Doctor Blue and Sister Robinia

settembre 27, 2011

FIGLI DI UN DIO MINORE di Roberta Borsani

(Già postato su La fata centenaria)

Tempi duri. Anzi, durissimi. A scuola come altrove.

Prime settimane di scuola, stiamo cercando di capire perché diversi studenti disabili sono ancora in attesa del docente di sostegno, che sulla carta, in termini di ore di cattedra, è stato loro assegnato. Forse che qualcuno, fra quelli che bazzicano (o razzolano) nella stanza dei bottoni, conta di risparmiare sulla retribuzione dei docenti di sostegno in queste prime settimane di scuola? Possibile, e non sarebbe la prima volta. Quest’anno però è peggio: all’appello non manca soltanto il docente: manca anche l’educatore comunale, quello che per la cifra favolosa di sette euro all’ora insegnava matematica, inglese, italiano…Tuttologo per sette euro all’ora, ma per come stanno andando le cose adesso in Italia, sette euro all’ora possono sembrare troppe.
Molti Comuni ai quali è stata inoltrata la richiesta di assistenza educativa rispondono che non è di loro competenza, ma della Provincia. La Provincia però è lontana, raggiungibile solo attraverso fiumi di carte e burocrazia. Facile nascondersi e sottrarsi agli appelli quando non si ha un volto, un cuore, un nome.
Comuni e Provincia stanno duellando, lo fanno sulla pelle dei ragazzi disabili, delle loro famiglie, degli insegnanti e della scuola tutta. Per legge ( Decreto legislativo 31/03/98, n. 112, art. 139, comma 1) spetterebbe alla Provincia fornire l’assistenza educativa ai ragazzi disabili dell’Istruzione Superiore di II grado. Il Comune però ha sempre provveduto, riservandosi poi di chiedere alla Provincia il risarcimento delle spese sostenute. Ora i Comuni non hanno più denaro da anticipare e la Provincia “nicchia”, non vuole tirar fuori soldi per i suoi figli più delicati e fragili. Paga però senza battere ciglio fior di quattrini per assessori la cui competenza è ancora da indovinare (leggi da Il fatto quotidiano). Mostruosa incongruenza.

Per il ragazzo che la salute non ha assistito, la natura non ha favorito, la fortuna non ha baciato, in Italia soldi non ce ne sono. Negli uffici in cui si decide dell’assistenza ( e del destino scolastico , almeno per l’anno in corso) dei ragazzi disabili, la documentazione che attesta la natura e la rilevanza degli handicap e l’ urgenza di certe situazioni, non viene forse nemmeno sfogliata. Annoiati funzionari, insensibili alle ragioni del buon senso e del cuore, lesinano sulle ore di sostegno, neanche fossero un lusso. Un’operazione disgustosa che condanna il ragazzo disabile ad accontentarsi di 4-6 ore di sostegno settimanali: la farsa dell’integrazione, il marchio dell’inciviltà.

8 commenti »

  1. I disabili danno fastidio, costano troppo… Non si sta forse pensando di delegare la loro assistenza al volontariato? Finirà che le madri delle persone down saranno punite per aver portato avanti la gravidanza nonostante il risultato dell’amniocentesi…

    Commento di Fabio Brotto — settembre 27, 2011 @ 6:52 pm | Replica

  2. Non è il post più adatto per fare proposte.. ma mi chiedevo se per la scuola per i ragazzi e in fondo anche per la vita degli insegnanti, non sarebbe cosa buona se i docenti rimanessero al lavoro nell’istituto per 8\9 ore al giorno, e lì espletassero tutti i loro compiti, correzioni, moduli aggiornamenti etc. Alla fine le ore lavorate sarebbero più o meno le stesse, e magari ci sarebbe possibilità di coordinarsi, offrendo più servizi agli studenti, anche quelli più deboli

    ciao,k.

    Commento di k. — settembre 27, 2011 @ 7:03 pm | Replica

  3. E’ quello che succede in diversi paesi europei.
    Con stipendi doppi dei nostri, però.
    Comunque qui il problema è diverso. I disabili hanno bisogno di un supporto didattico durante le ore di scuola, oltre che di servizi come quelli di accompagnamento.
    Ore d’insegnamento e servizi su cui sono stati fatti dei tagli indiscriminati.

    Commento di vbinaghi — settembre 27, 2011 @ 7:59 pm | Replica

    • Riguardo alla crisi della scuola italiana, ne avevo sentito parlare alla radio, dove sentii denunciare l’antico accordo “perverso e scellerato” tra stato e sindacati ; meno soldi in cambio di meno lavoro.
      Il risultato in effetti sembra quello di aver distrutto quel po’ d’autorità che poteva esserci, schiacciata tra sensi di colpa e di impotenza, ne le fanno spese gli alunni e forse di più gli insegnanti.
      una riforma da fare subito ( +stipendio e + più lavoro) se tutti ssono d’accordo.

      i disabili sono un peso da sollevare

      Commento di k. — settembre 28, 2011 @ 10:08 pm | Replica

  4. Giusto quanto dice Fabio, anche aldilà del caso specifico. Qualche giorno fa, in uno scambio di commenti su un blog, mi è capitato di preconizzare la fine prossima ventura dei dilemmi bioetici. Ad esempio, la questione se l’alimentazione-idratazione con sondino naso-gastrico costituisca o meno trattamento medico, sarà risolta alla radice, quando il sondino sarà abolito perchè costa troppo…

    Commento di lycopodium — settembre 27, 2011 @ 10:05 pm | Replica

  5. … mah, io ormai ci ho fatto il callo a sentirmi dire che l’insegnate lavora 18 ore!

    Commento di aiace — settembre 28, 2011 @ 10:26 pm | Replica

    • Aiace ma te che ci laovori che dici, la proposta di restare a scuola per otto ore al giorno, e lì svolgere tutte le incombenze che attualmente vengono fatte a casa o in altro luogo, sarebbe praticabile e soprattutto utile per aiutare i ragazzi?

      Commento di k. — settembre 29, 2011 @ 7:09 pm | Replica

  6. Rispondo anch’io, visto che pure io insegno.
    Certo sarebbe utile (diversamente a seconda dei diversi ordini di scuola) e non solo per correggere compiti anzichè farlo a casa. Gli spazi scolastici possono essere usati in molti modi per migliorare e sostenere l’istruzione, e non solo dei ragazzi.
    Ma questo appare lunare in un paese dove la scuola pubblica viene sempre più destrutturata, privata di risorse, e perfino apertamente snobbata dalla classe politica.
    Mettere un ministro come la Gelmini (quella del tunnel dei neutrini), non è già un segno di disprezzo per la scuola e per la cultura?

    Commento di vbinaghi — settembre 29, 2011 @ 7:41 pm | Replica


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