
Ce l’abbiamo fatta, siamo un paese più tecnico e più civile. Anche in Italia da oggi avremo la Ru486, cioè la pillola abortiva. Un’alternativa a prolungati dilemmi di coscienza della donna e del medico chiamato ad effettuare l’intervento. Non è meno dannosa per la donna, non è meno cruenta per l’embrione, ma è più pulita per quella caricatura dell’etica che sta diventando la nostra coscienza civile, dove il fatto e la responsabilità contano meno della pubblicità. Da una civiltà di colpa stiamo tornando a essere una civiltà di vergogna, dove l’importante non è essere pietosi o spietati, ma poterlo fare in privato. Quiete, sicure e protette dalle malelingue, le nostre ragazze potranno continuare ad assaggiare la vita senza patemi, come Alice nel paese delle meraviglie. Pillola prima o pillola dopo? Massimizzare o minimizzare?
Sarà un caso che la grancassa progressista che oggi saluta l’evento è stata preceduta ieri dall’incresciosa notizia che una madre poco più che ventenne ha ucciso la sua piccola “perchè piangeva sempre”?
Ma si, basta coi piagnistei degli infanti, con i tentativi di dissuasione di parenti e magari partners, con le obiezioni di coscienza dei medici. Facciamo tutto nell’intimità, tra il soggiorno e la cucina, con una ricetta non troppo diversa da quella di un purgante.
Opporsi al progresso è impossibile, argomentare contro è sconsigliabile, dato che dialetticamente fornisce legittimità all’ordine del discorso, cioè al potere (a proposito, il potere è l’anonima “necessità” cui Destre e Sinistre concordano, mostrando la loro realtà puramente spettacolare). Meglio passare alla macchia, come suggerisce Junger nel “Trattato del ribelle”, scritto più di cinquant’anni fa e forse solo oggi veramente comprensibile come profezia.
“La crudeltà è connaturata al pensiero razionale, nei cui progetti si insinua poco a poco”
(E. Junger, Trattato del Ribelle, Adelphi)
Ora non ne ho il tempo, ma se interessasse potrei recupararne i dati e fondare maggiormente quanto verrò affermando.
La pillola Ru486 nasce da una costola delle ricerche di Pincus sulla pillola cosiddetta anticoncezionale, invero in molti casi è abortiva anch’essa. Fu infatti un ricercatore del gruppo presieduto da Pincus a lavorare sugli “effetti indesiderati” anti annidatori della nota pillola contraccettiva. Non sto ora a spendermi sul profondo nesso logico e morale tra le due azioni e intenzioni a monte delle due pillole, basti considerare la loro strettissima e tutt’altro che casuale parentela “tecnica”.
Un altro colpo messo a segno dagli architetti della cultura di morte.
Commento di Giampaolo — luglio 31, 2009 @ 6:58 pm |
In tal caso potremmo proporre la castrazione (orchiectomia). Intervento da eseguire in pubblico!
Commento di LEILA — agosto 1, 2009 @ 2:00 pm |
Con la RU 486 si ripropone la problematicità della libertà sessuale esercitata all’infuori della responsabilità che essa inevitabilmente dovrebbe comportare. Non mi piace questa ennesima e anestetica scappatoia tecnica, che non è, esattamente come tutte l’altre, solo un gradino dell’ inevitabile ( e già percepirlo come inevitabile è una grande menzogna)progresso scientifico ma un’ altra innovazione che ci colonizzerà investendo tutta la sfera dei valori umani. Richiamando una volta di più Pasolini, che proponeva una maggiore attenzione al coito senza amore che chiamiamo sesso, e che si chiedeva se questa libertà sessuale ci avviasse ancora più alla miseria del consumo in veste sessuale dei corpi, e quindi ad un umanità senza più accessi all’apertura, all’amore sacralizzato ed eterno degli amanti. Se l’aborto chirurgico non esiliava la meditazione circa il corpo femminile fatto di sangue e di spirito -di vita mortale e immortale nella potenza generatrice- a cui comunque almeno le donne erano costrette, oggi la facilità indolore di una pillola che sana tutte le conseguenze della superficialità con cui ci si accosta ad un atto che è innanzitutto d’amore, temo impedirà ulteriormente l’ascolto del corpo e del suo misterioso donarsi, che viene invertito nell’ essere immediatamente a disposizione.
