“Lei è una missionaria, crede che il mondo si possa cambiare”. La frase, arrogante quanto rivelatrice, viene pronunciata nel corso della trasmissione L’Infedele: l’autore che la urla è Cesare Lanza, la presunta missionaria è Lorella Zanardo, fino a quel momento manager e da allora nota come l’ideatrice de Il corpo delle donne, uno dei documentari più visti, dibattuti e importanti della rete. Il video (realizzato con Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi), parte da un progetto in apparenza molto semplice: mettere in fila, tutte insieme, le immagini del corpo femminile così come vengono proposte dalla televisione italiana, con ogni pretesto e in tutte le fasce orarie, incluse quelle in cui sono presenti i bambini. Il documentario è diventato un culto: milioni di donne, via Internet, si sono indignate davanti al sedere marchiato della ragazza issata fra i prosciutti col pretesto di un provino, e alla risata sguaiata di Pino Insegno che appare, a commento, nell’angolo in basso.
“E’ quello che la gente vuole”, si giustificano autori, produttori, dirigenti davanti alle donne spogliate, zittite e umiliate in decine di programmi di intrattenimento. Per spiegare che non è così, Lorella Zanardo ha scritto un libro che esce con Feltrinelli e che ha lo stesso titolo del video, Il corpo delle donne (pagg. 204, euro 13,00), e che si rivela coraggioso e, per paradosso, intimo esattamente come il documentario. Perché a fianco della denuncia ci sono le reazioni dell’autrice, e le emozioni stupite e sofferte che hanno accompagnato la realizzazione del progetto. I fatti, insomma, accanto alle sottostimate “impressioni”: che però rendono i primi ancora più incisivi.
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