Doctor Blue and Sister Robinia

DOCTOR BLUE Chi è

binaghi valter

Al secolo, Valter Binaghi.
Sono nato il 14-7-1957 in provincia di Milano, dove vivo con moglie, due figli e una gatta.
Per vivere insegno filosofia e storia in un liceo e faccio consulenze editoriali.
Da giovane (1977 – 1980) mi sono occupato di controcultura e movimenti giovanili come redattore della rivista RE NUDO, e curando per l’ARCANA EDITRICE alcuni volumi dedicati alla musica pop (Pink Floyd 1978, Lou Reed 1979, Punk 1978, Eroi e canaglie della musica pop 1979). Ho partecipato con un racconto al volume collettivo L’altro mondo. I giovani e l’utopia dopo il ‘68 (Edizioni dell’Apocalisse, 1980). Poi basta: più scritto una riga per quasi vent’anni. Primum vivere, dicevano gli antichi, o una cosa così.
La passione per il blues mi ha portato a fondare diverse band (Blues Ortiga, Blue Valentine, Doctor Blue and the Healers) con cui imperverso dal ‘91 nei pub della mia zona e negli ultimi tempi allestisco reading musicali per presentare i miei romanzi. Che sono:
L’ultimo gioco, scritto con Edoardo Zambon (Mursia 1999)
Robinia Blues (Dario Flaccovio Editore, 2004) . Da questo romanzo ho tratto una sceneggiatura che ha ricevuto due Premi al Busto Arsizio Film Festival 2006: miglior caratterizzazione di genere e migliore valorizzazione del territorio. Il libro (attualmente introvabile), sarà ripubblicato in edicola per la serie Il Giallo Mondadori presenta nell’agosto 2010.
La porta degli Innocenti (Dario Flaccovio Editore, 2005)
I tre giorni all’inferno di Enrico Bonetti, cronista padano, (Sironi, 2007)
Devoti a Babele (Perdisa Pop, 2008).
In preparazione:
Ucciderò Mefisto (Perdisa Pop, Febbraio 2010)
I custodi del Talismano (Eumeswil, maggio 2010)

Filosofia niente? Mi chiedono ogni tanto i miei alunni.
In realtà sto raccogliendo materiali per una sorta di ontologia dell’immaginario, qualcosa che ha a che fare con l’estetica ma anche con la teologia e la psicoterapia. Ma è un percorso, non ancora un risultato. Proverò a continuarlo, anche qui.

13 Commenti »

  1. Ciao Valter,

    un saluto dal nord,
    marino

    Commento di marino — Settembre 6, 2008 @ 6:30 am | Replica

  2. Siamo omonimi. Mi chiamo Irene Binaghi: scrivo, da poco, perchè primum vivere o giù di lì. Sto studiando per scrivere sceneggiatura. Mi manca il lato musicale ed anche il 68, per causa di forza maggiore: sono nata nel 1970.

    Ti aspetto sul mio blog.

    http://cucinasenzasenza.wordpress.com/

    un saluto,
    ib

    Commento di irenekitchen — Novembre 15, 2008 @ 8:06 pm | Replica

  3. Ciao,sono tua cugina Laura, anzi la cugina di Sister Robinia, quindi… “Cousin Robinia”, ho letto tutti i tuoi libri (BRAVO), l’ultimo un po’ inquietante…. Ho saputo oggi di “Il Rosaio d’Inverno ” corro a comprarlo!!!!

    Un bacio a tutti anche alla gatta!!!