Commento di da — agosto 1, 2009 @ 3:01 pm |
Innanzitutto ciao Valter.
Prima di fare qualche piccola considerazione, vorrei raccontare qualche fatto personale.
- Erano i primi anni ’70, io non avevo ancor compiuto 18 anni ma l’Ornella (la mia ragazza sbarcata a Milano in fuga dalla “contea” di Bormio) si. Facevamo tanto l’amore e non era facile destreggiarsi con la pillola, che fino alla maggiore età non potevi procurarti da sola e le altre cose che si usano. Fatto sta che la misi incinta. Non avevo ancora un lavoro fisso, lei faceva la babysitter, una casa non l’avevamo trovata (l’avremmo “occupata” da lì a poco). Seduti al tavolino vicino alla stufa dell’unica latteria che ancora resisteva nel mio quartiere, Ci siamo guardati negli occhi, vuoto, paura e l’un che chiede all’altro chi è il più forte e nessuno lo era. Non ce l’abbiamo fatta, non ce la potevamo fare. Il treno delle donne per Nizza organizzato dai radicali partiva alle 6 del mattino, ragazze dai 16 anni, donne borghesi mature, tutte in frettolosa colonna per montare su quel treno, occhiali da sole pure di inverno alle 6 del mattino, i ragazzi, gli uomini, qualche papà, sul marciapiede ansiosi, svaniti, come me. Il treno torna alle 21,50 di sera. – Come stai Ornella? Come ti senti? Hai sentito male? Risponde brevemente, no male no. E’ qualcosa che non riesco a spiegare. –
…. “quel ragazzo” [non so perché ma l'ho sempre visto come un undicenne sempre uguale, allora come adesso] mi viene a trovare in sogno, di tanto in tanto. Mi guarda, non mi giudica ed io mi sento in colpa ma soprattutto triste. Qualche mattino, al risveglio, ho pianto. All’Ornella questo non è mai successo ed io pensavo che forse, in fondo, le donne son più sincere.
Nei primi anni ’50 mia madre, fra me e mia sorella, ha fatto 5 aborti. Era il primo boom economico ed il paradiso dei cucchiai d’oro, per chi poteva. Non ha mai avuto un ripensamento; lei e con fatica voleva solo 2 figli, mio padre [d'origine pugliese] ne voleva almeno 5. Tanto non se ne sarebbe mai occupato.
La pillola non c’è! La pillola è vietata! Poi la pillola c’è! E l’aborto pure.
Ma a metà degli anni ’70, mi ricordo, nella casa occupata dove abitavo vivevo con tante famiglie di ultima immigrazione. Come si diceva, sottoproletari. Le donne (praticamente deformate) avevano dai 7 ai 10 figli. No, non avevano la libertà di scelta in merito alla pillola od altri contraccettivi, ma dopo essersi informati, magari da me e l’Ornella, imparavano subito la strada da fare e spesso ce le vedevi ritornare a distanza di solo 2 mesi. Qualcuna (tipicamente le mogli dei camionisti) addirittura finiva a Londra per abortire dopo la quarta settimana. Questa era la loro libertà, imbrogliando se la prendevano.
- anni 2009. Conoscete qualche neo-catecumenale?
Ho ereditato dei lontani parenti abruzzesi. In particolare, S. ed S. sono una coppia sui 38 anni, di questa fede, con cinque figli (erano 6 ma uno è morto in culla). Lei nel frattempo aveva avuto 2 aborti spontanei. Il medico l’ha messa in guardia, ovvero rischia di rimetterci la pelle, ma il marito non ne vuol sapere. Figli a Dio.
