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	<title>Doctor Blue and Sister Robinia</title>
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	<description>Il blog personale di Valter Binaghi, scrittore e musicista</description>
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		<title>LA SCUOLA DEI NONNI di Giovanna Lo Presti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 18:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono molti modi per compromettere il buon funzionamento della scuola pubblica. Negli ultimi due decenni governi successivi lo hanno fatto attraverso una continuativa politica di tagli di risorse e di personale, accompagnata da una crescente burocratizzazione del lavoro a scuola, da una messa tra parentesi dei problemi della scuola reale e da un continuo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5982&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/scuola-finita.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/scuola-finita.jpg?w=300&#038;h=240" alt="" title="scuola finita" width="300" height="240" class="alignnone size-medium wp-image-5983" /></a></p>
<p>Ci sono molti modi per compromettere il buon funzionamento della scuola pubblica. Negli ultimi due decenni governi successivi lo hanno fatto attraverso una continuativa politica di tagli di risorse e di personale, accompagnata da una crescente burocratizzazione del lavoro a scuola, da una messa tra parentesi dei problemi della scuola reale e da un continuo, insopportabile, dilettantesco chiacchiericcio su una scuola virtuale, esistente solo e soltanto per tecnici, politici e, ahimé!, sindacalisti di professione.<br />
Adesso arriva il colpo finale, il “botto” che chiude i tristi fuochi d’artificio del ministero Gelmini, in perfetta continuità con la cialtroneria dilettantesca della ministra dedita a propugnare la meritocrazia per tutti gli altri e il percorso facilitato per se stessa. Il “botto” del governo Monti è quello che ha individuato nell’innalzamento dell’età della pensione una delle riforme strutturali richieste dall’ Europa. Con le belle e illogicissime motivazioni che soltanto così possiamo pensare al futuro dei nostri figli, soltanto così si aumenta l’occupazione (!). bla, bla, bla.<br />
E’ ora di dire basta a questi riti tribali del capitalismo finanziario nella sua fase marcescente; che l’Europa non sia quella dei popoli ma quella del finanzcapitalismo, per usare l’efficace neologismo che ha coniato Luciano Gallino, lo sanno ormai anche i bambini.<br />
Dobbiamo trovare il coraggio di dire un “no” secco ad un’età della pensione spostata sempre più in avanti, con la scusa di un aumento della vita media. Andare in pensione alle soglie dei settant’anni potrà andar bene per qualcuno, ma non per tutti. Non va bene per chi fa un lavoro usurante e faticoso per il fisico, non va bene per chi, ed è il caso degli insegnanti, fa un impegnativo lavoro di relazione, ridotto ormai, sempre più spesso, ad un lavoro di cura. Non mancano gli studi che hanno messo in evidenza il fenomeno del burnout che colpisce gli insegnanti, categoria che nell’immaginario collettivo gode di ingiustificati privilegi, ma che nella vita vera fa un lavoro rischioso per la salute fisica e mentale.<br />
Ecco quanto Vittorio Lodolo D’Oria, il medico milanese che da tempo si interessa del problema, ha scritto, nel novembre 2011, quando in realtà la questione riguardava “soltanto” l’impedimento ad andare in pensione prima dei quarant’anni di servizio:</p>
<p>    “La questione di fondo [...] riguarda la salute del cittadino-lavoratore. L’art. 32 della nostra Costituzione afferma che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. In aggiunta il nuovo T.U. sulla tutela della salute dei lavoratori (D.L. 81/08) specifica che il datore di lavoro effettua la valutazione di tutti i rischi da stress lavoro correlato, inclusi quelli connessi alle differenze di genere ed età (art. 28) ed ancora che i rischi specifici cui il lavoratore è esposto in base all’attività svolta (stress-lavoro-correlato per i docenti), una volta individuati, devono essere enunciati nel Documento di Valutazione dei Rischi, indicando le contromisure atte a contrastarli (art.17). Più volte e con toni accesi abbiamo segnalato attraverso pubblicazioni scientifiche italiane, europee e di altri Paesi (USA, Giappone) che gli insegnanti sono più esposti a patologie psichiatriche (ed a suicidio) e oncologiche in seguito allo stress-lavoro-correlato della loro helping profession. Il prepensionamento rappresentava per alcuni l’ultima via di fuga per scampare a un destino tutt’altro che felice, e ora non c’è più”.</p>
<p>Questo prima della “riforma” Monti – figuriamoci adesso.<br />
Non possiamo avere la “scuola dei nonni”; già ora entrare in una sala insegnanti stringe il cuore. L’età media è altissima (si veda l’ultimo rapporto della Fondazione Agnelli sulla secondaria di primo grado, in cui si sottolinea come l’età media dei docenti sia ben oltre i cinquant’anni e come, anzi, lo scaglione più consistente si attesti attorno ai 58 anni di età), la distanza anagrafica dai propri studenti enorme, drammatica, soprattutto se guardiamo alle scuole materne e alla primaria. Inoltre i giovani docenti non esistono, se non in modo accidentale, vorremmo dire residuale. Gli stessi precari hanno un’età media alta (attorno ai quarant’anni; basti guardare i dati relativi alle rare immissioni in ruolo). La scuola italiana ha perso una, forse due, generazioni di insegnanti – chi è vessato dal precariato non può svolgere con serenità il proprio lavoro, costretto com’è a saltabeccare da un posto di lavoro ad un altro, a fare i conti con una retribuzione esigua e discontinua, a non poter vedere i frutti del proprio lavoro, a non essere in condizione di costruire relazioni stabili e confronto reale con i colleghi più anziani.<br />
Al dramma del precariato (e senza precari, ricordiamolo, la scuola italiana non potrebbe funzionare) si aggiunge adesso il dramma di insegnanti trattenuti al lavoro ben oltre i 35 anni di servizio. Aggiungiamo che la forte femminilizzazione della categoria rende questo provvedimento ancora più ingiusto e cruento. La massiccia presenza di donne docenti è un dato patologico che meriterebbe un approfondimento; in questa sede basti ricordare che, in un Paese che brilla per l’assenza di sostegno alle famiglie, quelle donne docenti hanno dovuto, quasi sempre, conciliare, con fatica, lavoro e accudimento familiare. Dalla cura dei figli sono spesso passate, nel giro di pochi anni, alla cura degli anziani genitori – ma non hanno smesso di fare il loro mestiere. E, se la scuola italiana si regge ancora in piedi, questo avviene a causa della buona volontà e dell’impegno dei singoli che provvedono alle carenze del sistema con impegno e buona volontà.<br />
In questo momento persone che hanno iniziato a lavorare tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, accettando un patto che, a fronte di retribuzioni modeste, garantiva un lavoro con una forte vocazione sociale e culturale, un impegno orario limitato nella giornata e la possibilità di ritirarsi in pensione in un’età non avanzata, si ritrovano a fare un lavoro svilito dal punto di vista culturale, sempre più gravoso, diventato, in termini di orario giornaliero, quasi a tempo pieno; anche se, fuori dalla scuola, nessuno se n’è accorto. E le retribuzione sono ancor più modeste e l’età per andare in pensione è diventata spropositatamente alta.</p>
<p><em>Leggi l&#8217;intero articolo su <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/vivalascuola-102/#more-58041">La poesia e lo spirito</a></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5982/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5982&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LETTERA A LATOUCHE DALL&#8217;IRPINIA di Franco Arminio</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 12:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Serge Latouche]]></category>

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		<description><![CDATA[(Dal blog di Franco Arminio) Caro Latouche, quando ero bambino aspettavo con ansia la neve. Ero, come tutti i bambini, desideroso di non andare a scuola. Il mio maestro non era un tipo mite, ma a quei tempi era normale che un maestro maltrattasse i suoi allievi. E allora la neve era una delle poche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5979&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/giocodicarte.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/giocodicarte.jpg?w=300&#038;h=196" alt="" title="Giocodicarte" width="300" height="196" class="alignnone size-medium wp-image-5980" /></a></p>
<p>(Dal <a href="http://www.francoarminio.it/2012/01/18/lettera-a-serge-latouche/">blog</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Arminio">Franco Arminio</a>)</p>
<p>Caro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serge_Latouche">Latouche</a>,</p>
<p>quando ero bambino aspettavo con ansia la neve. Ero, come tutti i bambini, desideroso di non andare a scuola. Il mio maestro non era un tipo mite, ma a quei tempi era normale che un maestro maltrattasse i suoi allievi. E allora la neve era una delle poche speranze che avevo, oltre alle malattie, per non andare a scuola. Quando nevicava c’era un altro motivo per cui ero contento. La neve bloccava quel poco di vita motorizzata che c’era nel paese. Mi piaceva che la vita si fermasse, perfino il fatto che andava via la corrente mi dava una certa esultanza, perché con la corrente andava via la modernità. Niente televisione, ma chiacchiere e partite a carte davanti al fuoco.</p>
<p>Erano gli anni sessanta. L’Irpinia cominciava a crescere, era una crescita lenta, che non cambiava l’aria dei luoghi. Le cose nuove, le cose moderne, si sistemavano prendendosi solo una parte della scena. Poteva essere la carta da parati, potevano essere i termosifoni o anche solo il cestino di plastica sulla tavola, comunque era un addobbo superficiale, il paese come focolare e grembo di tutti rimaneva ben vivo.</p>
