Biancaneve è stata sette anni in una bara. Però lei dormiva, non se n’è neanche accorta. E poi la bara era di cristallo, se apriva gli occhi vedeva tutto. La mia non è una bara, è una stanza. Ma buia, con i muri sporchi e ragni grossi come rospi. E io non sono Biancaneve non ce la faccio a dormire. Se capita faccio brutti sogni. I miei sogni fanno paura. Chissà se Biancaneve ce li aveva dei sogni così. Secondo me no, altrimenti si svegliava.
Aprite la mente, chiudete in un cassetto la razionalità, la logica le prese di posizione e buttate la chiave. Uscite dagli schemi, lasciate che un infinità di sfumature di grigio prendano il posto del bianco e nero. Tutto questo prima di iniziare a leggere questo libro. Roberta Borsani nel suo primo romanzo, coraggiosamente oserei dire, con uno stile narrativo pulito chiaro e coinvolgente ci porta in una storia “diversa” e ci fa conoscere Manuela, la sensitiva, che mette il suo dono a disposizione delle forze dell’ordine quando nonostante le ricerche, le indagini, l’intervento della scientifica, in nessun modo si è arrivati a trovare una persona scomparsa, nei casi di rapimento, o un corpo, nei casi di occultamento di cadavere, una sorta di ultima spiaggia, un gommone di salvataggio a cui restano aggrappate le speranze di chi fino all’ultimo crede nei miracoli.
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bellooooo il libro!! concordo pienamente…da parte la logica! viva l’irrazionalità. mi sono molto immedesimata nella protagonista io eheh
cmq devo dire che il romanzo mi ha appassionata da subito! magari lo rileggerò
ciao!
Commento di elisa — giugno 16, 2010 @ 3:32 pm |