- Pasolini. Amo molto Pasolini e l’ho sempre ritenuto capace di un’umana e lucida visione rispetto i tempi che sarebbero arrivati. Ma pensiamo che aver coscienza di qualcosa, parliamo dell’amore e del sesso, significhi averne padronanza? Pensiamo veramente che lui fosse in grado di aver padronanza, con la sua coscienza, sulla realtà e le sue stesse contraddizioni? Non potremmo asserire questo ricordando PierPaolo in giulietta nelle “battute” in stazione che lui stesso, onestamente, dichiarava….
- Io ho 2 figli. Mia figlia è liceale, una ragazza serena, la scuola va bene, ha gestito con sicurezza finora il suo livello di libertà. Mia figlia si è innamorata da poco di un liceale più grande di 3 anni. Le ho parlato molto e schiettamente, cercando di renderle il più evidente possibile la differenza di esigenze, sessualmente parlando, fra lei e lui. Ha un’informazione di tipo educativo sessuale che dovrebbe essere sicura.
I dialoghi, gli esempi, le discussioni sui valori, l’amore, l’amicizia, il lavoro, il futuro, la vita, Dio, il materialismo, l’avventura, la politica sono, come si dice, all’ordine del giorno:
Lei appare sicura. Ma se…? Ma se invece così non fosse, se restasse incinta? Se di colpo quel che sembra ora il suo carattere si sgretolasse? O si dimostrasse per quello che non era?
Cercando una possibile conclusione fra le strampalate cose che ti ho esposto, il cui solo merito è quello di partire da esperienze personali e non da “concetti” o storie generali, si potrebbe leggere propendendo per una scelta o piuttosto per l’altra. Perché è questa la vita.
Ciao a tutti.
Commento di aiace — agosto 1, 2009 @ 8:27 pm |
@Da
La libertà sessuale non so esattamente cosa sia. Conosco la libertà delle persone, e la difendo, di manifestare i propri sentimenti, ma con la responsabilità delle conseguenze. Per esempio una gravidanza. Oppure ferire un altro, se ci provi con la donna che lui ama. Non ammetto che si incentivi l’illusione di poter fare una cosa senza affrontare da adulti la conseguenza. E per me l’adulto è uno che promuove la vita umana, non la offende gratuitamente, soprattutto non la sopprime, magari mentre raccoglie fondi per evitare l’estinzione del Varano di Komodo o del Panda cinese.
@Aiace
Potrei raccontarti altrettante miserie, rassegnazioni e pentimenti. L’età che abbiamo non può non averci messo di fronte al dolore e alla disperazione, e anche se non fossero stati i nostri, cambia poco. Proprio perchè non ragiono per “concetti generali” sul corpo e il cuore degli altri, difendo la non punibilità dell’aborto, come la 194 sancisce, e diffido chi si dice cristiano dal giudicare quello che solo Dio può vedere in piena luce. Ma in termini di regole civili, e tornando alla 194, proprio questa legge che depenalizza e non legalizza s’incarica di prevenire ed evitare l’aborto, mentre la pillola abortiva va in senso esattamente opposto, quello di una de-responsabilizzazione e di una legalizzazione strisciante. E’ la pura e semplice ratifica dell’impulso a sbarazzarsi dell’incomodo, la rinuncia delle istituzioni a un minimo di pedagogia della responsabilità e della difesa di chi non ha voce.
Eppure nessuno mi vedrà in un corteo pro o contro. Non perchè non faccio la fatica di scendere in strada. Ma perchè se siamo arrivati a questo, è proprio perchè non è più la politica a governare, ma la semplice possibilità tecnica che autorizza l’esecuzione: si avverano le peggiori profezie di gente come Heidegger, e probabilmente, come diceva lui, solo un Dio (o una catastrofe) ci può salvare.
L’unica resistenza è qualcosa di simile al non-voto, all’astensione: unire il proprio silenzio a quello pesantissimo dei non-nati.