<p>Poi arrivò il terremoto e la ricostruzione. Qui l’idea della crescita fu quanto mai nefasta. La rottamazione del mondo contadino divenne sempre più veloce e il cesto delle comunità cominciò a perdere molti fili. Lo sviluppismo portò a immaginare piani urbanistici assolutamente sovradimensionati. E il risultato adesso è sotto gli occhi di tutti: ci sono più case che abitanti. E quei pochi che sono rimasti abitano per lo più nelle periferie. I paesi hanno il buco al centro. Da qui la sensazione di vuoto che danno a chi li attraversa e a chi li abita, il loro rianimarsi solo nel mese di agosto o quando c’è qualche funerale. Siamo passati dallo sviluppismo alla desolazione. E i dirigenti politici di allora, che curiosamente sono in gran parte anche quelli di adesso, appaiono come sigillati nelle loro fumose manfrine, tesi a preservare poteri e privilegi.</p>
<p>L’Irpinia di oggi si presenta tumefatta, ammaccata dalla modernizzazione incivile, ma è un luogo molto interessante, perché qui più che altrove si sta provando a dire e a fare qualcosa di diverso. La tua analisi dei guasti prodotti dallo sviluppismo qui trova una palese conferma, ma anche i tuoi ragionamenti sulla necessità di trovare un’altra strada, qui possono trovare un terreno propizio. Magari del mio lavoro parlerò durante la pubblica conversazione che faremo domani. Ora mi preme farti cenno al fatto che a dispetto di tanti sfregi, l’Irpinia è ancora una provincia bellissima. La sua bellezza non è fatta di luoghi famosi e pezzi firmati. Bisogna andarsela a cercare, è una bellezza diffusa sopratutto sui bordi e nelle zone più alte. Penso che  ti possa dare belle suggestioni fare un giro in posti come Montefusco, Montaguto, Trevico, Senerchia, Monteverde, Cairano. Proprio in quest’ultimo paese abbiamo fatto per due anni un festival di arti e di pensieri adiacenti all’idea della decrescita. L’Irpinia ha sempre avuto un’economia fragile. E forse questa fragilità ha sempre tenuto viva una certa predisposizione al pensiero. E da questo umore pensoso nascono pericoli e opportunità. Da una parte l’accidia, la maldicenza, e altri prodotti tipici della mentalità provinciale, dall’altra una vena utopica che porta a concepire quello che manca come una  risorsa. E allora a Cairano parlavamo di museo dell’aria. E sull’altopiano del Formicoso ci siamo opposti tenacemente a chi voleva esportare i rifiuti in una terra considerata vuota.</p>
<p>Insomma, caro Latouche,</p>
<p>qui ci può essere una significativa ricaduta locale del tuo pensiero.</p>
<p>A questo proposito mi piacerebbe che tornassi in Irpinia per mostrarti quanto sono pieni i nostri vuoti.</p>
<p>Nei prossimi mesi nell’ambito del parco letterario dedicato al grande irpino Francesco De Sanctis, ci saranno una serie di incontri con pensatori ed artisti molto vicini alla tua sensibilità e in generale molto attenti ai luoghi. Non a caso il primo incontro sarà col geografo Franco Farinelli. Mi piacerebbe che l’ultimo incontro fosse con te. Sarebbe incoraggiante che questo tuo primo passaggio irpino ti convincesse a impiantare qui una sorta di laboratorio della decrescita. Non siamo stati bravi a seguire le sirene dello sviluppo, sicuramente saremo  meno zoppicanti su una strada in cui si sta bene o si sta male tutti assieme e non ognuno per conto suo.</p>
<p>Io non sono un esperto di economia. La mia critica alla modernità si basa sul malessere che sento in me e che vedo in giro. La dittatura dell’economia mi pare abbia portato a una sorta di autismo corale. Prima era come se la vita di ognuno uscisse da un fondo comune. Adesso questo fondo si è molto assottigliato. Mi viene da pensare a uno zoccolo di luce, consumato dal buio delle infinite transazioni quotidiane per curare i nostri interessi personali. Molti sono riusciti ad affrancarsi dalle miserie materiali anche di un recente passato, ma per tutti adesso c’è lo zoccolo della miseria spirituale. Come se la vita di ognuno, anche quella più ricca, fosse comunque impoverita dallo squallore di fondo in cui girano le cose.</p>
<p>La mia adesione alla decrescita è emotiva prima che intellettuale. Sento la necessità di restare qui, ma di restare contribuendo a inventare nuove comunità. Io le chiamo comunità provvisorie. E con questa espressione penso alla certezza dei danni che il modello capitalista arreca al pianeta e alle persone che ancora possiamo dire umane. Non altrettanta chiarezza c’è sull’alternativa. Forse ci vuole che maturi proprio un’altra percezione, un’altra idea del nostro stare al mondo. E forse il fallimento del comunismo è stato dovuto al fatto che non era poi un modello veramente alternativo al capitalismo. In attesa che arrivi un nuovo umanesimo, che a me piace immaginare possa venire da posti come questo, forse si possono tracciare strade provvisorie, strade che non sono dirette verso il sol dell’avvenire, ma che permettano almeno di farci un poco meglio compagnia.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5979/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5979&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>COME GLI ARCANI MAGGIORI di Fabio Brotto</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fabio Brotto]]></category>
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		<description><![CDATA[Micronote. 22, come gli Arcani dei Tarocchi (chissà se l&#8217;autore l&#8217;ha fatto apposta o è un caso? ce lo dirà lui), strumento di previsione del futuro per ogni zingaro o cartomante che si rispetti. Di solito i post si linkano (da qui), ma questo è così bello che non ho resistito alla tentazione di averlo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5976&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/fine_delleuro.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/fine_delleuro.jpg?w=300&#038;h=300" alt="" title="1 euro brisé" width="300" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-5977" /></a></p>
<p><em>Micronote. 22, come gli Arcani dei Tarocchi (chissà se l&#8217;autore l&#8217;ha fatto apposta o è un caso? ce lo dirà lui), strumento di previsione del futuro per ogni zingaro o cartomante che si rispetti. Di solito i post si linkano (da <a href="http://brotture.net/2012/01/23/micronote-10/#more-5523">qui</a>), ma questo è così bello che non ho resistito alla tentazione di averlo tutto qui nella mia casina. L&#8217;amico Fabio mi perdonerà.</em></p>
<p>1. Forse il ritorno alla moneta nazionale è impossibile, se non come catastrofe, ma il progetto euro sembra fallito, e vi sarà comunque una catastrofe. Anzi, è già qui.<br />
2. Purtroppo i lavoratori iperprotetti sono ipopagati, i manager ipoprotetti sono iperpagati. Il contrario sembra irrealizzabile.<br />
3. Avremo dunque scuole coi cessi senza tavolette, ma piene di tablet.<br />
4. Dite, miei signori: persone malpagate e frustrate possono lavorare bene e produttivamente?<br />
5. Ciclicamente si celebra il Natale, che è rottura del tempo ciclico.<br />
6. Penso che sia sbagliato il ragionamento di coloro che di fronte ai fatti di Nigeria dicono che la religione c’entra poco ed è solo usata come pretesto per coprire interessi economici. Come se la religione coincidesse con la fede spirituale allo stato puro. Religione ed economia sono originariamente connesse, e il legame originario inevitabilmente si manifesta.<br />
7. Come venditore di fumo non valgo nulla. Che tristezza…<br />
8. Com’è facile per gli umani scambiare per Dio il suo grande imitatore, Satana!<br />
9. In Nigeria si scatena la violenza dei relativisti.<br />
10. Dunque un rimedio è questo: licenziare, licenziare, licenziare.<br />
11. Classe politica in default.<br />
12. Pensieri neri tolkieniani: mostruosi Spread scendono dal Nord.<br />
13. Due sole categorie prosperano nella Crisi: venditori di fumo e millantatori.<br />
14. La crisi dell’economia italiana è anzitutto, in senso lato, etica. I Greci sono stati portati alla rovina dalla loro corruzione.<br />
15. Governo di eurotecnodestra sostenuto dal centrosinistra volentieri e dal centrodestra malvolentieri.<br />
16. È evidente come nelle alte sfere sia tutto uno scambiarsi doni, favori, piaceri. Sono evangelici: la destra non sa cosa fa la sinistra.<br />
17. Non esiste la mera “libertà”. Esiste sempre la libertà da e di …. E quello che segue al “di” e al “da” è la parte fondamentale.<br />
18. Da quando esiste lo Sviluppo, esso non è mai stato globale. Perché non esiste sviluppo senza squilibrio. Perché non esiste industrialismo senza capitalismo. Perché non esiste capitalismo senza accumulazione. Perché non esiste accumulazione senza sfruttamento. Amen.<br />
19. Una licenza per taxi comprata per 175.000 euro a Milano . Il reddito medio della categoria 14.200 euro. Da fame. Qualcosa non torna. O no?<br />
20. Mi immagino facilmente l’operaio, l’impiegato e l’insegnante che pagano 150.000 euro una licenza per poter fare il loro lavoro…<br />
21. La rivolta dei forconi nel paese dei porconi.<br />
22. Il capitano Schettino mi sembra un tipico parlamentare italiano. Mi aspetto che i Radicali, essendo egli una vittima, lo presentino alle prossime elezioni.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5976/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5976&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">1 euro brisé</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>LA MORTE SCANDALOSA di Roberta Borsani</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2012/01/24/la-morte-scandalosa-di-roberta-borsani/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture]]></category>
		<category><![CDATA[La morte scandalosa]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Borsani]]></category>
		<category><![CDATA[Romeo Castellucci]]></category>

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		<description><![CDATA[(Già postato su: La fata centenaria) Davanti alle polemiche suscitate dalla pièce teatrale di Romeo Castellucci (che non ho visto e su cui pertanto non spendo una parola) il mio pensiero va alle grandi rappresentazioni della morte (meglio sarebbe dire dell&#8217;uomo che muore) di cui sono stati capaci grandi artisti. E&#8217; la morte in grande [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5973&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/sofferente.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/sofferente.jpg" alt="" title="sofferente" width="208" height="242" class="alignnone size-full wp-image-5974" /></a></p>
<p><em>(Già postato su: <a href="http://lafatacentenaria.blogspot.com/2012/01/la-morte-scandalosa.html">La fata centenaria</a>)</em></p>
