Saviano aveva insinuato il dubbio che tra gli interlocutori politici che la mafia cerca al nord ci sia anche la Lega. Indignato il leghista Maroni ha preteso di essere ospitato a sua volta in tv per leggere una lista delle sue benemerenze. Presto fatto: la “tv dei buoni” ha accettato la presenza e l’esibizione di Maroni (uno che siede in parlamento a fianco di inquisiti e condannati per mafia come Cosentino e Dell’Utri), confermando la fama di Fazio: il conduttore più servizievole dell’universo (coi poteri reali).
Ma di fronte alle richieste delle associazioni “Pro vita”, che vorrebbero una presenza nell’ultima puntata dello show per portare (dopo Englaro e Welby) anche la testimonianza di persone affette da gravi disabilità che accettano di vivere con le loro famiglie, Fazio ha espresso un deciso diniego.
Che ne direbbe il partito di “Repubblica” (cioè il vero committente del programma)?
«Per me resta inaccettabile l’ipotesi di una replica per le associazioni pro-vita a “Vieni via con me”. Significherebbe ammettere che la trasmissione è stata pro-morte».
Tu l’hai detto, coniglio mannaro.
novembre 27, 2010
IL CONIGLIO MANNARO: FORTE COI DEBOLI, DEBOLE COI FORTI
33 commenti »
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attenzione a non confondere servizievole con diplomatico.
coniglio mannaro può essere la giusta via di mezzo tra lupo e coniglio: l’uomo!;-))
in fondo, questa trasmissione la gestisce lui in primis, mi sembra giusto che possa prendere certe iniziative…
la massa si rivolgerà ad altre “servizievoli” trasmissioni.
Commento di Carla — novembre 27, 2010 @ 1:35 pm |
Fosse stato io al posto di Fazio, non avrei invitato neanche Maroni.
Commento di Paolo1984 — novembre 27, 2010 @ 2:15 pm |
“Fossi” volevo dire.
Commento di Paolo1984 — novembre 27, 2010 @ 2:15 pm |
Non credo di aver capito.
Secondo questo ragionamento, se si presentassero i parenti di tutti quelli che non sono stati picchiati a morte dalla polizia o i giudici che non sono stati uccisi dalla mafia, Fazio dovrebbe dire sì?
Commento di jacopo nacci — novembre 27, 2010 @ 2:52 pm |
l’argomento di Fazio non l’ho capito, perché cioè in questo caso sia “inaccettabile”. Allora era inaccettabile anche ospitare Maroni, visto che Saviano non accusava il governo attuale, nel suo intervento, ma si limitava a denunciare le già note ramificazioni della criminalità organizzata al nord. O tutti dentro o tutti fuori, secondo me. Ora le associazioni pro-life si serviranno di questo rifiuto per farsi pubblicità, facendone contemporaneamente al programma di Fazio. Tutti vincono, dunque.
Commento di diana — novembre 27, 2010 @ 3:33 pm |
Ecco, Diana ha risposto per me.
Il punto è che se si fanno testimonianze è un conto, se si tirano spottoni è un altro.
La puntata numero tre conteneva sotto vesti di testimonianze uno spottone ben architettato pro eutanasia, coi due testimoni che si congedavano l’uno dall’altro con un “salutami Pannella”
Chi di spot ferisce ….
Commento di vbinaghi — novembre 27, 2010 @ 3:40 pm |
In realtà ha sbagliato anche santo Saviano, autore certo dei momenti più interessanti della trasmissione, ma artefice di un’imprecisione linguistica imperdonabile per uno scrittore. Dire che la ndrangheta “interloquisce” con la Lega è ben diverso da dire “cerca di interloquire” con la Lega. Se vediamo, tra l’altro, che a Desio, la città di Don Giussani, il consiglio comunale viene sciolto per infiltrazioni della ndrangheta, non dobbiamo gioire perchè Saviano aveva ragione. Ma questo è un altro discorso.
