Cinque elementi non sono proprio i nostri quattro più uno. La cosa interessante per me è la pluralità dei sapori e il loro simbolismo morale, come mostro nel post che segue

    Commento di vbinaghi — Luglio 13, 2009 @ 5:54 pm | Replica


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