<p>Davanti alle polemiche suscitate dalla pièce teatrale di <em><a href="http://controscene.corrieredibologna.corriere.it/2012/01/romeo_castellucci_interviene_s.html">Romeo Castellucci</a></em> (che non ho visto e su cui pertanto non spendo una parola) il mio pensiero va alle grandi rappresentazioni della morte (meglio sarebbe dire dell&#8217;uomo che muore) di cui sono stati capaci grandi artisti. E&#8217; la morte in grande stile, personale e irripetibile che firma una esistenza altrettanto personale e altrettanto irripetibile. Fra tutte ricordo in particolare la morte dello starets Zosima, figura di grande spessore spirituale del romanzo <em>I fratelli Karamazov</em> di Dostoevskij.<br />
Zosima è un uomo religioso di grande santità e tutti si aspettano che la sua dipartita sia accompagnata da un qualche evento miracoloso, pari per grandezza e dignità allo starets.<br />
In effetti qualcosa di straordinario succede, ma tutto diverso da quanto ci si aspettava. Un odore nauseabondo di decomposizione si diffonde ovunque, penetrando ogni anfratto e ogni fessura, e martoriando i sensi di chi è costretto suo malgrado a farci i conti. E&#8217; una puzza impossibile da ignorare ma anche da comprendere, &#8220;scandalosa&#8221;. Davanti all&#8217;evento inaspettato prevale il disgusto per la carne dell&#8217;uomo che in vita è stato amato e onorato, e, insieme al disgusto, il dubbio: possibile&#8230;?</p>
<p>La fragilità dell&#8217;uomo davanti alla morte è messa impietosamente a nudo da un altro scrittore russo: Lev N.Tolstoj, autore de <em>La morte di Ivan ll&#8217;ic</em> . Il lettore che si avventura nella lettura di questo breve, sconvolgente romanzo, accompagna a poco a poco il protagonista nella sua discesa agli inferi, raccontata lucidamente e senza abbellimenti di alcun genere. Lo sguardo del narratore è obiettivo, spietato nei confonti delle ipocrise con cui spesso il morente deve confrontarsi.<br />
Il calvario di Ivan si può riportare tutto sotto la categoria della denudazione. Il morente progressivamente si spoglia dei panni che l&#8217;hanno finora rivestito, nascondendo a sé medesimo lo spettacolo della sua fragilità. Via la finta devozione della moglie, via quella della figlia, via la compassione degli amici&#8230;<br />
Davanti alla morte l&#8217;uomo è nudo, e si potrebbe anche dire che un uomo nudo è un uomo morto. Per questo nei lager e in certe atroci esperienze carcerarie l&#8217;individuo viene costretto a spogliarsi e a rimanere in quella condizione per ore.<br />
Qualche giorno fa un mio alunno mi chiedeva &#8220;Perché i prigionieri dei campi di sterminio non si sono ribellati? Erano loro, lì, i più numerosi&#8221;. La risposta ovviamente è complessa, ma una spiegazione possibile l&#8217;ha data poco dopo la lettura di una pagina di Primo Levi: i prigionieri lasciati per un giorno e una notte nudi. Ad attendere.<br />
Nel 2010 ho assistito alla rappresentazione teatrale dell&#8217;opera di Tolstoj originalmente interpretata dal giovane regista <em>Claudio Autelli</em> (non ha invaso dell&#8217; odore di cacca il teatro e quindi se n&#8217;è parlato poco). Il morente e stralunato Ivan passava attraverso l&#8217;inferno della malattia (tra perdita di autonomia e pannoloni vari) e della progressiva emarginazione, cui era condannato da rapporti umani senza amore e senza verità, dalla superficialità dei familiari troppo invischiati nelle illusorie soddisfazioni della vita per potersi avvicinare con rispetto alla morte (accompagnata per sua natura da un&#8217;imperdonabile &#8220;mancanza di decoro&#8221; che oggi fa applaudire a chiunque decida di farsi fuori da solo e tanto compostamente, da bravo), fino a trovarsi nudo. Nudo davanti allo sguardo impressionato del pubblico. Più nudo di un Cristo in croce.</p>
<p>Lo stupore di quanto l&#8217;uomo sia poca cosa davanti alla morte si ripete ogni giorno, qui sulla terra, soprattutto se la morte sopraggiunge al termine di una lunga agonia che priva via via l&#8217;individuo di tutti gli orpelli in cui noi (sbagliando evidentemente) facciamo concidere la nostra &#8220;dignità&#8221;.<br />
Io credo che un cristiano non dovrebbe mai scandalizzarsi se l&#8217;immagine del disfacimento viene accostata a Cristo. Forse altre religioni possono temere l&#8217;accostamento della morte (come della sconfitta e della dissoluzione) al loro dio, il cristianesimo no. Cristo ha sudato sangue nell&#8217;orto degli ulivi, ha pianto davanti alla morte e il suo costato, trafitto da una lancia, ha dato sangue e acqua. Liquidi corporei niente affatto piacevoli. Gesù si è anche confrontato in vita con molte piaghe e malattie e il cadavere di Lazzaro che era già in putrefazione.<br />
Possiamo anche credere che questi racconti siano un po&#8217; come agiografie, mescolano verità e leggenda, ma la sostanza non cambia. Credenti o meno, bisogna riconoscere che la figura di Gesù non può essere sporcata dall&#8217;accostamento alla materia. E usare la materia, la bruttezza, lo schifo per squalificare il cristianesimo è inutile.<br />
Per la stessa ragione un cristiano non dovrebbe mai scandalizzarsi, neppure se il volto di Cristo è infangato. La differenza tra il cristianesimo e altre religioni sta proprio nel fatto che il primo non teme nulla di ciò che esiste, in qualsiasi forma sia. Che profumi o che puzzi.<br />
Come ha osservato <em>Kierkegaard</em>, è il cristianesimo la religione dello scandalo. Di che mai il cristiano si potrà scandalizzare?<br />
Gli elegantoni, i figli di un umanesimo cortigiano che con il fango non si è mai confrontato, possono scandalizzarsi. Loro hanno un sacco di &#8220;dignità&#8221; da difendere. E possono gridare all&#8217;ingiustizia cosmica se l&#8217;ideale coltivato va in pezzi, cascando nella pozzanghera.<br />
Un cristiano no. Tant&#8217;è vero che l&#8217;arte e la poesia di epoche fortemente religiose come il Medioevo o il Barocco hanno espresso senza censure (<em>Jacopone da Todi</em>, per dirne solo uno) il mistero della della carne, corruttibile casa dello spirito. </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5973/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5973&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ETTA JAMES (1938 &#8211; 2012)</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[canzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Donne del Blues]]></category>
		<category><![CDATA[Etta James]]></category>

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		<title>NAZIONE INDIANA: IL MITO TAROCCATO di Valter Binaghi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 17:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[censura sui blog]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Biondillo]]></category>
		<category><![CDATA[Nazione Indiana]]></category>
		<category><![CDATA[valter binaghi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2006 ho conosciuto Gianni Biondillo a un premio letterario (Camaiore letteratura gialla) dove eravamo finalisti con Leonardo Gori e Alessandro Perissinotto. Tornando a Milano, Gianni, che era già redattore di Nazione Indiana, mi fa: &#8220;Perchè non vieni qualche volta sul blog? Ci sono testi interessanti, dibattiti cui val la pena partecipare&#8221;. Io non avevo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5963&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/indianioggi.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/indianioggi.jpg?w=206&#038;h=300" alt="" title="indianioggi" width="206" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-5964" /></a></p>
<p>Nel 2006 ho conosciuto Gianni Biondillo a un premio letterario (Camaiore letteratura gialla) dove eravamo finalisti con Leonardo Gori e Alessandro Perissinotto.<br />
Tornando a Milano, Gianni, che era già redattore di Nazione Indiana, mi fa: &#8220;Perchè non vieni qualche volta sul blog? Ci sono testi interessanti, dibattiti cui val la pena partecipare&#8221;.<br />
Io non avevo un mio blog nè ero frequentatore di altri blog a quei tempi, ho pensato di provare.<br />
Per un po&#8217; davvero ne è valsa la pena. Nazione Indiana è molto sinistra radicale, io da lì vengo (anche se sono passati tanti anni) e oggi sono quello che sono, ma conosco quel modo di pensare, mi piace comunque confrontarmici. Per un po&#8217; di tempo su Nazione Indiana ho imparato, pubblicato pezzi, fatto begli incontri di uomini e scrittori (Krauspenhaar, Pecoraro, Rovelli, Forlani, la Bortoli) mi ci sono anche divertito e ho partecipato &#8211; a volte tenuto in piedi &#8211; dei thread epici. Poi l&#8217;aria è cambiata, si sono presentati nuovi redattori membri della chiesina atea dello UAAR (quelli dello sbattezzo, di cui fanno parte anche intelligenze sopraffine come Odifreddi e la Hack, si lei, l&#8217;astrofisica del big bang come scoreggia ciclopica). Lì ammetto che qualche intervento a gamba tesa l&#8217;ho fatto, oltre che ricevuto. Comunque, poco sugo in questi giochini.<br />
Ultimamente evitavo di commentare, però in settimana è uscito un post sul mito, scritto in modo un po&#8217; troppo dottorale e ampolloso, ma di notevole competenza e comunque trattasi di argomento irresistibile per me, come sa chi frequenta questo, di blog. Insomma intervengo in modo squisitamente teoretico, facendo notare che in una disanima apparentemente esaustiva non si citava il Vico, quando proprio lui, prima di linguisti come Lakoff, aveva visto che le metafore primarie, quelle su cui si costruisce l&#8217;immaginario mitico, sono legate &#8220;alla condizione incarnata dell’uomo&#8221;, vale a dire a cose come la forma del corpo, la simmetria degli organi, la posizione eretta ecc.<br />
A questo punto compare la guardia svizzera dello UAAR. Complimentandosi con l&#8217;estensore dell&#8217;articolo e domandando (a lui): &#8220;Fino a quando credi che dovremo leggere cose come &#8216;la condizione incarnata&#8217; dell&#8217;uomo?&#8221;<br />
Ora, l&#8217;aggettivo incarnato si usa evidentemente in contrapposizione alla concezione &#8216;disincarnata&#8217; di soggettività che un certo idealismo filosofico (da Cartesio in su) ha imposto come egemone, e da cui il pensiero contemporaneo (grazie soprattutto alla fenomenologia e all&#8217;esistenzialismo) si è faticosamente liberato. Ma che può saperne il neo-chierico della neo-chiesa? A lui, al suo bigino ultralaico, &#8220;incarnazione&#8221; risulta termine che puzza d&#8217;incenso. Lo faccio notare, con una certa ironia.<br />
E lì gli Indiani fanno quadrato. Tutto preso da sacro fervore, l&#8217;estensore dell&#8217;articolo, a cui si è aggiunto un altro militonto, cominciano a chiedermi la patente. Ma come ti collochi col Vaticano? E coi DICO? E coi PACS? E nessuno che si renda conto di quanto sia stolido e umiliante (per chi le fa) rivolgere queste domande a uno che interveniva per puro interesse teorico su una questione lontanissima da queste.<br />
