(Da: Piovono Rane)
Quello che non c’è, prima di tutto, è una patrimoniale. Per carità, i patrimoni non si toccano, in questo paese dove il cinquanta per cento della ricchezza è in mano al dieci per cento dei cittadini.
Quello che non c’è è un’imposta sulle attività finanziarie: e suona patetico gabellare per tale (come ha fatto Grilli) l’aumentino del bollo di Stato sul conto titoli.
Quello che non c’è è un taglio alle spese militari: continuiamo a comprare armi come se stessimo preparandoci a un’invasione aliena.
Quello che non c’è è un passo qualsiasi per abolire i privilegi della Chiesa, dall’Ici in giù: e ci mancherebbe, con l’asse cattolico che ha portato Monti a Palazzo Chigi.
Quello che non c’è è un taglio vero ai privilegi e alle spese della politica: unico punto pervenuto, il dimagrimento delle province, per il resto ciccia.
Quello che non c’è è un passo deciso verso la banda larga e la green economy: solo belle parole e vaghi propositi.
Quello che non c’è è il coraggio di aumentare l’Irpef almeno a chi prende più di 100 mila euro l’anno, e che se pure ne scuce un paio alla comunità in crisi non si suicida di certo.
Quello che non c’è è una severa legge penale tributaria, davvero curioso per un governo i cui membri hanno tutti studiato o lavorato negli Usa, dove le pene per gli evasori fiscali arrivano a 15 anni.
Quello che non c’è insomma è il coraggio di cambiare passo, di mostrare una nuova visione, una cultura diversa, un’ipotesi alternativa di futuro.
E quello che non c’è mi sembra, purtroppo, più importante e brutto di quello che invece c’è.

Quello che non c’è (per me che quasi ogni mattina mi trovo stretto in curva da un macchinone spropositato, con la mia biciclettina con cui vado a scuola con la borsa appesa alla canna se va benne, e due sacche da postino piene di libri sul portapacchi posteriori se va pesa) è una tassa aggiuntiva sul desiderio fantasmatico del Grande Fallo sublimato in SUV di chi può permettersi un autoveicolo che fa 5 km con un libro di benza e che costa alcuni anni del mio stipendio, che non è indicizzato e non riceve gli scatti progressivi di carriera per un triennio.
Quello che c’è, è che da domani mi porto il cutter in tasca, e la sovratassa al SUV gliela faccio io rigandogli la carrozzeria (che tanto con la nebbia non mi vede neanche, mi sa). Così faccio ripartire l’economia dando lavoro al carrozziere, che tanto problemi ad evadere le tasse questo governo non gliene crea.
PS: scherzo, eh… ma forse no :-/
Commento di girolamo — dicembre 5, 2011 @ 9:14 pm |
Quello che non c’è è il benchè minimo sentore di riversare qualcosa su settori tartassati dal decennio precedente e agonizzanti come la scuola pubblica, e non parlo degli stipendi degli insegnanti. E visto che a sessantasei anni saremo i nonni dei nostri alunni, prevedere tra il personale non docente qualche badante, anche non ucraina.
Commento di vbinaghi — dicembre 6, 2011 @ 1:53 am |
certo il futuro si fa pesante perchè colmo di vuoto..
o la si prende come una tragedia (ma le lacrime di certo non aiutano)
o forse, ed è meglio, come ironicamente ha scritto Valter qui sopra.
oggi più che mai vale il motto: vivi il presente fino all’ultimo respiro!;-)
Commento di carla — dicembre 6, 2011 @ 10:32 am |
Sessantasei anni tu, Valter: io ho appena fatto il calcolo, 67 e 7 mesi. E mi tocca anche sperare di avere una finestra per restare in più, perché con 33-34 anni di contributi la mia pensione sarà equivalente agli attuali 900 €. Chiederò aiuto senz’altro ai miei studenti ucraini o russi: di quelli che, dopo la riforma delle pensioni realizzata dalla Word Bank con la pregiata consulenza dell’attuale ministro Elsa Fornero, sono scappati in Occidente.
Commento di girolamo — dicembre 6, 2011 @ 6:53 pm |
Uhè Valter, che fine ha fatto il trattato sulla ‘narrazione’? Ti mando un e-mail. Grazie, a presto.
Commento di fabio painnet blade — dicembre 6, 2011 @ 7:15 pm |
Dott. Binaghi con amarezza e sconcerto non ho trovato nel sito i suoi intessanti interventi sulla narrazione; è un problema della mia connessione o è una sua scelta?
cordiali saluti Efisio
Commento di efisio — dicembre 6, 2011 @ 9:03 pm |
Il saggio sulla narrazione l’ho tolto dal blog perchè lo sto dando in visione a un paio di editori e non a tutti piace che il testo che potrebbero pubblicare sia già gratuitamente leggibile.
lo spedirò comunque a chi ne farà richiesta al mio indirizzo Mail:
valterbinaghi@alice.it
Commento di vbinaghi — dicembre 6, 2011 @ 9:48 pm |
ah, bene. In tal caso possiamo confrontarci con quelli che lo leggeranno su questo blog. Credo che siano tanti, il saggio è breve e il taglio piacevolmente
divulgativo, Immagino solleticherà l’interesse di parecchi blogger.
Commento di fabio painnet blade — dicembre 7, 2011 @ 8:17 am |
Tutto si complementa e concorre a spiegare perchè non c’è !
http://www.paolobarnard.info/docs/Il_Piu_Grande_Crimine.pdf
Commento di Joab — dicembre 8, 2011 @ 6:21 pm |