Mi sono quasi rotta una caviglia. Distorsione e distaccamento di un frammento del’astragalo. Una volta mettevano il gesso, adesso ti mandano a comprare tutore e calza elastica: 122 euro. Io lavoro, posso. Penso però alle molte persone che in questo momento sono in difficoltà economiche. In tal caso come reagirebbero? Steccherebbero da soli la caviglia con dei legnetti di fortuna oppure chiederebbero un prestito alla mamma pensionata?
L’ospedale in cui mi hanno visitato è nuovo di zecca: grandi, anzi enormi corridoi in cui non è difficile perdersi. Il personale però è scarso, le camere piccolissime, e si ha ovunque l’impressione di essere stati ingoiati da un dinosauro morto da un miliardo di anni. Di muoversi a braccia fluttuando nella sua carcassa che una folata di vento impetuosa potebbe polverizzare da un momento all’altro. Monumentale precarietà, cioè business.
L’ospedale è quello di Legnano. Non quello sul sempione, storico, ma evidentemente per Formigoni e i suoi amici obsoleto. Parlo di quello di recente costruzione. Raggiungibile per ora solo in automobile. Dal paese in cui vivo, ad esempio, non ci sono mezzi e questo non è un particolare di poca importanza.
L’ospedale nuovo sembra nascere da un impeto di roboante menefreghismo per gli utenti, i malati presenti e futuri, i loro parenti e amici. Qui non ci si prende cura, qui si fa azienda. Ecco, la parola è quella dell’era “formigoniana”. Il criterio di gestione della salute dei cittadini si è fatto aziendale, e noi pecorelle l’abbiamo permesso. Fra noi, i medici (tutti fan del Robertone? Da dove viene questa cresciuta popolarità e vicinanza di cuore fra il nostro governatore e le ultime generazioni di medici ospedalieri? Bisognerebbe dare una risposta).
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si volevo intervenire cos’, un po’ per sdrammatizzare, ma mi sa che faccio peggio. comunque non è che si debba per forza tirare fuori belzebù alichino e tutti i demoni di wikipedia, solo perchè a uno gli tocca tirare fuori 100 euri di tasca, e per una propria caviglia poi.che magari gli stessi centieuri non gli sta pensiero spenderli per un meridiano di un poeta vattelapesca. rincarando la dose mi viene in mente una barzelletta di mordechai richler, quella di quell’avvocato ebreo che curava i beni delle povere vecchiette sole. quando si scoprì che era stato lui a farle trapassare dolcemente nell’aldilà facendosi prima intestare tutti beni, alla lettura della condanna ebbe la fierezza di gridare ” Bravi! prendete anche me. non vi bastavano sei milioni!”
oramai l’ho scritta e la invio, non volevo offendere ècche sono stato un discreto tennista e mi sento chiamato in causa. Auguri di pronta guarigione. c’è della poesia anche nella scelta delle ossa da rompersi, io mi ruppi un rozzo scafoide. dispiace più per l’astragalo.
ciao,k
Commento di k. — aprile 29, 2011 @ 8:02 pm |
Sei un bello spirito K, nessuno si offende per un po’ di sano umorismo.
Però mi piacerebbe sapere quanti anni hai e se ti ricordi il clima e la qualità del servizio sanitario di una ventina d’anni fa.
Commento di vbinaghi — aprile 29, 2011 @ 8:54 pm |
Fotografia culturale sconcertante. Non c’è nulla in questa sanità che abbia a che fare col cattolicesimo popolare.
Che Chernobil spirituale c’è stata?
Commento di lycopodium — aprile 30, 2011 @ 5:25 pm |
Compagnia delle Opere e amici degli amici?
Commento di vbinaghi — aprile 30, 2011 @ 5:30 pm |
Non mi sono spiegato!
La realtà raffigurata da Roberta è tutto il contrario delle idee-forza e dell’ethos del cattolicesimo popolare.
Allora, che cos’è successo che ha prodotto tutto questo descritto da Roberta?
Commento di lycopodium — maggio 1, 2011 @ 10:32 am |
Guarda che ti ho risposto. Citandoti coloro che si professano attualmente interpreti del cattolicesimo popolare mentre in realtà sono un comitato d’affari che ha messo le mani sulla sanità lombarda.
Commento di vbinaghi — maggio 1, 2011 @ 8:52 pm |
Immagino che la concisione sia inversamente proporzionale al dolore e allo sdegno.
Ad entrambi rendo omaggio.
Commento di lycopodium — maggio 2, 2011 @ 11:38 pm |
io ho quarantacinquanni e poca memoria, sufficente a ricordare che per esempio noi a scuola non si pagavano matite carta pulmino come fanno i bambini adesso. ne ho discusso anche con un mio amico che si lamentava. “guarda che è meglio così” gli faccio ” che almeno abbiamo cognizione delle spese effettive..si diminuiscono gli sprechi e gli approfitti vari”. lui non era convinto.
Della sanità,mi ricordo che mio fratello era debole di caviglie, allora dopo varie storte un medico gli consigliò anche a lui di comprare un tutore leggero da infilare dentro la scarpa. imprestato a qualcuno andò perso e allora quando ne ebbi bisogno provai davvero a ricostruirmelo da solo sagomando il compensato. funzionava ma in effetti mi dava un po’ noia alle nocche. al mio povero babbo che si stroncò l’ indice a lavorare, gli fecero un gesso che il dito gli è restato arricciolato all’insù per tutta la vita, ma erano gli anni sessanta.
non so, il fatto è che tutte le volte che mi parlate male dei ciellini, mi sento di intervenire per difenderli, o almeno per sviare, come adesso. lo dico anche per ragioni affettive, ma forse le critiche sono davvero esagerate. comuqnue ogniuno ha le sue di esagerazioni, io per dire in genere esagero nel parlar male di fazio e la littizzetto.
ciao,k.
Commento di k. — maggio 3, 2011 @ 7:45 pm |
Sanità lombarda amico, non metafisica della comunità cristiana.
Informati in giro e poi mi dici.
Commento di vbinaghi — maggio 3, 2011 @ 7:58 pm |