Commento di vbinaghi — agosto 1, 2009 @ 9:18 pm |
Innanzi tutto la Legge 194 sull’interruzione di gravidanza è del ’78, quindi potrei dire che è da un po’ che cerchiamo di essere civili. Qui, non è un dibattito pro o contro Ru486, perché questa pillola è solo un METODO che può essere scelto nel malaugurato caso in cui una DONNA debba far ricorso all’aborto. O forse contrastarla è solo una nostalgia medica da intervento chirurgico, come per i cesarei, che aumentano a dismisura, dato che un’operazione fa guadagnare di più? In quanto ad essere un metodo meno cruento e più pulito, come lo descrivi tu, credo proprio che ti sbagli, dato che questa volta non è nel sonno dell’anestesia che si risolve il tutto, ma con l’esperienza diretta, dove il sangue e i dolori non sono evitati (mi auguro attenuati con analgesici). La nostra coscienza civile sta nel fatto che è dannoso far finta di nulla: l’aborto è sempre esistito… e scusate se a volte si possono pensare metodi che vengono “incontro” a tale problema femminile; se l’aborto non viene eseguito di nascosto, ma eseguito e seguito in ospedale. Importante ricordare che le nostre ragazze non si avvicinano a tale pratica per superficialità, che oltre all’ingenuità del momento può esserci dietro una scelta difficile, cause gravi e problemi complessi all’inverosimile. La vita non sempre corrisponde a quel “mulino” della pubblicità cui tutti sembrano voler far riferimento quando conviene. Non è il giudizio che una donna sente riguardo a questa scelta, ma la difficoltà di trovare la soluzione praticabile. Di notizie incresciose usate ad arte dai media per dei motivi precisi ne sono pieni i telegiornali e altro. Ma dovremmo anche pensare al dolore, alla paura insita in tale decisione e purtroppo pensare che non sempre si è fortunati e che qualcuno lo è meno di noi. Gli infanti piangono anche quando una legge “razziale” toglie i propri figli alla madre, quando bimbi muoiono di fame o sono ridotti in schiavitù per bisogni sessuali o costretti a lavorare, ad opera di uomini che guarda caso son sempre coloro che vanno in giro ad ingravidare quelle “frivole fanciulle”… Che la purga la prendano gli ottusi, per far posto ad un po’ di ragione, almeno a livello viscerale… anche perché a noi fanno il clistere prima di partorire, anche se già in travaglio… ti lascio immaginare l’impercettibile fastidio…
Stamane ero furibonda. Ora ho provato ad argomentare, ma, nonostante ciò, non riesco ad allontanarmi dalla rabbia e dallo sconforto che pensieri così pregiudizievoli e contro le donne possano ancora essere espressi…
Commento di LEILA — agosto 1, 2009 @ 11:48 pm |
Pregiudizievoli CONTRO le donne?
Mi sa che gli unici pensieri che vanno bene a te sono quelli di consenso indiscriminato. So benissimo che quando una donna decide di abortire lo fa comunque, ma ti è mai venuto in mente che, se si considera davvero l’aborto un dramma da evitare più che da incentivare, si dovrebbe tenere un atteggiamento culturale coerente?
E poi mi sono rotto i coglioni di questo uteropensiero a senso unico. Mia sorella ha aspettato cinque anni per adottare un bambino (ucraino). A voi che propugnate il dramma ineluttabile viene mai in mente che incentivare le donne a portare a termine una gravidanza indesiderata aiuterebbe le adozioni ed eviterebbe i sensi di colpa di chi, piaccia o no, dice Mors tua vita mea?
No eh? L’unica libertà che si concepisce qui è sempre quella di decidere da soli, senza vincoli nè religiosi, nè comunitari, nè familiari. L’apogeo dell’egotismo piccolo borghese.