Cerchiamo invece le ultime righe dell’ articolo di Saviano su Repubblica, pubblicato il giorno dopo la dichiarazione televisiva: questa correzione c’è; lui dice “tenta di interloquire”. Come ha detto il ministro “è ben diverso” esprimersi in questo modo. Dunque lo scrittore stesso stesso ammette l’errore. L’invito per Maroni è figlio (oltre che della vigliaccheria di Fazio) anche di questa scivolata.
Commento di paolo pisacane — novembre 27, 2010 @ 4:12 pm |
io credo che fazio e saviano abbiano accettato la richiesta di maroni, perchè la reazione del ministro era la conseguenza diretta delle affermazioni di saviano, che in questo caso ricopriva il ruolo di “padrone di casa” del programma e come tale ne aveva le responsabilità che dovevano risolversi all’interno dello stesso. Gli ospiti invece che hanno solo la responsabilità personale di quanto dicono, possono dar vita ad un eventuale contradittorio, in qualsiasi altra sede.
Ritengo che queste polemiche a cui noi italiani siamo avvezzi, siano nulla in confronto all’atteggiamneto di maroni.
Un ministro dell’interno della rupubblica italiana, quindi rappresentante di tutti gli italiani, alle parole di saviano avrebbe dovuto allertare l’antimafia, mandare ispettori,indagare, proprio per scongiurare il pericolo che la mafia interloquisse con la lega e ringraziare il cittadino, chiunque esso fosse,per la collaborazione con le istituzioni, non strepitare come se gli avessero pestato i calli. Inoltre il ministro proprio perchè leghista, ancora più degli altri avrebbe oltre che il dovere, il diritto che si indagasse all’interno del suo partito o delle amministrazioni guidate dalla lega,in modo da proteggere l’integrità del suo ruolo istituzionale e del suo partito da eventuali pericoli o connivenze con la mafia.
lorella
Commento di lorella — novembre 27, 2010 @ 4:29 pm |
MI sembra che la definizione di coniglio mannaro sia piuttosto azzeccata.
Sulla richesta dei provita, ancorche legittime, non ho però condiviso del tutto la decisone di farne “battaglia”. anche su Avvenire c’erano tutti i giorni in prima pagina le richieste per dar voce ai provita. forse un po’ tutto esagerato. voler partecipare a tutti i costi alla trasimissione mi pareva quasi umiliante per i malati, a scapito della considerazione per un programma che in fondo è sempre il solito misero spettacolino.
Alla fine sono contento che fazio e compagnia abbiano rifutato e il programma resti adeguato alla miseria dei suoi ideatori. tra l’altro i malati avebbero fatto abbassare l’audience.
ciao,k.
Commento di k. — novembre 27, 2010 @ 11:17 pm |
Al berlusconismo colonizzatore e predatore del “cristianesimo politico”, chi si contrappone ha un unico collante: Pannella. Gi seus a frori!
Commento di lycopodium — novembre 28, 2010 @ 8:22 am |
Però c’è anche da considerare che nè Mina Welby nè Englaro nè il terribile Pannella vogliono obbligare chi non vuole “staccare la spina” a morire contro la sua volontà così come noi laicisti infami e senzadio non vogliamo obbligare nessuno ad abortire o a prendere la pillola del giorno dopo.
Invece credo che l’obiettivo delle cosiddette associazioni pro-vita sia proprio imporre la loro visione ideologica su temi delicatissimi e strettamente intimi e personali, anche a chi non vi si riconosce.
Insomma nessuno durante quella trasmissione ha dichiarato “Voglio l’eutanasia per tutti i malati terminali e per tutte le persone in stato vegetativo a prescindere dalla loro volontà o da quella dei familiari”.
Quello sì sarebbe stato un messaggio disgustoso e “pro-morte”.