    Commento di Laura — Gennaio 26, 2009 @ 4:27 pm | Replica

  4. Ciao, Doctor Blue

    Sono Edmond, uno studente congolese alla Facoltà di Filosofia della Gregoriana. Sto facendo le ricerche dottorali su B. Lonergan. Voglio scrivere qualcosa su le configurazioni di esperienza in Lonergan : c’è qualche difficoltà sulla documentazione; allora, all’internet, ho visto il suo articolo; mi è piaciuto – LA STRUTTURA DELLA CONOSCENZA di Bernard Lonergan”. Grazie

    Commento di NZINGA MAVINGA EDMOND — Maggio 26, 2009 @ 10:48 am | Replica

  5. Ciao Edmond, grazie a te della visita.
    Ho messo altre cose di Lonergan o su Lonergan nel blog.
    Per esempio qui:
    http://valterbinaghi.wordpress.com/i-miei-scrittarelli-sulleducazione/

    Commento di vbinaghi — Maggio 26, 2009 @ 1:43 pm | Replica

  6. Ciao Valter.Oltre a tutto il resto..per me sarebbe sufficiente LOU REED & THE BLUES per venirti a trovare.
    UNA delle micie della mia numerosa famiglia si chiamava LOU LOU REED,per gli amici LU!
    un saluto dalla Sardegna.Marlene

    Commento di MARLENE — Agosto 24, 2009 @ 4:48 pm | Replica

  7. Complimenti.

    Commento di marcovaldo — Settembre 22, 2009 @ 9:29 pm | Replica

  8. A Valter…..su quella foto mi sembri Hannibal..e cambiala no?

    Commento di Carlo — Ottobre 20, 2009 @ 4:46 pm | Replica

  9. Hannibal the cannibal?
    E’ uno dei miei modelli indiscussi.

    Commento di vbinaghi — Ottobre 20, 2009 @ 4:54 pm | Replica

  10. bè ciao.
    di questo incontro devo ringraziare la gelmini:grazie marystar per avermi lasciata a casa a cazzeggiare. sennò insegno storia e filosofia. e sono di quelle che se ne fregano dell’interpretazione di plotino(sisi è anche lui è un grande) bensì fanno rotolare prima il cuore e poi il cervello su quello che sanno. e che sanno? mah. dei filosofi che ho letto mi rimane una grande impressione emotiva, come fossero vecchi amici di scuola, ognuno con un suo carattere, ognuno legato ad un periodo preciso della mia vita. certo, lo diceva gadamer, ma il fatto è che un libro è più che un dialogo con l’autore, è come conoscere un tipo straordinario che ti fa accomodare a casa sua, nella sua stanza migliore, e da lì ti mostra il mondo, come lui lo vede. i filosofi mi emozionano, alcuni per la profondità,la veemenza e l’incontenibilità (diciamo nietzsche), altri per la potenza (diciamo kant) o per l’aerea delicatezza- bachelard su cui mi sono laureata.
    mi è piaciuto l’accostamento kuhn-mcluhan, ci sta.

    Commento di elisab — Novembre 19, 2009 @ 10:47 am | Replica

  11. Grazie a te della visita.
    A proposito; su Bachelard mi sono laureato anch’io, nel lontano ‘83, relatore Carlo Sini in Statale.

    Commento di valter binaghi — Novembre 19, 2009 @ 11:34 am | Replica

  12. ma dai pensavo di essere stata l’unica al mondo!!!
    io a Pisa, con Iacono, parecchio dopo.
    stavo pensando ai media come nuove forme trascendentali kantiane, non può essere?non ti sembra che la realtà giunga a noi già filtrata dai media e che questi, ponendosi come condizioni a priori dell’esperienza o della conoscenza, non si lascino più isolare, distinguere, studiare (secondo il principio d’indeterminazione)?e che soprattutto ci è divenuta difficile una percezione delle cose non “contaminata” dai media?

    Commento di elisab — Novembre 19, 2009 @ 5:04 pm | Replica

  13. Se conosci McLuhan, sai che questo è quello che sosteneva in termini non speculativi ma storici. In effetti quello che dici è vero, purchè si ammetta che i media originari sono i sensi, e che essi danno una conoscenza che nessun altro media può dare: quella dell’individuale in quanto individuale, vivente e personale se si dà il caso: quella che Duns Scoto chiamava haecceitas. I sensi sono la parte più fraintesa nella gnoseologia di Kant.

    Commento di vbinaghi — Novembre 20, 2009 @ 1:49 am | Replica


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