Qualche volta mi chiedono perchè, viste le frequenti distanze che prendo rispetto alle gerarchie su questo e quello, e la mia ribadita contrarietà alle ambigue collusioni della politica italiana col Vaticano, perchè mi ostino a dichiararmi cattolico? Rispondo prima di tutto che essere cattolico per me significa essere interno a una tradizione rivelata e partecipe di un rito, non condividere gli equivoci mondani di uomini che in materia etica e politica brancolano nel buio anche peggio di altri. In secondo luogo, che una confessione religiosa è innocua per chi non la professa, purchè sia dichiarata e disarmata. Non è questo il caso di chi si protesta laico e poi fa l&#8217;inquisitore.<br />
Ovviamente, ho detto la mia su tutto questo e ho usato una certa ironia, senza insultare nessuno se non dando del chierico a chi si comporta come tale. Si vede che rileggendo si sono accorti di averci fatto una brutta figura, e allora sapete che hanno fatto gli anarco creativi, gli Indiani metropolitani?<br />
L&#8217;articolista ha tolto tutti i miei commenti e li ha RIASSUNTI lui, si proprio così, riassunti, riportando qualche citazione tra virgolette scelta ad hoc, perchè chi legge non possa accorgersi che io sono stato inutilmente provocato e ho solo reagito. Cazzo, non ci volevo credere, ma è così, guardate <a href="http://www.nazioneindiana.com/2012/01/15/miti-e-incertezze-del-mito/#comment-161988">qua</a>.<br />
Zac Zac. Come faceva il Minculpop fascista, con le cartoline destinate alle spose di guerra, che arrivavano piene di omissis per coprire la cronaca tragica e gli insulti al duce puzzone.<br />
Prima o poi ci vedremo con Biondillo, a Milano. L&#8217;ultima volta è stata a una presentazione di libri (tra cui quello che ho scritto con Giulio Mozzi, Gianni l&#8217;ha persino comprato). Gianni è un amico, una persona simpatica e generosa. Scrittore di valore e ben conosciuto, si prodiga spesso per presentare libri di colleghi meno noti, e io stesso ne ho approfittato più di una volta. Quel giorno ci ha fatto un ritratto idilliaco di Nazione Indiana, io gli ho detto che no, non è proprio così. Esiste una egemonia ideologica con momenti intimidatori che vanifica la natura stessa di un luogo di cultura.<br />
Lui dice: siamo tanti redattori, ognuno ha la sua testa.<br />
Io dico: ma se io sto in una comunità dove uno le teste che gli risultano importune le taglia, accetto anche questa regola e di fatto questa condizione caratterizza la comunità.<br />
Quando ci vediamo, Gianni, dimmi ancora che ho torto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5963/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5963/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5963/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5963/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5963/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5963/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5963/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5963/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5963/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5963/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5963/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5963/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5963/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5963/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5963&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>A MORTE I REDUCI di Valter Binaghi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mi ricordo più chi ha scritto che le nuove scoperte scientifiche si rendono possibili quando muoiono i professori della generazione precedente (che sulle vecchie teorie ci hanno costruito una carriera). Indubbiamente vale anche in politica. Certe volte mi chiedo se non sarebbe meglio che tutti quelli che hanno partecipato a vario titolo alle diatribe [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5947&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/cariatide-comunista.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/cariatide-comunista.jpg?w=200&#038;h=300" alt="" title="cariatide comunista" width="200" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-5948" /></a></p>
<p>Non mi ricordo più chi ha scritto che le nuove scoperte scientifiche si rendono possibili quando muoiono i professori della generazione precedente (che sulle vecchie teorie ci hanno costruito una carriera). Indubbiamente vale anche in politica. Certe volte mi chiedo se non sarebbe meglio che tutti quelli che hanno partecipato a vario titolo alle diatribe degli ultimi cinquant&#8217;anni morissero in fretta, visto che monopolizzano il discorso pubblico e i luoghi della cultura, non solo senza recare alcun vero contributo ma ostinandosi a riportare i nuovi orizzonti nel letto di Procuste delle vecchie categorie.<br />
Uno come Berlusconi è riuscito a tenere in scacco il paese per vent&#8217;anni, rispolverando il linguaggio da guerra fredda del &#8217;48. Dall&#8217;altra parte, una sinistra indecisa tra socialdemocrazia e populismo, ha colto la palla al balzo per legittimarsi come opposizione, senza averne nè le idee nè il nerbo. Il risultato è che i poteri reali, quelli che nessuno ha mai messo in discussione, e parlo della speculazione finanziaria e del globalismo che le serve per tiranneggiare il mondo intero, a un certo punto hanno attaccato i politici al chiodo e hanno messo a governare direttamente i &#8220;tecnici&#8221;, ossia gente che ritiene l&#8217;economia una scienza esatta e con squadra e compasso si mette a raddrizzare l&#8217;umanità che resiste all&#8217;etica della Borsa Valori.<br />
Chiedersi se Monti e la sua banda siano di Destra o di Sinistra è la domanda più stupida che si possa fare. La domanda vera sarebbe: cosa ci stanno a fare Destra e Sinistra, dal momento che entrambe sono strategie di gestione di un&#8217;identico processo (la modernizzazione con il dogma della crescita indiscriminata anche a costo di fondarsi sul debito), che nessuno ha mai messo in discussione anche oggi che si rivela un tossico mortale per la maggior parte del mondo? L&#8217;economia capitalistica crea delle controparti, cioè le ragioni dell&#8217;impresa e quelle dei salariati, rispetto alle quali è sembrato obbligatorio scegliere con chi schierarsi. Ma se la controparte fosse il globalismo forzato, la crescita a tutti i costi, il consumismo becero degli ultimi cinquant&#8217;anni, chi sarebbe in grado oggi di sostenere l&#8217;opposizione senza fare la fine dei verdi fagocitati dalla vecchia sinistra e dei localismi fagocitati dalla xenofobia fascista?<br />
Lo stesso per la questione dei diritti civili.<br />
Valori patriarcali e femministi, interpretati da Destra e Sinistra, hanno finito per sclerotizzare o per ridurre in pezzi l&#8217;unica risorsa che i popoli hanno per non diventare succubi e dipendenti dei poteri economici o dello Stato, cioè la famiglia.<br />
A sinistra anzichè riformare la famiglia la si è dichiarata istituzione superata, si è esaltato un modello di “singletudine” che oltre ad essere psicologicamente insostenibile è anche deleterio sul piano sociale perchè priva l’individuo della sua dimensione comunitaria e ne fa un puro “consumatore” d’esperienza. E’ l’anti-autoritarismo del ’68 insieme al femminismo radicale ad aver prodotto questo. E per me questa è la vera ragione del naufragio della sinistra, più che le incertezze sul modello socio-economico da adottare dopo l’89. Distrutto il carattere comunitario del movimento operaio e la famiglia come risorsa, reso impossibile lo scambio generazionale che sull&#8217;autorità si fonda, il modello non poteva che essere quello proposto da sempre dall’individualismo liberale. Nei confronti del quale, spiace dirlo, certo “gauchisme” (femminista e non) ha fatto la parte dell’utile idiota.<br />
Dall&#8217;altra parte abbiamo l&#8217;altro utile idiota: il cattolicesimo reazionario (più o meno spalleggiato dal Vaticano) che utilizza la famiglia come “mito tecnicizzato”, un po&#8217; come il nazifascismo faceva col mito della “comunità nazionale”, cioè usa la sua immagine edulcorata (la famiglia del Mulino Bianco) per rimuovere le condizioni storiche e soprattutto economiche che in realtà la famiglia la minano dall’interno, che da cattolici non si vuole condannare apertamente perchè ci si marcia eccome. E queste condizioni sono la riduzione di ogni relazione a contratto mercantile e la trasformazione dell’essere in merce.<br />
Ma la famiglia può fondarsi solo su scelte permanenti, non ri-negoziabili. Senza la condivisione, la fedeltà incondizionata, il dono e la fecondità, la famiglia è costruita sulla sabbia. Le si chiede di essere il rifugio in un mondo senza cuore, per evitare di mettere in discussione quel mondo, e intanto la si carica di compiti ineseguibili e di frustrazioni certe. La famiglia nucleare delle icone piccolo borghesi andrebbe vivificata dall’esterno da una rete di solidarietà che la rendano di nuovo capace di essere comunità allargata.<br />
A questo si oppone in primo luogo la psicologia “de sinistra”, che vede nella comunità una minaccia alla proprietà privata del sé (gestazione compresa) di cui ormai ha fatto una bandiera. In secondo luogo vi si oppone il settarismo di chi non concepisce comunità se non nei limiti della propria confessione religiosa, vedi l&#8217;islam ma anche certo cattolicesimo benpensante, o presunta etnia (Lega).<br />
L’unico che ha vinto in Italia è stato Pannella. Peccato che Pannella è un ultra-liberale, e la sua vittoria è consistita precisamente nel pervertire profondamente il comunitarismo originariamente presente nei movimenti dei lavoratori, sostituendolo con l&#8217;individualismo più becero, ma foderato di diritti inalienabili. A trombare e ad abortire, a manipolare la vita e a somministrare la morte. Altro che minimalismo laico, questa è una religione. Tecnologica, democratica e lugubre.<br />
Ma nel giorno della sua Parusia, la democrazia mondiale (del commercio) ci ha svegliato come la bella addormentata. Le mutande arcobaleno degli anni &#8217;90 non avevano segnalato quel che avremmo avuto in cambio del nostro rinnegato familismo terrone: globalità e flessibilità, i salari di Milano in competizione con quelli di Bombay.<br />