Commento di vbinaghi — agosto 2, 2009 @ 12:04 am |
a Leila
per come leggo gli interventi precedenti, ognuno a suo modo solleva problemi ed è ben lontano dalla possibilità del giudizio. L’aborto è un problema della coppia che ha fatto l’amore, anche se molte volte le donne vengono meschinamente abbandonate. Il mio dolore è che si fa l’amore come ci si lava i denti, per l’ igiene, per il plauso sociale ecc in questo senso il metodo non è mai solo un modo, è gia l’annuncio di come si intende il fine. non ho certo alcun godimento a che le donne (proprio le donne poi) soffrano, ma, come racconta Aiace, certa attenzione personale (e parlo ancor più per i maschi) sembra acuirsi proprio nelle situazione dolorosa. Per questo temo molto le libertà obbligatorie – e che non impegnano.
Commento di da — agosto 2, 2009 @ 12:25 am |
Io apprezzo molto la tua risposta Valter!
E sono al tuo fianco nell’invisibile corteo dei non-pro, non-contro. E probabilmente qualcuno dirà che non è cavalleresco non schierarsi e pure colpevole.
Va bene, ci incontreremo lì nel non ideologico, se lor signori ci saranno.
Ciao
Commento di aiace — agosto 2, 2009 @ 12:49 am |
ciao Aiace!
Brevemente su Pasolini: il suo di Eros non era, come sai, quel modello che poi contestava dalle pagine del Corriere, un modello che vedeva imposto del neo capitalismo. Nelle sue scorribande in borgata, dov’era molto rispettato (testimonianze che ho raccolto dal vivo) perchè conosceva il codice di comportamento richiesto, Pasolini, come racconta in Petrolio, non cercava l’appagamento di un qualche prurito. Cercava in quei corpi una specie di grazia, una grazia che attraverso i secoli ha pervaso i corpi dei popolani e di cui lui voleva testimoniare in presenza l’ultima luce, nel tramonto di quell’epoca. Nella sua battaglia in nome dei valori umanisti tutto questo ci stava, vissuto con l’amaro calice della colpa e della contraddizione.
Commento di da — agosto 2, 2009 @ 12:54 am |
Ciao Da,
Non so.
Vedi, io conosco le pagine d’amore che PierPaolo dedicava a Ninetto. Pagine d’amore. Eppure ciò non lo frenava, l’essere comunque corrisposto non lo frenava. Un animo combattente pure nella sua omosessualità. Si butta alle ortiche un amore (e la vita!) per la ricerca di un concetto? Si, si può fare ma allora giochi anche con la morte. Questa storia è più complessa.
Riciao!
Commento di aiace — agosto 2, 2009 @ 1:34 am |
Questo mondo, il mondo delle mille possibilità, di questa presunta libertà che ci viene offerta su un piatto d’argento. Tutto è possibile, Scegli! E’ un abisso pieno di angoscia. Tutto così “pieno” , che diventa vuoto, solitudine, smarrimento. Senza un palo, un punto fermo dove poter ancorare un filo. Naufragare liberi e soli.
Commento di giuliana — agosto 3, 2009 @ 11:02 am |
Ciao Giuliana. Nemmeno io riesco più ad aggrapparmi a certezze “istituzionali”.
Eppure basta fare silenzio (soprattutto dai cicalecci di un’io che non ne ha mai abbastanza di affermare il proprio diritto ad opportunità, emozioni e facili consensi) per ritrovare una voce che sale dal profondo (Dio o natura, come preferite), che afferma l’Essere nel modo più puro, quello che non ha bisogno di sopprimere l’Altro per liberare il Proprio significato.
Commento di vbinaghi — agosto 3, 2009 @ 12:46 pm |
presto volontariato presso il Centro di Aiuto alla Vita “Daniela Gulden” di Legnano. Combatto la buona battaglia per la vita di tanti figli e, perchè no, di tante madri, che ogni settimana si recano all’ospedale cittadino per chiedere l’interruzione di gravidanza. Non mi dilungo, ma esprimo solo un grazie a te, Valter. Il resto, se capita, possiamo dircelo a scuola
Commento di antonella — agosto 7, 2009 @ 5:33 pm |
E’ tornata la stagione totalitaria.
Commento di aufhebung — ottobre 1, 2009 @ 7:21 pm |