Commento di Paolo1984 — novembre 30, 2010 @ 5:13 pm |
ecco il punto vero:
nel gran market / suk (le due zolle cultural continentali venute a collisione)
pro o contro morte è ormai una democratica e illuminata possibilità di scelta …
… se sull’hotdog ci vogliamo senape o ketchup
Commento di gunny1958 — novembre 30, 2010 @ 5:51 pm |
La libertà di scelta mi sta benissimo e comunque nè senape nè ketchup. A me l’hot dog piace senza nulla. Grazie.
Commento di Paolo1984 — novembre 30, 2010 @ 7:12 pm |
tranquillo se il tuo nick ha valenza anagrafica
io ero anche peggio …
ed è per questo che frequento il blog di valter
per ‘portare avanti’ la mia espiazione.
non si è chiamati a rispondere delle verità o falsità
che di volta in volta si dicono, per quelle una cavalleria passante c’è sempre.
sono tutte le apodittiche asseverazioni fatte in assenza di esperienza …
che ri’caghi’ dolorosamente dopo e in pubblico …
buon tutto
Commento di gunny1958 — novembre 30, 2010 @ 10:19 pm |
Io invece penso e spero che quando avrò la sua età (suppongo che il 1958 abbia valenza anagrafica) continuerò a pensarla così su questi temi.
Sì lo so “solo gli stupidi non cambiano mai idea”, ma mi auguro di avere quel tipo di stupidità almeno su certi principii.
Continui pure la sua espiazione e buon tutto anche a lei.
Commento di Paolo1984 — dicembre 1, 2010 @ 12:20 am |
Ragazzi (Gunny compreso), smettetela di fare gli integralisti in un senso o nell’altro. Non si va da nessuna parte. Ciao
Commento di aiace — novembre 30, 2010 @ 11:58 pm |
Non per far polemica (ma magari anche sì), ma quali affermazioni “integraliste” avrei fatto? Ho forse detto che bisogna staccare la spina sempre e comunque? Non mi pare.
Commento di Paolo1984 — dicembre 1, 2010 @ 12:23 am |
Forse neanche dall’altra parte si vuole “proibire” (non vedo come si potrebbe: nessuno è mai riuscito ad impedire a un aspirante suicida di tradurre in pratica il suo proposito, purchè convinto e reiterato), ma solo “persuadere”.
Comunque trasformare ogni punto di vista in un partito che obbliga a posizionarsi pro o contro è, personalmente, la cosa che m’infastidisce e che rifiuto. Su questa materia come su altre chiederei – ammessa la richiesta esplicita della persona che rifiuta di essere ulteriormente sottoposta a cure – la “non punibilità” (che è ben diversa dalla legalizzazione), e la minore pubblicità possibile.
Commento di vbinaghi — dicembre 1, 2010 @ 12:46 am |
Dici “persuadere”, Valter, ed anche questa è, in un certo senso, propaganda del “partito della vita”: il semplice fatto di dibattere su temi che possiedono una sacralità “cosmica” -non necessariamente soltanto religiosa-, ci pone nella possibilità di strumentalizzarli ed essere strumentalizzati.
Il pudore del silenzio, il rispetto per le scelte operate dai singoli nelle circostanze particolari, dolorosissime ed intime della fine dell’ esistenza, sono l’ unica opzione possibile: su questo concordo ampiamente con te.
Nella pratica, chi ha avuto, come me, in qualità di congiunta di più di un malato terminale, la tragica occasione di vedere e vivere momenti cruciali ed indicibili di sofferenza, ogni teoria appare supponente, stolta, crudele, disumana: bisogna tacere, umilmente tacere.
Commento di Morena Martini — dicembre 1, 2010 @ 3:46 pm |
Mario Monicelli si è ucciso.
Aveva deciso. Voleva morire.
Ed è morto fracellando il suo corpo sull’asfalto. Non aveva alternative se doveva farlo da solo.
Non poteva chiedere al medico di aiutarlo morire, la legge non lo permette.
E’ violenza uccidersi così.