Hanno toppato da trent&#8217;anni ma sono rimasti lì a monopolizzare il discorso pubblico, come il soldato giapponese nell&#8217;isola, ma quello lo scusiamo perchè lo faceva gratis.<br />
E sono ancora tutti lì, ad agitare le loro insegne consunte, liberisti e operaisti, insieme ai cattolici che inalberano fotografie di feti davanti agli ospedali e a femministe ridotte alla filosofia del preservativo e della pillola del giorno dopo (da prescrivere a tredicenni spaurite, senza nemmeno avvertire i genitori), aizzati da sessantenni troppo stupidi per capire di avere sbagliato tutto e troppo paraculi per rinunciare a quello che ormai è diventato un mestiere.<br />
Ma perchè non muoiono, perchè non moriamo tutti quanti noi reduci, in una volta sola?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5947/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5947/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5947/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5947/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5947/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5947/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5947/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5947/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5947/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5947/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5947/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5947/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5947/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5947/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5947&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;INFERNO DEGLI INTELLETTUALI di Emanuel Swedenborg</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:51:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bioy Casares]]></category>
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		<category><![CDATA[Inferno degli intellettuali]]></category>
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		<description><![CDATA[È impossibile descrivere i volti dei reprobi, eppure è vero che quelli di coloro che appartengono a una stessa società infernale si somigliano abbastanza. Generalmente sono spaventosi e privi di vita, come i volti dei cadaveri; ma alcuni sono neri e altri rifulgono come torce; altri sono ricoperti di pustole, piaghe ed ulcere; molti dannati, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5942&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/terra-desolata.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/terra-desolata.jpg?w=300&#038;h=170" alt="" title="terra-desolata" width="300" height="170" class="alignnone size-medium wp-image-5943" /></a></p>
<p>È impossibile descrivere i volti dei reprobi, eppure è vero che quelli di coloro che appartengono a una stessa società infernale si somigliano abbastanza. Generalmente sono spaventosi e privi di vita, come i volti dei cadaveri; ma alcuni sono neri e altri rifulgono come torce; altri sono ricoperti di pustole, piaghe ed ulcere; molti dannati, invece di un volto, hanno un&#8217; escrescenza pelosa o ossea; di altri si vedono soltanto i denti. Anche i corpi hanno un aspetto mostruoso. La bestialità e la crudeltà delle loro menti ne modellano l&#8217;espresssione; ma quando altri dannati li elogiano, li venerano o adorano, i loro volti si ricompongono e si addolciscono per il compiacimento.<br />
Va tuttavia compreso che i reprobi appaiono in tal modo se visti alla luce del cielo, ma fra di loro essi si vedono come uomini; così dispone la misericordia divina affinché non si vedano abominevoli quanto li vedono gli angeli.<br />
Non mi è stato concesso di vedere la forma complessiva dell&#8217;Inferno, ma mi hanno detto che come il Cielo, nel suo insieme, raffigura un uomo, l&#8217;Inferno raffigura il Diavolo. </p>
<p>Ci sono inferni che sembrano paesi incendiati; altri che sembrano deserti; altri, pantani. Mi hanno detto che i reprobi che li abitano non vedono né sentono tali imperfezioni, perché lì respirano la propria atmosfera e raggiungono il piacere della loro vita.</p>
<p>Coloro che si sono compiaciuti di segrete e perfide congiure cercano nel mondo degli spiriti caverne aperte nella roccia e frequentano abitacoli così oscuri da non vedersi nemmeno in volto e sussurrano negli angoli.<br />
Coloro che hanno studiato le scienze per puro orgoglio e hanno immagazzinato molti fatti nella memoria cercano luoghi sabbiosi e li preferiscono ai prati e ai giardini.<br />
Coloro che hanno affaticato il loro intelletto con dottrine teologiche, senza però applicarle alla vita, scelgono luoghi rocciosi e vivono tra mucchi di pietre.<br />
Coloro che con diverse arti si sono innalzati a seggi d&#8217;onore e hanno acquistato ricchezze si dedicano nell&#8217;altra vita ad apprendere la magia, e trovano in questa il massimo piacere. Coloro che hanno bramato la vendetta e acquisito una natura crudele e selvaggia cercano sostanze cadaveriche e abitano gli inferni che le producono. </p>
<p>(Da &#8220;Emanuel Swedenborg, De Coelo et Inferno, 1758&#8243;, in: <em>Jorge Luis Borges &#8211; Adolfo Bioy Casares, Libro del cielo e dell&#8217;inferno</em>, Adelphi 2011) </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5942/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5942&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>GRANDI ALBUM &#8211; POP STAPLES &amp; RY COODER</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 11:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[Pop Staples]]></category>
		<category><![CDATA[Ry Cooder]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo è un vecchio cantante e chitarrista soul morto qualche settimana fa, il secondo un chitarrista sopraffino e, come produttore musicale, un grande ri-scopritore di talenti dimenticati (l&#8217;esempio più noto è &#8220;Buena Vista Social Club&#8221;, con anziani musicisti cubani). Insieme hanno dato vita a quello che è in assoluto uno dei miei album preferiti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5937&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/cover-pop-staples.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/cover-pop-staples.jpg" alt="" title="cover pop staples" width="280" height="282" class="alignnone size-full wp-image-5938" /></a></p>
<p><em>Il primo è un vecchio cantante e chitarrista soul morto qualche settimana fa, il secondo un chitarrista sopraffino e, come produttore musicale, un grande ri-scopritore di talenti dimenticati (l&#8217;esempio più noto è &#8220;Buena Vista Social Club&#8221;, con anziani musicisti cubani).<br />
Insieme hanno dato vita a quello che è in assoluto uno dei miei album preferiti di sempre, uscito nel 1992. Lo sto riascoltando in questi giorni, eccone una piccola scelta.</em></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://valterbinaghi.wordpress.com/2012/01/14/grandi-album-pop-staples-ry-cooder/"><img src="http://img.youtube.com/vi/h_Ao2zFulVo/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://valterbinaghi.wordpress.com/2012/01/14/grandi-album-pop-staples-ry-cooder/"><img src="http://img.youtube.com/vi/uBAeDSVwk0o/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://valterbinaghi.wordpress.com/2012/01/14/grandi-album-pop-staples-ry-cooder/"><img src="http://img.youtube.com/vi/9k9rLgRpV6U/2.jpg" alt="" /></a></span>
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		<title>L&#8217;INDIVIDUO E IL SINGOLO di Valter Binaghi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 16:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture]]></category>
		<category><![CDATA[Goethe]]></category>
		<category><![CDATA[I ragazzi venuti dal Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Individualità]]></category>
		<category><![CDATA[Singolarità]]></category>
		<category><![CDATA[Soren Kierkegaard]]></category>
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<p>C&#8217;è un film, anche piuttosto bello, che sembra fatto apposta per illustrare la differenza tra individualità e singolarità. Il film s&#8217;intitola &#8220;I ragazzi venuti dal Brasile&#8221;.<br />
Il medico di Auschwitz, il famigerato dottor Mengele, nel &#8217;45 fugge in sudamerica: ha in provetta materiale biologico di quello che ormai era stato il Fuhrer. Anni dopo diversi ragazzi, perfettamente identici fra loro, crescono in altrettante famiglie adottive dalle caratteristiche molto simili a quella che era stata la famiglia d&#8217;origine di Adolf Hitler: ma i cloni di Hitler, anche posti in un contesto di vita simile a quello del führer, non danno segno di seguire le &#8220;orme&#8221; del loro corrispettivo genetico. La singolarità di ognuno appare irriducibile alle condizioni individuali (biologiche e culturali), che essi identicamente condividono e nel momento topico della vicenda è proprio Mengele a farne le spese. </p>
<p>Individualità e singolarità vanno distinte.<br />
Due oggetti identici prodotti industrialmente, due pesci della stessa cova e due gemelli umani sono coppie di individui, ma solo i pesci e l&#8217;uomo sono singolarmente vitali, e solo l&#8217;uomo è singolarmente cosciente. La differenza la fa la presenza al mondo. Un sasso, un albero, una lucertola e un contadino che dorme sul prato sono tutti sul prato, sono persino vicini e forse almeno in tre avvertiti l&#8217;uno dell&#8217;altro, ma solo il contadino sogna.</p>
<p>La distinzione più chiara e le riflessioni più profonde intorno alle condizioni dell&#8217;esistenza singolare, si trovano in Soren Kierkegaard, ed esse hanno avuto una forte influenza sulla concezione contemporanea della soggettività.<br />
Nessuno è mai stato Me prima di Me. Il soggetto è un Singolo, non la coscienza trascendentale di Cartesio e Kant (e prima di tutti di Averroé) chè è piuttosto la condizione universale dell&#8217;atto d&#8217;intendere e come tale determina semmai un soggetto collettivo, come infatti è accaduto per l&#8217;episteme scientifica, che si fonda sull&#8217;universalità del sapere matematico e del calcolo delle probabilità.<br />
Ciò che in Cristo si redime e si accoglie è quella singolarità che il pensiero greco aveva si considerato, ma per farne un vuoto a perdere: in Platone la glorificazione dell&#8217;Anima è nel lasciarsi alle spalle la molteplice possibilità delle esistenze (adombrata nel mito orfico della metempsicosi) per spersonalizzarsi nell&#8217;Identità dell&#8217;Uno. Parimenti eccentrico alla categoria del singolare è l&#8217;ebraismo, in cui il soggetto dell&#8217;alleanza con Dio non è nè l&#8217;astratta umanità nè il singolo, ma il popolo, la comunità.<br />
