Pubblicato nell’antologia “Assedi e paure nella casa occidente”, di Senzapatria Editore, oggi si può leggere integralmente anche sul blog WebSite Horror. E’ un racconto che parla di terrore della morte, sessualità, smania di successi, scrittura. Cose apparentemente diverse, che svelano un’occulta parentela.
IL RESTO DI UN EURO di Valter Binaghi
(Da: “Assedi e paure nella casa Occidente”, Senzapatria editore)
Alla cassa del bar lo scrittore riceve una moneta da venti centesimi: il resto di un euro, per un caffè che non hanno ancora il coraggio di far pagare cifra tonda.
Li lascia nel piattino delle mance. Non saprebbe che farsene, proprio come del resto dei suoi giorni. Lo sa da stamattina. Il tumore è inoperabile, gli resta un mese o poco più.
Un mese, una manciata di ore che non bastano a redimere una vita, pochi spiccioli con cui non si può comprare niente.
Dietro al banco Maria Asuncion è l’albero della vita, mentre si curva a versare una sambuca al ragioniere in pausa pranzo, e i suoi seni sbocciano dalla maglietta scollata come arance nel sole. E’ un’ecuadoriana di vent’anni, per lei sola lo scrittore che l’ammira ogni mattina ha ritrovato nella memoria un apprezzamento femminile che era comune nei suoi anni verdi, i Sessanta, quando le ragazze italiane avevano cosce tornite e sapevano ancora di stalla: sana. Com’è la sorella di Tizio? “E’ sana”, rispondeva il compagnone all’oratorio, oppure “E’ bona”, se già istruito alla cineteca nazionale dove il romanesco di Sordi dominava. Sana, bona, allegria rurale che associava il fascino muliebre a quello della giovenca. Tutto questo prima che le donne diventassero sexy, interessanti ed emancipate e l’appetito sessuale somigliasse sempre più a un vizio moribondo.
Ma c’è qualcosa di nuovo stamani, in Maria Asuncion. Cos’è quell’improvvisa floridezza nelle guance, quella luce di non sola cortesia nel sorriso, la dolcezza piena nei movimenti, non rapidi come al solito ma appena più lenti, quasi meditati e finalmente offerti in una grazia speciale, che fa di un gesto un rito?
Lo scrittore l’osserva, e a un tratto crede di aver capito. E’ incinta, pensa.
L’età e l’uso sciamanico dell’immaginazione gli hanno affinato quelli che i mistici chiamerebbero sensi spirituali. E’ la capacità di percepire l’intensità di vita o il grande dolore che traspare da un essere umano anche solo leggendo ciò che scrive, l’anima che va oltre le affinità del sangue, attraversa il ronzio dei pensieri e le maschere del sembiante per cogliere dell’altro il nudo volere. E’ l’unico modo per continuare ad amare o a detestare da vecchi, quando il contatto fisico e la seduzione delle parvenze esercitano solo un debole richiamo per la tua carne stanca, sostituiti dall’illusione estrema di una vita futura degli spiriti, sottratti alla mappa dolorosa dei ricordi, per una danza smisurata e senza spartito.
Piena di vita, ecco cos’è. Potrebbe essere incinta, e comunque, guardandola sai che per lei ci sarà un domani.
Chi se ne frega? sibila improvvisamente lo scrittore, rabbioso.
E’ adesso che la vorrebbe, subito.
Leggi l’intero racconto su WebSite Horror

Davvero bello, Valter. Scritto benissimo.
Commento di MicheleG — settembre 30, 2011 @ 11:18 am |
Avevo letto solo i suoi post, finora. Il racconto mi è piaciuto molto, le segnalo soltanto che all’inizio le è sfuggito un “un’apprezzamento”. Un saluto cordiale, M.T.
Commento di Marcello Teofilatto — settembre 30, 2011 @ 11:41 am |
Grazie a voi, anche per la correzione (che ho provveduto a fare)
Commento di vbinaghi — settembre 30, 2011 @ 3:10 pm |
Websitehorror non è un blog. E’ un sito, e l’editore paga il dominio.
Commento di Marco Candida — ottobre 25, 2011 @ 1:47 pm |