Ed è violenza imporre ad un essere umano di morire così.
lorella
Commento di lorella — dicembre 1, 2010 @ 2:18 am |
Prova a pensare a un medico obbligato da una legge a “terminare” un malato che (lui o i parenti) non se la sente di farlo da sè.
Ti parrebbe libertà?
Secondo me basta analizzare il tuo commento, Lorella, per accorgersi di quali aberrazioni porta con sè la tracimazione dell’etica nel diritto.
Commento di vbinaghi — dicembre 1, 2010 @ 1:17 pm |
ma perché, non sarebbe prevista un’obiezione di coscienza? esiste per l’interruzione di gravidanza… In Svizzera mi sembra che esista una legislazione interessante. Devo andare a vedere se ho conservato il riferimento a un articolo letto tempo fa.
Commento di diana — dicembre 1, 2010 @ 11:01 pm |
In Svizzera è previsto il suicidio assistito. Viene praticato al di fuori delle istituzioni mediche statali dall’associazione Dignitas, che accetta le richieste indipendentemente dalla nazionalità del richiedente. In Italia le informazioni sull’attività svolta dall’associazione Dignitas sono fornite dall’associazione Exit Italia.(da wikipedia)
ma ora vado a ricercare l’articolo.
Commento di diana — dicembre 1, 2010 @ 11:04 pm
p.s. Non sto promuovendo l’associazione Dignitas, di cui ho letto diverse cose in rete, alcune francamente raccapriccianti. (L’ultima, il ritrovamento di urne galleggianti, ‘smaltite’ nel lago… O la morte per soffocamento da elio) Volevo solo dire che nessuno dev’essere costretto a fare niente, come scrive anche lorella. E possono esistere strutture ‘non pubbliche’ che agiscono in modo legale e secondo procedure concordate e regolamentate per legge, su mandato del singolo individuo. Personalmente, non essendo credente, credo che la mia vita mi appartenga, con tutte le decisioni che la riguarano senza coinvolgere terzi (l’aborto, quindi, non rientra in questa categoria).
Commento di diana — dicembre 2, 2010 @ 9:57 am
Una buona (per quanto complessa) lettura sull’argomento: http://www.openstarts.units.it/dspace/bitstream/10077/3826/1/Tigor_3_mingardo.pdf
Commento di lycopodium — dicembre 1, 2010 @ 5:59 pm |
io so sincero invece di tacere mi verrebbe da sparare bischerate disonorevoli, tipo fare una battaglia per l’istituzione del Telefono Nero, il servizio laico gratuito che offre a chiunque chiami una morte rapida e dignitosa; sulle note di vieni via con me, cibumcibumbù un bacetto all’immagine di fazio&saviano e tra le mani un ultima copia di Repubblica.
comunque il link di lycopodiu non si apre
Commento di k. — dicembre 1, 2010 @ 8:28 pm |
Si che si apre. E’ un pdf, salvalo sul computer.
Commento di vbinaghi — dicembre 1, 2010 @ 8:33 pm |
la tracimazione dell’etica nel diritto è necessaria quando, in alcuni casi, il diritto è talmente potente da trasformarsi in dovere e Vivere per dovere credo sia terribile.
Vedrei come un gesto di amore e di compassione aiutare a concludere o terminare,
come dice lei, il percorso della vita.
Lo stesso amore e gli stessi principi che alla nascita hanno permesso di avvalersi dell’aiuto medico
ritenuto lecito per garantire benessere il psico-fisico possono essere applicati alla morte che è parte di questo percorso.
I medici potrebbero avvalersi dell’obiezione di coscienza se ricevendo la disperata e disgraziata richiesta di aiuto di un povero moribondo non si sentissero in grado di accoglierla. Nessuno deve essere obbligato a compiere alcunche.
Commento di lorella — dicembre 2, 2010 @ 12:53 am |
http://it.wikipedia.org/wiki/Femmina_accabadora
Commento di kulma — dicembre 2, 2010 @ 10:33 am |
ho estratto dal suo bellissimo racconto venuto per uccidere questo toccante brano:
Era un piccione gonfio e spennacchiato, ma a te pareva bello.