E&#8217; in Cristo che l&#8217;uomo è chiamato per nome: per quanto chiamato alla comunione ecclesiale, è la sua storia che deve essere redenta, la sua colpa lavata, il suo spirito restituito alla paternità di Dio. La Singolarità dell&#8217;anima cristiana è ciò che Dante ha provato a mostrare in immagine, quando ha rappresentato la condizione della vita ultraterrena, in cui il godimento di Dio ha la forma riconoscibile di un&#8217;esistenza personale, secondo i casi prigioniera o felicemente rappacificata con la propria storia, ma sempre incarnata, di una carne trasparente eppure visibile.<br />
Esistere non significa semplicemente essere presente ad altri. E&#8217; consapevolezza, presenza a noi stessi. L’esistenza non può essere ricondotta alla categoria dell’universale perché nell&#8217;universale è pensata una forma astratta, non può esprimere la singolarità nel suo evento attuale. Il linguaggio filosofico dell&#8217;occidente è fortemente ipotecato dall&#8217;idealismo ellenico, ma Kierkegaard come Goethe credeva nel potere della narrazione, e attraverso quella che il danese chiamava &#8220;la comunicazione indiretta&#8221; entrambi ci hanno narrato indimenticabili figure dell&#8217;esistenza moderna come il Don Giovanni, il borghese Guglielmo, il Faust, il Werther. Ma anch&#8217;essi vanno interpretati, altrimenti restano caratteri. Un altro modo per dire che il linguaggio è prigioniero dell&#8217;universale, sembra negato ad esprimere la singolarità. </p>
<p>La singolarità altrui continua ad essere presunta, ma difficilmente concepibile, a meno che non si ritorni al tramite della conoscenza sensibile. Ecco allora la musica, o meglio ciò che vi è di &#8220;musaico&#8221; nel dire, che innamora dell&#8217;altro perchè ci avvince nella sua passione. E meglio di tutto l&#8217;intimità, l&#8217;abbraccio, in cui l&#8217;altro si consegna e noi, finalmente, a nostra volta cediamo le armi della logica e della critica. Eppure anche in quel caso si sente, si deve sentire, che il cuore è nascosto, inaccessibile. La più autentica percezione della singolarità altrui, è contemporanea alla scoperta della sua inviolabilità.<br />
Su questo si fonda il pudore, quello che oggi si identifica con la cosiddetta sfera della &#8220;privacy&#8221;. E io dico &#8220;erroneamente&#8221; si identifica. Perchè per fare il pudore non basta un territorio protetto, cioè escluso dalla vista altrui. Il pudore è una virtù attiva, che consiste nel rispettare e proteggere l&#8217;intimità e la fragilità del soggetto proprio e altrui.<br />
Il sofista Protagora amava raccontare una sua versione del mito di Prometeo nella quale gli uomini, una volta avuto dal titano il fuoco (cioè l&#8217;intelligenza tecnica, la capacità di costruire) erano tuttavia incapaci di convivere, perchè non avevano virtù politiche, e tutto finiva nel solito scannamento. Così Zeus incaricò Ermes di distribuire le virtù politiche ma in modo diverso dalle altre. Le altre, infatti, sono presenti negli uomini in diversa misura, chi è più veloce e chi è più forte, chi s&#8217;interessa di conoscere e chi di fabbricare, ma bastano un calzolaio e un astronomo per mille persone. Le virtù politiche, invece, bisogna che tutti le abbiano, per poter essere membri di una comunità. E sono due: giustizia, e pudore.<br />
La prima riguarda gli individui, la seconda il singolo.</p>
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		<title>IL TERRENO MINATO di Valter Binaghi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 16:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[legge 194]]></category>
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		<category><![CDATA[Michela Murgia]]></category>
		<category><![CDATA[questione femminile]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/46.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/46.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-5923" /></a></p>
<p><em>Negli ultimi giorni ho frequentato parecchio il <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/">blog</a> di <strong>Loredana Lipperini</strong>, che sta postando storie di donne alle prese con una <strong>difficoltosa applicazione della legge 194</strong>, a fronte di un servizio sanitario che appare inadempiente e di pressioni ideologicamente &#8220;opprimenti&#8221; del Movimento per la Vita. Per me è l&#8217;occasione per capire perchè la questione femminile e in particolare abortiva è ferma da quarant&#8217;anni agli stessi toni. Dopo essermi preso un buon numero di legnate per sostenere opinioni che lì appaiono eccentriche o addirittura insultanti, vi propongo una mia sintesi della questione.</em></p>
<p>1) La matrice è fatta per generare, non per soffocare = la natura esiste<br />
Una donna non è una matrice = la cultura esiste<br />
Mettere in conflitto natura e cultura non è la cosa migliore, ma nel caso dell’aborto procurato ci possono essere motivi inderogabili, quanto meno per la donna che in questo caso è il luogo della contraddizione.</p>
<p>2) Ma lo è veramente? Esiste una sessualità irresponsabile nel senso letterale del termine, che per infantilismo, ignoranza, indisponibilità fisica o psicologica non è in grado di assumersi le conseguenze procreative dell’atto sessuale. Questa contraddizione, però, è condivisa da chiunque, maschi e femmine.</p>
<p>3) Gli effetti di questo comportamento sono effettivamente di responsabilità di una coppia o, nel caso di una violenza, di uno solo, ma la decisione circa la gravidanza deve essere comunque condivisa dalla donna perchè è nel suo corpo che questa si compie. L’eventuale legislazione in materia deve comprendere la donna come soggetto, mai come oggetto (ciò di cui si parla e su cui si decide). Questo è diverso dal farne la padrona assoluta di ciò che in lei si compie. In ogni modo, ogni concepito è figlio di una comunità, potrebbe essere per essa una speranza di salvezza. La comunità (e parlo di quella umana, il cui tramite sono la famiglia, l&#8217;ambiente sociale con le sue sotto-comunità religiose, le istituzioni politiche che si è dato) esercità una tutela universale dei suoi membri, nella forma di un diritto alla vita. Ma l&#8217;uomo non è vita, è Persona. Non l&#8217;individuo di una specie, ma un Singolo. Libertà e autoposizione rispetto alla natura e alla norma. La donna gestante è un singolo, e questo impedisce che la sua singolare decisione sulla gravidanza sia l’elemento di una casistica, o il caso particolare dell’applicazione di una legge. D&#8217;altro canto, anche il nascituro è un singolo, ma non v&#8217;è accordo culturale e politico se lo sia ab origine o lo diventi. Per questo la 194 non legittima indiscriminatamente ma regolarizza la pratica abortiva.</p>
<p>4) A sua volta, anche il medico è un singolo. E l’interruzione di gravidanza non può avvenire se non sotto la sua assunzione di responsabilità. Anche lui, però, non può essere oggetto di obbligo, perchè dare la morte è un atto estremo almeno quanto dare la vita. Innanzitutto non si può decidere una volta per tutte ma ogni volta è qui, adesso. In più, l&#8217;atto impegna la coscienza in massimo grado a trovare un motivo ben chiaro per farlo. Se si rispetta il modo della donna di risolvere il suo contrasto (continuare la gravidanza o abortire) occorre rispettare la singola obiezione di coscienza del medico. Il che implica, però, che una struttura pubblica deve rendere immediatamente disponibile un medico che sia pronto a svolgere l&#8217;intervento.<br />
Tuttavia la cosa non è priva di problemi: il numero degli obiettori cresce (spesso anche per ragioni poco trasparenti) e molte donne lamentano la difficoltà di accedere a quanto la 194 gli garantisce, compresa la &#8220;pillola del giorno dopo&#8221; su cui alcuni farmacisti fanno obiezione, probabilmente senza averne pieno diritto. Tutto ciò negli ambienti femministi porta a galla un vecchio linguaggio, che spesso cede a vittimismo paranoide, comprese categorizzazioni rigide ed esclusioni perentorie che non convincono (interdire i pubblici uffici agli obiettori è francamente fascista)</p>
<p>5) Il corpo della donna non è un luogo pubblico. Non si può legiferare sul corpo altrui, se non a patto di renderlo schiavo. La minaccia a quello che ormai la donna occidentale ritiene un suo diritto e oggettivamente nessuno può più mettere in dubbio, cioè disporre liberamente del proprio corpo, ostina la parte più politicizzata dei movimenti a costituire il genere femminile in una sorta di parte o contro-parte politica il cui antagonista sarebbe il patriarcato o il suo replicante positivistico e borghese. Le ragazze di oggi, meno politicizzate, non ne accettano il linguaggio, perchè sentono che l&#8217;opposizione tra i sessi in quanto tale è innaturale (preferiscono semmai il linguaggio delle Pari Opportunità). In effetti, quella femminista non solo è una contrapposizione sterile, ma è anche un pericoloso spostamento del vero problema. Il conflitto non può essere tra i generi (che traggono reciproco piacere e fecondità dalla convivenza), nè del tipo universale-particolare (chi rappresenta la maggioranza, chi può parlare in nome di tutti) ma è di fatto tra il Singolo e la Comunità, cioè il loro rapporto, tra autonomia e tutela. Se il femminismo non se ne accorge, rischia di diventare il vuoto a perdere di una questione più grande, che lo supera.</p>
<p>6) E se fosse veramente un problema di linguaggio?<br />
Se la questione femminile avesse portato per la prima volta nella storia una questione che NON è una questione di specie o di genere, ma di persona?<br />
Se fosse il nostro linguaggio giuridico e politico ad essere sistematicamente incapace di dar conto della categoria del SINGOLO, se non pervertendola in quella dell’INDIVIDUO che è esattamente il suo contrario? Il primo indica l’irripetibilità della persona e dei suoi atti (nessuno è mai stato Me prima di Me) il secondo la sua mera appartenenza a una specie (sono un uomo, come gli altri, così come Fido è un cane come gli altri). Lo stesso avvine in riferimento alla categoria di COMUNITA&#8217;, erroneamente identificata con la società civile dalla rivoluzione francese in poi. Non perchè esse non comprendano le stesse persone, ma perchè la comunità è un ambiente di vita, la società civile l&#8217;ordine alfabetico di un registro elettorale. La comunità recepisce il singolo, la società solo gli individui.</p>
