LE PIU’ BELLE STORIE D’AMORE (4) I lautari
UN FILM DI EMIL LOTEANU (Russia, 1972)

Nella vita di ognuno di noi c’è un film, uno più di tutti. Ci sono vite il cui profilo segreto è nascosto in un film, perchè lì, in quell’emozione, si è scolpito una volta per sempre.
Questo è il mio film. L’ho visto per la prima volta a vent’anni.
E’ per questo che oggi vi racconto la storia di Toma, il lautaro, come l’ho raccontata in uno dei miei romanzi, “I 3 giorni all’inferno di Enrico Bonetti, cronista padano”, dove ho dato il nome di Ljanka alla protagonista femminile del romanzo: Ljanka è anche il nome della protagonista del film.
Era uno di quei musici itineranti che giravano in piccole bande nell’immenso impero zarista del XIX secolo, ingaggiati per matrimoni e funerali da signori e contadini. Toma si innamorò, ricambiato, di una principessa zingara, Ljanka, e i due conobbero una breve felicità clandestina, ma poi la famiglia di lei la mandò in sposa a un altro di pari lignaggio, e Ljanka partì per sempre.
Toma divenne un celebre violinista, e suonò pure alla corte dello zar, ma rimaneva sempre povero perchè tutti i suoi denari li spendeva per farla cercare: lei, l’unico grande amore della sua vita.
Non la trovò mai. Morì, vecchio e circondato dai pochi compagni, i quali lo seppellirono e continuarono la loro vita errabonda.
Un giorno giunsero a un accampamento zingaro, e suonarono ad una festa dall’alba al tramonto, finchè un’anziana donna, riccamente vestita, si avvicinò perchè aveva udito un brano che aveva un che di familiare.
- E’ del nostro maestro – gli dissero: - L’ha composto tanti anni fa, per il suo amore perduto – e le raccontarono la storia di Toma il lautaro, che per quarant’anni aveva vissuto solo per cercare la sua principessa scomparsa.
La donna li guardò partire, dall’alto della rupe: in tutti quegli anni lo aveva chiamato, e in cuor suo sapeva che Toma un giorno sarebbe tornato da lei.
Ed era tornato infatti, al di là della morte, a salutarla con la sua canzone.