L’occhio stupido e grande, spalancato sull’incomprensibile dolore del mondo.
Ti diede l’emozione di un compito, o addirittura una missione.
L’avresti salvato, ne avresti fatto cosa tua e addestrato da piccione viaggiatore, per le grandi avventure che, compiuti nove anni, certamente ti attendevano.
Lo curasti, lo accudisti per giorni, imboccandolo ogni volta, e tremasti di gioia quando di nuovo lo vedesti reggersi da sè sulle zampe.
Ma era un fuoco di paglia: tornò a deperire.
Il nonno passava ogni tanto, guardava il piccione e poi te, e scuoteva la testa.
Un giorno ti disse: – Soffre inutilmente –
Ma tu non volevi darti per vinto. Come potevano le tue cure, la tua ragionevole speranza, il tuo amore, risultare inutilii? L’avresti salvato, senza dubbio.
Moltiplicasti gli sforzi, bocconi prelibati, paglia pulita ogni giorno per giaciglio.
Giorno e notte pensavi a lui, e non riuscivi più a dormire.
Ma era un delirio il tuo, e lo capisti un pomeriggio, di ritorno da scuola, vedendo l’occhio enorme contro il cielo, e la ferita brulicante di vermi.
Mentre il tuo giocattolo ti fissava con la pupilla congelata del puro orrore animale, qualcosa ti cadde dal cuore. Avevi in braccio un essere remoto e perfino ripugnante, e ignoravi tutto di quel dolore chiuso in una mente afona.
E proprio tu eri il suo carnefice, con la tua ostinazione a tenerlo in vita.
Così fosti tu stesso a ucciderlo, con il coltello da campeggio.
Quelli a tre lame, col cavatappi e tutto.
Lo sgozzasti d’un colpo, come avevi visto fare dai pirati del cinema.
E fu un sollievo sapere che eri solo una vita, una vita tra le molte miriadi, forme estese o larvali di coscienza, ciascuna delle quali ha un conto aperto con Dio.
Un conto pesante a volte. Ma non eri tu quel Dio.
Potevi lasciarlo andare, il tuo piccione, dov’era giusto che andasse.
E il mondo intero anche, potevi lasciare andare, come le nubi che porteranno acqua altrove anche se non si fermano a bagnare il tuo campo.
Avevi il cuore a pezzi e piangevi senza rumore, ma proprio lì, nel giardino, uccidesti il tuo piccione. Lo facesti perchè non c’era nient’altro che tu potessi fare. E con quel taglio recidesti per sempre il filo della tua infanzia.
Commento di lorella — dicembre 2, 2010 @ 10:42 am |
molto bello. Però, “E con quel taglio recidesti per sempre il filo della tua infanzia” esprime anche un giudizio severo o per lo meno sottolinea l’enormità di quel gesto, che lascia un segno in chi resta – per sempre. Mi viene in mente anche il film Marnie, di Hitchcock, quando di fronte al suo amatissimo cavallo ferito, Marnie corre a prendere una pistola e lo finisce, in lacrime.
Qui però parliamo di qualcuno che decide per un altro. Importante, il distinguo, visto che prima di parlava di libera scelta dell’individuo, per sé.
Commento di diana — dicembre 2, 2010 @ 11:25 am |
Giovanni Reale sull’ argomento
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=36070
Commento di da — dicembre 4, 2010 @ 11:34 am |
… mi trova in sintonia al 100%.
E a proposito di Socrate nel Fedone, farei un richiamo al post della Stanza del Te messo da Valter. Lì Rikyu è citato per la sua sapienza nell’arte ma Rikyu è più che altro passato alla storia per il suo gesto, il suicidio rituale per non soccombere come persona e come arte alla dispotica volontà di Toyotomi Ideyoshi. Ciao
Commento di aiace — dicembre 4, 2010 @ 10:53 pm |