<p>7) Se avessi ragione, il problema è tutt’altro che separare le donne dal resto del genere umano conferendogli quella che sembra troppo una proprietà privata dell’impresa uterina, ma anzi che esse impongano un’identità sociale propria che finisce per costringere l’intero corpo sociale a evolvere. Ma perchè la comunità dovrebbe convertirsi a una nuova percezione dell&#8217;essere femminile, se non vi trova le ragioni del proprio stesso miglioramento? Le donne devono offrire un’immagine di sè, del femminile e del materno che esprima insieme la loro soddisfazione ma anche l’integrabilità comunitaria di essa, cioè le condizioni per cui tutti questi singoli possono continuare a dire NOI.<br />
Al contrario ci sono espressioni femministe che hanno spaventato e spaventano in primo luogo molte donne, le quali rifiutano l’idea che l’identità femminile sia qualcosa che si pone CONTRO quella del maschio, inteso sistematicamente come controparte. Ma certo, abbiamo visto cose imbarazzanti anche da questa parte: chi col patriarcato borghese ci marcia bene e va in Consiglio Regionale a botte di culo.</p>
<p>8) Il carattere ostentato e inutilmente provocatorio di certe manifestazioni del Movimento per la Vita, denota prevaricazione politica e fragilità spirituale. Inalberare feti non è esattamente obbedire al Maestro che invitava ad essere &#8220;come bambini&#8221;.</p>
<p>9) Col linguaggio teologico si deve fare i conti, anche se non si è nè cattolici nè anti-cattolici, perchè resta l’elemento strutturante dell’immaginario collettivo. <strong>Michela Murgia</strong> con “Ave Mary” ha fatto un lavoro a metà: dice cosa nell’immaginario cattolico umilia il sesso femminile. Ma non mi dà il senso che per lei è autentico del femminile di Maria, e allora dov’è il contributo positivo per i cattolici che (io e lei) diciamo di essere? Era questo il quesito che le ho posto, in modo inutilmente pungente, ne è nato uno scazzo in Rete di cui mi spiace anche perchè forse avremmo delle cose importanti da dirci in materia. Altre cose mi ha suggerito il film di <strong>Guido Chiesa</strong>, &#8220;Io sono con te&#8221;, che ho <a href="http://valterbinaghi.wordpress.com/2011/08/06/io-sono-con-te-di-guido-chiesa/">recensito in questo blog</a>. Lì emerge un carattere della figura mariana e della maternità di Maria che dà molto da pensare.</p>
<p>10) Io prendo spesso a cazzotti l’immaginario cattolico, in nome di Gesù Cristo, e altrettanto spesso difendo il messaggio di Cristo da chi lo trasforma in un mezzo per escludere o arruolare. Detto questo, ritengo fermissimamente che quello che qui ho chiamato SINGOLO è stato rivelato al mondo da Cristo (se si crede alla sua natura soprannaturale) o dalla cultura cristiana (se si ha una minima cognizione dell’evoluzione delle istituzioni occidentali). In entrambi i casi, è sempre alle religioni che si ritorna. L&#8217;Occidente ha nel Cattolicesimo non la sua sintesi, ma il suo Dialogo di coscienza, cosa che è vera anche per il Protestantesimo e l&#8217;Ebraismo e le varie forme di messianismo laico (personalmente auspico per l&#8217;Europa una crescente influenza della Chiesa Ortodossa). Le religioni pretendono di interpretare un destino, non più quello delle nazioni, spero, ma certamente quello dell&#8217;Anima. E&#8217; chiaro che si esprimono in tutte le questioni cosiddette di biopolitica. Tuttavia il loro interlocutore non può e non deve essere lo Stato o il Governo, ma la Comunità. In questo consiste la vera universalità del messaggio religioso, e insieme la garanzia della laicità dello Stato. Anche qui sono per una logica inclusiva: la laicità e la confessione religiosa devono definirsi reciprocamente, riconoscersi, legittimarsi, proprio per arrivare a distinguersi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5922/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5922/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5922/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5922/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5922/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5922/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5922/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5922/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5922/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5922/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5922/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5922/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5922/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5922/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5922&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>QUATTRO POESIE di Valter Binaghi</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2012/01/09/tre-poesie-di-valter-binaghi/</link>
		<comments>http://valterbinaghi.wordpress.com/2012/01/09/tre-poesie-di-valter-binaghi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 10:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Tornogiovedì]]></category>
		<category><![CDATA[valter binaghi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=5914</guid>
		<description><![CDATA[Some Kinda Love Amore dell’altura Amor di lontananza spinge la bestia ignara Fino alla mattanza Amore dell’anfratto Amore del profondo Nutrito dalla notte Nel silenzio del mondo Amor di cose piccole Formiche e lumachine Schiacciate dalle suole D’incolpevoli bambine Amore dell’Idea, amore sanguinario Farcito di bestemmie Nel carcere di un Diario Amor di complottardo Amor [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5914&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/cupido1.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/cupido1.jpg?w=175&#038;h=300" alt="" title="Cupido" width="175" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-5919" /></a></p>
<p><strong>Some Kinda Love</strong></p>
<p>Amore dell’altura<br />
Amor di lontananza<br />
spinge la bestia ignara<br />
Fino alla mattanza<br />
Amore dell’anfratto<br />
Amore del profondo<br />
Nutrito dalla notte<br />
Nel silenzio del mondo<br />
Amor di cose piccole<br />
Formiche e lumachine<br />
Schiacciate dalle suole<br />
D’incolpevoli bambine<br />
Amore dell’Idea,<br />
amore sanguinario<br />
Farcito di bestemmie<br />
Nel carcere di un Diario<br />
Amor di complottardo<br />
Amor di terrorista<br />
Il bersaglio più facile<br />
È il primo della lista<br />
Amore di bottiglia<br />
Amore del veleno<br />
Fammi morire oggi<br />
A cuor sereno<br />
Amore di fantasma<br />
Di profumo lontano<br />
Di femmina rapita<br />
A un sogno meridiano<br />
Amor febbricitante<br />
Amor di fica<br />
Mi struscio come un cane<br />
Alla porta dell’amica<br />
Amore forsennato<br />
amor senza parole<br />
l’arsura delle labbra<br />
spaccate dal sole<br />
Amore senza fine<br />
Amor di Dio<br />
Qualcuno canta in me<br />
Che non son io</p>
<p><em>Leggi le altre su <a href="http://www.tornogiovedi.it/2012/01/blues-del-ticino/">Tornogiovedì</a></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5914/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5914&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Cupido</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>NARRAZIONI SULLA NARRAZIONE: IL CINEMA</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2012/01/08/narrazioni-sulla-narrazione-il-cinema/</link>
		<comments>http://valterbinaghi.wordpress.com/2012/01/08/narrazioni-sulla-narrazione-il-cinema/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 11:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[After life]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[narrazioni sulla narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Solaris]]></category>
		<category><![CDATA[The final cut]]></category>

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		<description><![CDATA[Se mi chiedessero: quale ti pare l&#8217;esempio più riuscito di una narrazione che sia in fondo una metafora della narrazione medesima? Sarei indeciso tra tre film. In &#8220;The final cut&#8221;, film americano, un &#8220;montatore&#8221; deve stilare il resoconto ad usum delphini di un&#8217;intera esistenza, registrata minuto per minuto da un chip sottocutaneo cui la borghesia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5909&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se mi chiedessero: quale ti pare l&#8217;esempio più riuscito di una narrazione che sia in fondo una metafora della narrazione medesima? Sarei indeciso tra tre film.</p>
<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/locandina-final-cut.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/locandina-final-cut.jpg?w=209&#038;h=300" alt="" title="locandina final cut" width="209" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-5910" /></a></p>
<p>In <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_Final_Cut_%28film_2004%29">&#8220;The final cut&#8221;</a>, film americano, un &#8220;montatore&#8221; deve stilare il resoconto ad usum delphini di un&#8217;intera esistenza, registrata minuto per minuto da un chip sottocutaneo cui la borghesia dell&#8217;epoca fa sistematico ricorso. Il resoconto, della durata di uno sceneggiato, sarà visibile in ogni momento previo POWER ON sulla tomba del caro estinto.</p>
<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/locandina-after-life.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/locandina-after-life.jpg?w=218&#038;h=300" alt="" title="locandina after life" width="218" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-5911" /></a></p>
<p>In <a href="http://www.cinemagiapponese.it/Schede_film/after%20life.pdf">&#8220;After life&#8221;</a>, film giapponese, in un luogo di passaggio per l&#8217;oltretomba viene chiesto a ciascun pellegrino di scegliere un ricordo della vita precedente, una scena e una sola, da portarsi con sé nell&#8217;eternità.</p>
<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/locandina-solaris.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/locandina-solaris.jpg?w=206&#038;h=300" alt="" title="locandina Solaris" width="206" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-5912" /></a></p>
<p>In <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solaris_%28film_1972%29">&#8220;Solaris&#8221;</a>, del russo Tarkovskij, una spedizione spaziale giunge nei pressi di un pianeta da cui giungono comunicazioni differenti ai diversi occupanti dell&#8217;astronave: ammantate dei loro ricordi privati, vengono immagini a ripresentare questioni lasciate aperte o a rinnovare speranze che sembravano sepolte. Come se il pianeta avesse una voce diversa per ognuno di loro.<br />
In effetti, direi che occorrono tutti e tre per una metafora architettonica e complessa. Il montare o selezionare è la caratteristica principale dell&#8217;io narrante, la perspicuità della forma in cui il molteplice dà vita a un organismo vivente è la caratteristica della narrazione, mentre la capacità di parlare al cuore di ognuno è la meravigliosa potenza del simbolo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5909/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5909&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">locandina after life</media:title>
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			<media:title type="html">locandina Solaris</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Una recensione a IL CRISTO ZEN DI RAUL MONTANARI</title>
		<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2012/01/07/una-recensione-a-il-cristo-zen-di-raul-montanari/</link>
		<comments>http://valterbinaghi.wordpress.com/2012/01/07/una-recensione-a-il-cristo-zen-di-raul-montanari/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 10:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture]]></category>
		<category><![CDATA[Cristianesimo e Buddhismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Cristo Zen]]></category>
		<category><![CDATA[Indiana Editore]]></category>
		<category><![CDATA[Raul Montanari]]></category>
		<category><![CDATA[valter binaghi]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno scrittore italiano, ben noto al grande pubblico come narratore (ma è anche traduttore da lingue classiche e moderne), mette insieme un libro dal titolo disturbante, in cui affianca la parola di Gesù a quella dei maestri Zen, e lo fa dichiarandosi ateo alla terza pagina. Ce n’è abbastanza per pensare a una di quelle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5901&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/cristo-zen1.jpg"><img src="http://valterbinaghi.files.wordpress.com/2012/01/cristo-zen1.jpg" alt="" title="cristo-zen" width="244" height="294" class="alignnone size-full wp-image-5905" /></a></p>
<p>Uno scrittore italiano, ben noto al grande pubblico come narratore (ma è anche traduttore da lingue classiche e moderne), mette insieme un <a href="http://www.indianaeditore.com/collane/il-cristo-zen/">libro dal titolo disturbante</a>, in cui affianca la parola di Gesù a quella dei maestri Zen, e lo fa dichiarandosi ateo alla terza pagina.<br />
Ce n’è abbastanza per pensare a una di quelle improvvisazioni eclettiche che stuzzicano lo scrittore di successo un po’ annoiato. E invece basta cominciare a leggere la lunga introduzione, che occupa un buon terzo del libro, per accorgersi subito che il lavoro di Montanari è tutto tranne che frutto d’improvvisazione. Con precisione storica, unita a considerazioni che evidenziano una riflessione teologico-morale di lunga durata, l’autore racconta la storia del Buddhismo nelle sue diverse ramificazioni, fino a quella variante che si affermò in Cina come Ch’an, e penetrò in Giappone all’inizio del XIII secolo prendendo il nome di Zen. In seguito Montanari espone le ragioni che l’hanno spinto ad avvicinare cristianesimo e buddismo zen. In entrambi egli trova «la contemplazione e l’abbandono alla natura, al fluire degli eventi. L’interiorizzazione del culto e l’insofferenza verso ogni formalismo. La polemica contro la ricchezza. La spiritualità e la forza della fede capace di smuovere le montagne ove l’ostacolo del pensiero logico sia eluso. L’intransigenza davanti alla Verità, a un dovere superiore che suggerisce comportamenti apparentemente ingiusti o illogici. L’antintellettualismo e l’elogio del pensiero semplice o addirittura del non-pensiero. L’anticonformismo nei rapporti con le gerarchie, le classi sociali, la tradizione, e con quel grande mistero insondabile che è la donna».</p>
<p><em>Leggi l&#8217;intero articolo su <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2012/01/07/raul-montanari-il-cristo-zen/#more-13905">Vibrisse</a></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valterbinaghi.wordpress.com/5901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valterbinaghi.wordpress.com/5901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valterbinaghi.wordpress.com/5901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valterbinaghi.wordpress.com/5901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/valterbinaghi.wordpress.com/5901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/valterbinaghi.wordpress.com/5901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/valterbinaghi.wordpress.com/5901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/valterbinaghi.wordpress.com/5901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valterbinaghi.wordpress.com/5901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valterbinaghi.wordpress.com/5901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valterbinaghi.wordpress.com/5901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valterbinaghi.wordpress.com/5901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valterbinaghi.wordpress.com/5901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valterbinaghi.wordpress.com/5901/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5901&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>QUANDO HA SENSO PARLARE DI NARRAZIONE? di Valter Binaghi</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 00:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture]]></category>
		<category><![CDATA[Epifania]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia della narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando ha senso parlare di narrazione? 1. Quando un uomo dà un resoconto di un fatto capitato alla sua presenza. 2. Quando un uomo dà un resoconto di un fatto di cui ha appreso a sua volta in una narrazione. 3. Quando un uomo non ritiene totalmente o parzialmente credibile la narrazione rispetto a quella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valterbinaghi.wordpress.com&amp;blog=1429410&amp;post=5894&amp;subd=valterbinaghi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Quando ha senso parlare di narrazione?</p>
<p>1. Quando un uomo dà un resoconto di un fatto capitato alla sua presenza.<br />
2. Quando un uomo dà un resoconto di un fatto di cui ha appreso a sua volta in una narrazione.<br />
3. Quando un uomo non ritiene totalmente o parzialmente credibile la narrazione rispetto a quella che se ne potrebbe fare, e tuttavia la racconta.<br />
4. Quando un uomo dà un resoconto di un fatto verosimile rispetto ai canoni della narrazione, ma creato per mezzo di trasposizioni fantastiche.<br />
5. Quando si riflette sull&#8217;immaginazione come soggetto della narrazione, l&#8217;immaginario come oggetto della medesima, e il piacere estetico come pubblico pagante.<br />
6. Quando si definisce la verità non più come perfetta (e impossibile) identità tra la narrazione umana e il fatto, ma come proprietà simbolica, capacità effettiva della narrazione di accedere a un&#8217;Erlebnis (intuizione, esperienza verace) del fatto.<br />
7. Quando si distingue con chiarezza tra il consenso estetico dato alla narrazione, il consenso intellettuale che concerne il suo valore di verità, e il consenso morale che si assume la responsabilità di trarne le conseguenze. Di conseguenza si è in grado di distinguere tra i diversi tipi di narrazione: fiction, memoria e filosofia.<br />
8. Quando si riconosce la storicità di quelli che ho chiamato i canoni della narrazione (ossia l&#8217;insieme delle abitudini e convenzioni intorno a come si dice ciò che si dice e quale sia il perimetro del dicibile). Quanto meno occorre distinguere un&#8217;epoca preistorico-tribale, da una monarchico-statale, dove si può vedere il passaggio dalla narrazione mitica a quella epica, fino al VI secolo a.C. Questa, che Jaspers chiamava &#8220;epoca assiale&#8221;, vide sorgere contemporaneamente la polis greca coi primi filosofi, Lao Tse e Confucio in Cina, Buddha in India, i profeti in Israele. E&#8217; la rivoluzione etica, la scoperta di una Legge Interiore, che prelude all&#8217;ultima, quella del significato, operata dall&#8217;ingresso nel mondo della Scrittura, nel senso ebraico, cristiano e musulmano del termine. All&#8217;interno di questa ultima epoca, si passa dalla visione simbolica della narrazione del primo medioevo, a una visione razionalistico-realistica (Galileo, Cartesio) cui si oppone un nominalismo tendenzialmente scettico (Hume).  Scegliendo il linguaggio dell&#8217;astrazione matematica che ne sarebbe il vero significato, o negando qualsiasi significato che trascenda la pura esperienza sensoriale, la modernità difatto relega in ambito puramente retorico e finzionale la narrazione medesima, consegnandola al romanzo, che essenzialmente è forma dell&#8217;autocoscienza borghese.<br />
9. Quando si comprende come la narrazione sia insieme l&#8217;espressione di un soggetto (l&#8217;autore), la forma di un comprendere (il detto) e il riferimento efficace al fatto, oggetto della comunicazione in una relazione personale (il simbolo). Niente meno che Soggettività, Oggettività e Verità. Una filosofia della narrazione non può non mettere in questione entità metafisiche, nel senso che trascendono la possibilità di un resoconto fattuale e ne costituiscono le condizioni medesime, quelle che Kant ha identificato nelle Idee della Ragione (Mondo, Anima, Dio). Si tratta di orizzonti trascendentali dell&#8217;esistenza o forme dello spirito, le quali rendono possibili i tre archetipi della narrazione: la narrazione cosmologica che è quasi tutto quel che si narra in giro, la narrazione memoriale che è innanzitutto la memoria di ciascuno, faticosamente ripresa nel diario di ogni giornata, ma anche la cronaca e la storia di una comunità, e infine la narrazione intorno alla narrazione, che è Filosofia.<br />
10. Quando si medita sull&#8217;Epifania di Nostro Signore. Egli riceve dai saggi oro, incenso e mirra, perchè riconoscono in lui la regalità della Forma, la divinità dell&#8217;Origine e la singolarità dell&#8217;Elezione. Infatti c&#8217;è la possibilità che il Narratore, la Narrazione e il Fatto coincidano, perchè in essi è compresa l&#8217;intera creazione, come in una Parola Assoluta.</p>
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